martedì, Maggio 11, 2021

Riapertura scuola, chi apre e chi no: le decisioni regione per regione

Il Consiglio dei ministri ha deciso per la riapertura della scuola superiore l'11 gennaio. Ma il fronte delle Regioni è spaccato e si decide in ordine sparso. Ecco le decisioni sulla scuola, regione per regione.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Riapertura scuola superiore l’11 gennaio? Così ha deciso il Consiglio dei ministri nella serata di ieri, 4 gennaio, ma il fronte delle Regioni è spaccato e si decide in ordine sparso.

Tensione nel Consiglio sulla data del 7 gennaio: chi vuole rinviare e chi, come Lucia Azzolina, non ci pensa nemmeno. Vediamo le decisioni regione per regione e cosa è successo ieri nel Consiglio dei ministri.

Riapertura scuola, tensione nel Cdm

Dopo una giornata di tensione tra governo e Regioni sulla data del 7 gennaio il capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, propone di rinviare l’apertura almeno a partire dal 15 gennaio. Le ministre di Italia Viva non ci stanno, così come la titolare dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Il Pd esprime una linea già emersa nel pomeriggio dal segretario Nicola Zingaretti: sulla scuola è necessario un rinvio. Alla fine la mediazione cade sull’11 gennaio.

Leggi anche: Riapertura scuole, l’appello di virologi, presidi e sindacati: “Rischio troppo elevato”

Riapertura scuole, le decisioni delle Regioni

Riapertura scuola.
Riapertura scuola, le ultime decisioni sulla data in ogni Regione.

Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche hanno deciso di prolungare la didattica a distanza fino al 31 gennaio. Campania e Puglia hanno già intenzione di posticipare l’apertura emanando un proprio calendario regionale. La Valle d’Aosta e il Trentino sono pronte alla riapertura mentre qualcuno aspetta la classificazione a zone secondo l’Rt.

Ecco le ultime decisioni sulla data di riapertura scuola in ogni regione.

Riapertura scuola, la decisione della Valle d’Aosta

Riapertura scuola.
Riapertura scuola, la Valle d’Aosta è pronta.

La Valle d’Aosta pronta per la riapertura della scuola il 7 gennaio. Anche delle scuole secondarie di secondo grado. L’assessore all’istruzione Luciano Caveri all’Ansa ha dichiarato:

La Valle d’Aosta è pronta ad aprire le scuole superiori il 7 gennaio, la decisione di un rinvio sarebbe molto grave.

Mi auguro davvero che ci sia da Roma il buon senso di dire che chi è pronto ad aprire apra, e chi no, si regoli con delle ordinanze peggiorative.

Nelle prime tre giornate di screening a studenti e docenti, il tasso di positività è allo 0,6%. Su 1851 persone testate sono emerse in tutti undici positività al virus: una nella prima giornata del 31 dicembre su 548 tamponi rapidi effettuati, sette nella seconda giornata del 2 gennaio su 662 test e 3 nella giornata di ieri, domenica 3 gennaio su 641 tamponi eseguiti.

Riapertura scuola, Trentino Alto Adige

riapertura scuola.
Riapertura scuola, in Trentino previsto un ritorno in classe al 50%.

In Trentino l’assessore all’istruzione e cultura Mirko Bisesti annuncia il ritorno in classe al 50%. Gli studenti delle scuole superiori torneranno in presenza fino al 75% e con un minimo del 50%.

Il limite del 75% può essere diversamente del modulato dal singolo istituto. Gli ingressi in classe saranno scaglionati. L’Assessore Mirko Bisesti ha dichiarato:

Alcune realtà regionali hanno espresso perplessità in merito alla riapertura della scuola.

Ma a tre giorni dalla fine delle vacanze, dopo un ulteriore confronto con la parte sanitaria e sulla base dei dati sanitari che caratterizzano il quadro provinciale, posso confermare che in Trentino si partirà con la didattica in presenza al 50%, come peraltro stabilito dal Ministro Speranza.

Riapertura scuola, Piemonte

Licei, istituti tecnici e professionali continueranno con la didattica a distanza e torneranno in presenza, con il 50%, lunedì 18 gennaio: questa la decisione della Giunta regionale del Piemonte, che a breve il presidente Alberto Cirio metterà nero su bianco firmando una ordinanza.

Il presidente intende anche chiedere la possibilità che il personale della scuola venga vaccinato subito in quanto addetto a un servizio essenziale.

Riapertura scuola, Veneto

Riapertura scuola Zaia.
Riapertura scuola, Zaia ha deciso per la DAD fino al 31 gennaio.

Didattica a distanza fino al 31 gennaio in Veneto. Pubblicata l’ordinanza del governatore Luca Zaia che spiega:

Non ci sembra prudente in una situazione epidemiologica del genere in Italia riaprire le scuole. Questo è ciò che dobbiamo fare per il bene della comunità oggi. 

Non abbiamo problemi nei trasporti, lo voglio chiarire.

Riapertura scuola, Lombardia

Riapertura scuole Lombardia.
Riapertura scuole, la Lombardia attende i parametri a zone.

I piani dalle prefetture sono pronti, ma la Regione Lombardia preferisce attendere e conoscere le misure nazionali per il ritorno a scuola.

Saranno molte le Regioni a rientrare quindi nelle zone arancioni dove la didattica per le superiori deve essere a distanza. E non avrebbe dunque senso aprire venerdì 7 per richiudere poi subito dopo.

Riapertura scuola, Friuli Venezia Giulia

Il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che prevede il rinvio dell’apertura delle scuole superiori successivamente al 31 gennaio.

L’assessora Rosolens spiega:

Ovviamente ci sono possibilità di intervenire da qui al 31 gennaio, a seconda di come la curva epidemiologica si modificherà nelle prossime settimane.

Riapertura scuola, Liguria

Riapertura scuole Liguria.
Riapertura scuole, in Liguria si attende la decisione sulle zone.

Il governatore Toti dichiara:

Di fronte all’incertezza su cosa succederà da lunedì il 7 e l’8 le scuole in Liguria non apriranno.

Con la nuova ordinanza del ministero della Salute calcolate sull’indice Rt, dall’11 gennaio la Liguria potrebbe tornare in zona arancione o addirittura rossa con il rischio di dover sospendere ancora una volta le lezioni in presenza.

Riapertura scuola, Toscana

La Toscana conferma ritorno in classe il 7 gennaio al 50%. Il presidente della Regione Eugenio Giani ha dichiarato:

Saremo minoritari ma siamo convinti che il rapporto con gli insegnanti e tra studenti sia essenziale, quindi, anche complice il fatto che con i dati ce lo possiamo permettere, in Toscana il 7 gennaio si riparte con le scuole secondarie superiori.

Riapertura scuola, Marche

La giunta regionale si è confrontata in merito all’andamento epidemiologico nelle Marche e ha deciso di far proseguire la didattica a distanza per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, al 100% fino al 31 gennaio.

Restano garantite in presenza le attività laboratoriali e quelle per alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. La giunta si riserva comunque la possibilità di revoca o modifiche del provvedimento sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica regionale.

Riapertura scuola, Lazio

La Regione Lazio annuncia lo screening per i ragazzi dai 14 ai 18 anni e comunica che:

In vista della ripresa dell’attività scolastica, offre ai ragazzi dai 14 ai 18 anni che il prossimo 7 gennaio torneranno in aula, la possibilità di effettuare un tampone Covid rapido da domani fino al 31 gennaio 2021.

Nella comunicazione si spiega che, per gli studenti, sarà possibile prenotare nelle strutture drive in semplicemente con codice fiscale, senza richiesta del medico curante, al link fornito dalle scuole o su portale della Regione ‘Prenota Drive’.

Riapertura scuola, Campania

Riapertura scuola de luca.
Riapertura scuola, la Campania valuterà il ritorno in presenza dal 25 gennaio.

In Campania lunedì 11 gennaio potranno tornare in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria.

A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico generale la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.

Riapertura scuola, Calabria

In Calabria i sindaci stanno predisponendo fin da ora sospensioni. Al centro delle decisioni, l’aumento dei contagi da coronavirus.
Il provvedimento orientato ad uno slittamento della ripartenza riguarderà tutti gli istituti. 

In una diretta social, il governatore facente funzioni Nino Spirlì ha anticipato:

Ogni tipo di assembramento è pericoloso, il Cts ci ha consigliato anche di rinviare le elezioni.

Come posso pensare di non occuparmi della scuola? Vogliamo tutelare i giovani? Al momento stiamo consigliando e garantendo la didattica anche a casa. 

Riapertura scuola, Puglia

Alla luce delle previsioni nazionali di un innalzamento dell’indice Rt, il presidente della Regione Puglia fa sapere che le rappresentanze sindacali pugliesi della scuola, all’unanimità, gli hanno chiesto al di rinviare l’avvio delle lezioni in presenza di una settimana o 15 giorni, e di stabilire per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado la didattica a distanza:

Alla luce delle previsioni nazionali di un innalzamento dell’indice Rt, il presidente della Regione Puglia intende andare proprio in questa direzione con il suo provvedimento.

Riapertura scuola, Sicilia

L’assessore all’Istruzione della Regione siciliana, Roberto Lagalla, conferma che in Sicilia:

La scuola si prepara per la riapertura il 7 o l’8 gennaio con le superiori eventualmente al 50% fino al 18 gennaio, quando, se la curva epidemiologica lo permetterà, la percentuale salirà al 75%.

Riapertura scuola, Sardegna

Il ritorno in classe sarà molto probabilmente posticipato al 15 gennaio nel rispetto del 50% degli studenti in presenza. In questo modo la Regione avrebbe una settimana in più per verificare la messa a punto di tutte le misure anti contagio studiate in vista della ripartenza. E il periodo dal 7 al 15 verrebbe quindi considerato come ‘filtro’.

Leggi anche: Covid-19, la scuola è un focolaio? È giusto chiudere?

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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