martedì, Ottobre 20, 2020

Recovery Plan, Ursula Von der Leyen: “Almeno il 20% dei fondi per la transazione digitale”

Bruxelles impone i suoi paletti. I governi nel preparare i piani nazionali da presentare in Commissione dovranno tenere conto di specifiche linee-guida volte a garantire anche una modernizzazione economica degli stati.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha presentato oggi in un comunicato le linee-guida di cui i governi dovranno tenere conto nel preparare i piani nazionali necessari ad ottenere l’esborso dei fondi del Recovery Plan. Bruxelles si ripromette di avere un atteggiamento vigile sull’uso del denaro preso a prestito sui mercati, al fine di garantire un circolo virtuoso tra investimenti e riforme nei paesi dell’Unione. Un pacchetto dal valore di 672,5 miliardi di euro, il 20% dei quali da destinarsi alla transazione digitale, specifica Von der Leyen che ha spiegato:

Gli Stati membri necessitano di orientamenti chiari per garantire che i 672,5 miliardi di euro siano investiti sia per l’immediata ripresa economica dell’Europa, ma anche per una crescita sostenibile e inclusiva a lungo termine. Oggi presentiamo questa guida e siamo pronti a sostenere gli Stati membri nello sviluppo delle loro strategie nazionali.

La transazione digitale annunciata da Ursula Von der Leyen

Gli stati europei potranno beneficiare dei fondi del Recovery Plan presentando ognuno il proprio piano nazionale di riforme, da inquadrare tenendo conto di alcune direttive specifiche definite dalla Commissione. Un 20% dei fondi dovrà servire per avviare la transazione digitale, ha spiegato la presidente di Commissione Von der Leyen. E come si legge nella documentazione presentata, il pacchetto riservato al digitale servirà per:

investire nella diffusione della connettività 5G e Gigabit, sviluppare competenze digitali attraverso le riforme dei sistemi educativi ed aumentare la disponibilità e l’efficienza dei servizi pubblici utilizzando nuovi strumenti digitali.

Leggi anche: Recovery Fund, accordo raggiunto. Conte: “Ora possiamo cambiare volto all’Italia”

Gli obiettivi di sviluppo definita dalla Commissione europea

Il Fondo per la Ripresa ha un valore totale di 750 miliardi di euro, di cui 672,5 da distribuire direttamente ai governi nazionali. Nelle intenzioni, l’obiettivo del Recovery Plan è duplice, da una parte aiutare la ripresa dei Paese dopo la generale crisi economica conseguente alla pandemia, dall’altra gettare le basi per una modernizzazione economica degli stati europei. Per garantire il risultato Bruxelles ha individuato degli obiettivi strategici che gli Stati dovranno perseguire. La Commissione promuove l’energia pulita, una migliore efficienza energetica degli edifici pubblici e privati, lo sviluppo di nuove tecnologie nei trasporti. E ancora, rafforzare la diffusione della banda larga, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, del settore giudiziario e sanitario, adattare il sistema educativo alle nuove necessità e cavalcare l’economia dei dati.

I piani nazionali saranno negoziati con le autorità comunitarie e il via libera ai progetti sarà concesso passo passo. E, chiarisce Ursula Von der Leyen, ci si aspetta che i piani prevedano specifici meccanismi di controllo interno per evitare truffe o furti. Lo stesso esecutivo comunitario effettuerà un controllo ex post.

Il valore degli aiuti per l’Italia

La scadenza ultima per presentare i piani nazionali è fissata al 30 aprile 2021, ma la Von der Leyen esorta i governi a illustrarne una bozza già al 15 ottobre del 2020. In questo modo, la prima tranche di denaro potrebbe già essere erogata agli stati entro marzo 2021. Al momento la Commissione europea ha messo a disposizione una stima della distribuzione dei 312,5 miliardi destinati ai sussidi – altri 360 miliardi saranno erogati sotto forma di prestiti. L’Italia avrà a disposizione 44,7 miliardi di euro provenienti dal primo pacchetto, circa il 70% del totale, e altri 20,7 miliardi dalla seconda tranche, che riguarda il restante 30%.

Leggi anche: L’Europa investe sull’idrogeno: fino al 14% in più di energia sostenibile

Elza Coculo
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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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