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Quando la felicità è virale: la danza di Matt Harding in giro per il mondo

Essere pagati per ballare in ogni paese del mondo: l'idea di successo di un ragazzo statunitense.

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Girare il mondo esprimendo la propria felicità con una buffa danza, alla scoperta di se stesso e di Paesi lontani, il tutto completamente spesato. Questo è il traguardo raggiunto da Matt Harding, il giovane statunitense che inconsapevolmente ha dato vita al sogno di molti. Sicuramente vi sarà capitato di condividere o di guardare fra i post suggeriti sui social le clip della serie Where the Hell is Matt, per chi invece non sa di cosa si parla eccone un piccolo assaggio.

Video credit: YouTube – Matt Harding.

Un successo da milioni di visualizzazioni, questo è l’ultimo episodio della serie e non si sa per certo se siano previsti altri cortometraggi del genere. Nel tempo la tecnica di Matt si è affinata e da un semplice balletto improvvisato, quando nacque l’idea iniziale, è riuscito a coinvolgere tante persone in diversi Paesi del mondo nel suo progetto. Matt con la sua danza ha affascinato il mondo, non solo per la sincerità e la semplicità con cui esprime se stesso, ma anche per la sua capacità di eliminare le barriere linguistiche, etniche e culturali. Non c’è un Matt e un ‘gli altri’ quando si balla, ma un corpo unico, un ‘noi’ che si muove a ritmo di musica, condividendo un senso di felicità diffusa. Migliaia lo seguono e lo accolgono per ballare insieme a lui e per imparare i semplici passi della sua danza.

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Come il ballo di Matt ha conquistato il mondo

La sua avventura ha inizio nel febbraio 2003 quando, stanco del suo lavoro come software development, decide di prendersi una pausa e intraprendere un viaggio in Asia. Prima di partire crea wherethehellismatt.com per tenere aggiornati amici e parenti. Un giorno, mentre visita Hanoi, in Vietnam, un suo compagno di viaggio decide di riprendere con una videocamera mentre fa qualche passo di ballo: ecco che nasce la sua iconica e strampalata danza. Nulla a che fare con la tecnica, lo stile e la precisione nella coreografia, semplicemente una serie di passi nati per gioco, che celebrano un momento di gioia.

La sua prima clip, montata in giro per il mondo, inizia a diventare sempre più virale, scatenando l’attenzione di vari esperti di marketing. Fra questi l’azienda americana Stride Gum, viene contagiata dalla pazza danza di Matt e lo contatta per sponsorizzare il suo viaggio intorno al mondo, chiedendo di inserire un ringraziamento speciale al brand di gomme da masticare nei titoli di coda dei video. Nel 2006, quindi, parte per una nuova avventura: 39 Paesi, 7 continenti, centinaia di persone coinvolte nel suo ballo. Balla davanti a paesaggi incredibili e monumenti eterni. Balla sulla Grande Muraglia cinese, davanti ai grandi templi di Efeso in Turchia, nel deserto del Nevada e tra i canali di Venezia, in mezzo alle tartarughe delle Galapagos, e ancora in Antartide, Namibia, Perù, Bolivia, Guatemala, Francia, Tonga, Portogallo, Vietnam, Trinidad e Tobago, Isole Fiji e in tanti altri luoghi splendidi.

Dov’è Napoli: la parodia italiana

Il video ha appassionato molti internauti, tanto da far nascere nel 2011 una parodia della versione originale di Matt a cura dei The Jackal. Nel video “Dov’è Napoli? (where the hell is munnezza)”, Simone Ruzzo, uno dei componenti del gruppo di videomaker napoletani, emula il viaggiatore statunitense con uno sfondo decisamente particolare: la spazzatura che invade le strade di Napoli. Un modo immediato e incisivo per far intendere la gravità del problema per la città e, nella parte finale in cui vengono coinvolti dei bambini sul lungomare partenopeo, si fa leva sulla necessità del coinvolgimento di tutti per poter assistere ad un cambiamento reale e profondo.

video credit: YouTube – The Jackal.

Come ha fatto Matt ad avere successo?

Inizialmente ciò che spinge a guardare un video di Matt è la curiosità, la base musicale attraente e l’aspetto di questo ragazzo. Tuttavia, c’è qualcosa di più profondo che spiega il suo successo. Ognuno di noi vive una certa quotidianità che si ripete sempre uguale, spesso frustrante o magari monotona. Con i suoi video Matt soddisfa la nostra voglia di evasione. Inoltre, seguirlo nei suoi viaggi è un modo per sentirsi parte della stessa avventura, è quello che spinge milioni di persone a condividere i video. Senza considerare poi che lo stesso Matt rende gli spettatori protagonisti, coinvolgendoli nei suoi balli nei vari continenti.

Matt è anche l’esempio di come l’empatia batta ogni tipo di algoritmo ed intelligenza artificiale. Il segno che ad oggi non è importante solo la strategia con la quale si comunica un determinato contenuto, ma è necessaria per il successo un’idea originale. L’unicità di un progetto e la sua capacità di trasmettere un’emozione, in questo caso la gioia, rende “Where the Hell is Matt?” il fenomeno virale che tutti conoscono e apprezzano.

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di Federica Tuseo

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