venerdì, Ottobre 7, 2022

Prosopagnosia, cos’è la sindrome di cui soffre Brad Pitt

La star americana soffre di prosopagnosia, una particolare condizione neurologica che impedisce di riconoscere e memorizzare i volti delle persone.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

La prosopagnosia è un deficit cognitivo-percettivo che rende un soggetto incapace di riconoscere i volti delle persone conosciute e, in alcuni casi, persino il proprio.

La cecità visiva di cui soffre anche la star statunitense Brad Pitt, gli ha causato innumerevoli volte diverse gaffe. Questa sindrome consente, a chi ne è affetto, di vedere singolarmente solo i lineamenti di un viso, con occhi, orecchie e capelli, ma impedisce al soggetto di assemblare e di comporre tutti i pezzi per guardare un’immagine nella sua complessità.

Tutti noi abbiamo la capacità di identificare le facce di chi conosciamo, ma come ci sentiremmo se questa facoltà innata e inconscia, ci sfuggisse di mano e ci venisse tolta di colpo?

Che cos’è la prosopagnosia

La prosopagnosia è un deficit cognitivo del sistema nervoso centrale che rende un soggetto incapace di riconoscere il volto di una persona. Nei casi più gravi, chi ne è affetto, non è in grado di identificare neanche il proprio viso.

Il termine, derivato dal greco prosopon, volto e a-gnosis, senza conoscenza, venne coniato dal neurologo tedesco, Joachim Bodamer, nel 1947. Il medico descrisse e studiò il caso di un giovane 24enne che, a causa di una ferita da arma da fuoco, era diventato incapace di memorizzare i volti.

Infatti, il decorso di questa sindrome consegue a seguito di una lesione cerebrale bilaterale della giunzione temporo-occipitale, descritta anche come danneggiamento dell’emisfero destro.

La prosopagnosia è un tipo di agnosia visiva, ovvero è un disturbo che indica un problema discriminatorio e sensoriale di tipo tattile, visivo e acustico.

La storia di Brad Pitt

La star hollywoodiana, nel corso di un’intervista nel 2013, alla rivista americana Esquire, confessò di soffrire di un disturbo ancora poco conosciuto che gli causava grande disagio con le persone. Pitt ammise e confermò l’imbarazzo generale causato dagli incontri con i conoscenti che puntualmente non riconosceva e che ogni volta lo additavano come maleducato.

Durante la conversazione, confessò alla rivista che la malattia lo costringeva molto spesso a rimanere chiuso in causa per paura di incorrere in brutte figure.

Ci sono tante persone che mi odiano perché credono io sia irrispettoso verso di loro. Lo giuro su Dio, mi sono convinto solo oggi a raccontarlo, quando incontro le persone dico loro: “Ok, ci siamo già conosciuti?”.

Ma a volte peggioro solo le cose. Le persone si offendono e credono che io sia egoista. In realtà è più forte di me, è un mistero. Non riesco a ricordare i volti delle persone. Ma mi farò curare. Per questo a volte preferisco starmene a casa per conto mio.

Le cause della prosopagnosia

La Prosopagnosia è una condizione che nell’individuo si può sviluppare nel corso della vita a causa di un danno neurologico oppure essere presente fin dalla nascita e mantenersi inalterata per il resto dell’esistenza.

Nel primo caso si parla di prosopagnosia acquisita. Studi di carattere neurologico hanno dimostrato che questa sindrome insorge dopo una lesione al cervello e riguarda la porzione inferiore del lobo occipitale, la circonvoluzione fusiforme e/o la corteccia temporale anteriore dell’emisfero cerebrale destro.

Queste tre aree sono responsabili alla percezione dei tratti visivi e all’integrazione delle informazioni riguardanti l’associazione di un nome ad un viso. Può dipendere tuttavia anche da una grave intossicazione da monissido di carbonio, tumore al cervello, encefalite e da atrofia cerebrale.

Nel secondo caso, invece, si parla di prosopagnosia congenita, le cui cause sono ancora poco chiare dal momento che i soggetti non presentano alcuna lesione neurologica.

Quali sono i sintomi della prosopagnosia?

Una persona affetta da Prosopagnosia non riconosce il volte delle persone: dal familiare, all’amico e dal collega di lavoro. I sintomi dati dall’incapacità di riconoscere il volto delle persone provocano:

  • Fobia sociale
  • Disturbo d’ansia
  • Depressione
  • Problemi a relazionarsi in ambito scolastico e lavorativo
  • Difficoltà nell’instaurare rapporti interpersonali tra parenti e amici

Nelle sue forme più gravi può addirittura manifestarsi nell’individuo l’incapacità di riconoscersi in una foto, di capire il sesso di una persona, di stimare l’età di un soggetto e di distinguere gli oggetti dagli animali.

Chi soffre di questo deficit si sente completamente isolato, la difficoltà di distinguere una faccia da un’altra tallona e pedina l’individuo anche dentro le mura domestiche. Infatti, la Prosopagnosia impedisce che il soggetto apprezzi film, programmi televisivi e spettacoli teatrali, in quanto non è capace di riconoscere, attraverso gli schermi, attori o personaggi famosi.

Cura della prosopagnosia

Indipendentemente dalla natura della sindrome, non esiste attualmente alcun trattamento specifico capace di far guarire un soggetto da questa condizione.

Tuttavia, secondo gli esperti, a scatenare una svolta positiva in ambito terapeutico potrebbe essere la scoperta di cause concatenanti e dei meccanismo neurologici che regolano il processo di riconoscimento dei volti.

Nonostante non ci sia una terapia specifica, alcuni accorgimenti possono essere adottati per arginare l’isolamento che affligge i soggetti. Le strategie più comuni per riconoscere una persona sono:

  • La voce
  • Il taglio di capelli
  • La camminata
  • La gesticolazione

Ovviamente tali metodi di riconoscimento possono rivelarsi fallimentari se l’individuo dovesse cambiare acconciatura, modificare il tono di voce in seguito all’età o cambiare completamente stile nell’abbigliamento.

Diagnosi della prosopagnosia

Per capire se si è affetti da questa sindrome, esistono diversi, test diagnostici in grado di valutare la presenza o no della malattia. Uno di questi è un quiz elaborato, nel 2015, dai ricercatori della City University London e del King’s College in cui vennero presentate 10 situazioni a cui il soggetto doveva dare un punteggio. Le domande vertevano principalmente sulla difficoltà del paziente di riconoscere o meno le persone.

Oltre a questo, è stato sviluppato un altro questionario della durata di venti minuti nel quale viene richiesto di memorizzare i volti di diversi individui. Il Cambridge Face Memory Test inizia con quesiti abbastanza facili e banali che diventano progressivamente molto difficili e impegnativi.

Tale disturbo può essere anche diagnosticato durante la valutazione neuropsicologica.

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La sindrome della prosopagnosia viene descritta anche nell’opera di Oliver Sacks

Nel 1985 il neurologo e scrittore britannico Oliver Sacks raccontò attraverso le sue opere, i trascorsi clinici dei suoi pazienti affetti da diverse lesioni cerebrali.

Pubblicò sul New Yorker un caso studio chiamato “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” su un tale Dr. P. che aveva sviluppato una forma di agnosia visiva grave per cui non riusciva ad identificare e categorizzare gli oggetti e non era neppure in grado di riconoscere il volto delle persone.

Dopo la pubblicazione della storia, il medico scoprì che tale sindrome era più comune di quanto immaginasse. Decise così di intraprendere gli studi per capire quali fossero le tecniche compensatorie per aiutare gli individui affetti da questo disturbo.

Per gli essere umani riconoscere una persona dal volto è una caratteristica innata e universale la cui mancanza o difficoltà genera isolamento sociale e depressione, ecco perché Sacks cercò strategie che potessero controbilanciare il disagio.

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Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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