domenica, Settembre 20, 2020

Pressione alta, va abbassata subito non “troppo”. Il nuovo studio

Circa 15 milioni di italiani soffrono di ipertensione. Se si interviene tardi sul problema, meglio non ridurla eccessivamente. Mentre aumentare la consapevolezza e seguire le regole della prevenzione riduce il rischio di danni irreversibili.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Sono tra i 15 e i 16 milioni gli italiani che soffrono di pressione alta, ma un terzo di loro ancora non lo sa. E gli esperti della SIIA, Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, informano che, solo in Italia, la pressione alta causa 280 mila decessi all’anno. Dati preoccupanti e che continueranno a salire senza un’adeguata sensibilizzazione della popolazione al problema. Per fare chiarezza sulle terapie per combattere l’ipertensione, il presidente della SIIA Gianfranco Parati ha osservato:

Bisogna iniziare a curare l’ipertensione quando ancora non ha fatto troppi guai. Concentrarsi ad abbassare la pressione con terapie aggressive quando in partenza è già molto alta e si è esposti a un alto rischio di eventi cardiovascolari significa solo tamponare le falle: certo avremo un beneficio, ma non torneremo più alla normalità e avremo di fatto fallito nel proteggere il paziente.

La pressione alta non va abbassata troppo

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, nato dalla revisione di ricerche che hanno seguito complessivamente 31 mila pazienti di 40 paesi diversi per quasi 5 anni, avvalora quanto sostenuto dalla SIIA. Abbassare troppo la pressione alta con l’intenzione di portarla al minimo possibile con un trattamento intensivo non è sempre di giovamento. Spiega il professor Parati:

In casi di pazienti già affetti da patologie cardiovascolari, quindi con arterie molto rigide e ricche di depositi di calcio, la persona ha una scarsa capacità di auto-regolare il flusso sanguigno e adattare i vasi alle diverse condizioni per mantenerlo costante. In questi soggetti un calo eccessivo della pressione non viene compensato. Il sistema è come “ingessato” e si rischia una riduzione pericolosa della perfusione degli organi che può portare a conseguenze gravi.

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Dalla pressione alta deriva un rischio residuo

Il professor Parati ha cercato di rispondere alle domande più frequenti per intervenire su casi di pressione alta con una serie di dieci meta-analisi pubblicate sul Journal of Hypertension, condotte analizzando i dati di numerosi studi. Il professore insiste sempre sulla necessità di un intervento tempestivo, poiché correre ai ripari, purtroppo, può solo limitare i danni. Infatti, quando il rischio di partenza è maggiore, e cioè quando il paziente ha già sviluppato un’ipertensione, abbassando la pressione si riducono i casi di infarto, ictus o morte. Ma il cosiddetto rischio residuo resta, poiché deriva dai danni irreversibili provocati dall’ipertensione durante tutto il tempo nel quale non è stata tenuta sotto controllo. Spiega Parati che, se le arterie sono indurite dai depositi di calcio, non possiamo tornare indietro e “ripulirle”. Ecco perché nella terapia il motto oggi non dovrebbe essere “più bassa è, meglio è”, quanto piuttosto “prima è, meglio è”.

Come prevenire i problemi della pressione alta

Per prevenire l’ipertensione ci sono poche e semplici regole che tutti dovrebbero conoscere. Gli esperti spiegano che tenere sotto controllo il peso e l’introito di sale, limitare l’alcol e fare regolarmente attività fisica riduce molto il rischio di pressione alta. Resta fondamentale anche la diagnosi del proprio medico di base, con il quale sarebbe opportuno misurare regolarmente la pressione, almeno una volta l’anno a partire dall’età scolare, soprattutto se il bambino è in sovrappeso.

Anche la tecnologia, in questo caso, ci viene in soccorso. C’è una app, ESH Care, realizzata e ora rinnovata dalla SIIA in collaborazione con l’European Society of Hypertension, disponibile gratuitamente per Android e iOS. Grazie a questa si può capire se si è ad alto rischio cardiovascolare, si possono tenere sotto controllo i valori della pressione e conoscere tutti i modi per ridurla e migliorare lo stile di vita, oltre a gestire le terapie e le visite.

Leggi anche: Nuovo esame del sangue riconosce 5 tumori in anticipo di quattro anni: lo studio

Elza Coculo
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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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