Premio Strega, vince Donatella Di Pietrantonio con L’età fragile: “La mia voce per i diritti delle donne”

Donatella Di Pietrantonio vince il Premio Strega con L'età fragile, edito da Einaudi: tutti gli altri vincitori della 78esima edizione.

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Donatella Di Pietrantonio vince la 78esima edizione de il Premio Strega 2024 con L’età fragile, edito da Einaudi, conquistando 189 voti su 644 nella cornice del Ninfeo di Villa Giulia a Roma. Al secondo posto con 143 preferenze Dario Voltolini con Invernale, edito da La nave di Teseo e al terzo Chiara Valerio con 138 per Chi dice e chi tace di Sellerio.

Seguono con 83 voti Raffaella Romagnolo per Aggiustare l’universo, edito da Mondadori, e Paolo Di Paolo con 66 per Romanzo senza umani di Feltrinelli. Chiude la sestina Tommaso Giartosio con Autobiogrammatica di Minimum Fax che ha ottenuto 25 voti.

Il Premio Strega è stato assegnato da una giuria composta dai voti dei 400 Amici della domenica, 245 di intellettuali e traduttori sia italiani sia stranieri selezionati da 35 Istituti di cultura all’estero, 30 preferenze espresse da lettori forti che lavorano nell’ambito dell’editoria e infine 25 di scuole e università, tra cui i circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma.

Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, ha presieduto il seggio al posto di Ada D’Adamo, vincitrice postuma della scorsa edizione del Premio, scomparsa il 1 aprile 2023.

Di cosa parla L’età fragile, libro vincitore del Premio Strega?

In L’età fragile Donatella Di Pietrantonio affronta la violenza di genere e riporta alla memoria un fatto di cronaca nera avvenuto nel 1997, a Dente del Lupo, in Abruzzo. L’opera indaga il rapporto tra mamma e figlia, Lucia e Amanda, in quanto quest’ultima improvvisamente si chiude in se stessa, rimanendo attaccata a un segreto inconfessabile che le fa paura.

Ora vincitrice, non è la prima volta di Donatella Di Pietrantonio al Premio Strega. La scrittrice, che nella vita lavora anche come odontoiatra, si è classificata seconda al concorso nel 2021 con Borgo Sud, edito da Einaudi. Inoltre, nel 2017 ha vinto il Premio Campiello con L’Arminuta per Einaudi, da cui è stato tratto anche un film, di cui ha curato la sceneggiatura con Monica Zapelli.

Le parole di Donatella Di Pietrantonio dopo la vittoria al Premio Strega

Donatella Di Pietrantonio ― che è sempre stata considerata come favorita alla vittoria del Premio Strega ― ha così commentato dopo aver trionfato, come riporta il “Corriere della Sera”:

Volevo sottolineare l’importanza della consapevolezza, del riconoscere la propria fragilità individuale come appartenente a una fragilità più generale che ci riguarda tutte e tutti.

Solo nel momento in cui se ne diventa consapevoli può diventare un punto di forza.

La scrittrice ha esplorato a fondo il tema della fragilità, insito in ognuno di noi, lanciando, infine, un importante monito finale :

La fragilità nel titolo è declinata al singolare, ma io stessa mi sono sorpresa scrivendo il libro della quantità di richieste dai personaggi di far spazio alla fragilità di ciascuno alla fine potrebbero essere ‘le età fragili’.

La scoperta è che ogni fase della nostra vita ci espone alla caduta, al dolore.

Soprattutto i personaggi giovani di questo libro, la figlia Amanda, ma anche le ragazze […] nel passaggio traumatico all’età adulta scoprono che quel loro momento in cui si aprono al mondo, alla vita, agli altri non è sicuro.

Prometto che userò la mia voce scritta e orale in difesa di diritti per cui la mia generazione di donne ha molto lottato e che oggi non sono più scontati.

Leggi anche: Chi era Ada D’Adamo, vincitrice del Premio Strega 2023: “Una donna colta, una combattente”

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Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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