lunedì, Giugno 21, 2021

Pensioni, arriva il piano dei sindacati: mai più Legge Fornero, ritiro a 62 anni o 41 di contributi

Cgil, Cisl e Uil hanno inviato nei giorni scorsi al Governo le loro proposte in tema di pensioni, contenute in un documento in 11 punti. Ecco cosa prevede.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Arriva la piattaforma pensioni dei sindacati. Tra i punti caldi del PNRR (Piano nazionale di rinascita e resilienza), approvato dal Parlamento il 27 aprile scorso, c’è sicuramente quello della Riforma Pensioni 2022, che ha sancito lo stop di Quota 100 a fine 2021. In particolare, si legge nel testo: “In tema di pensioni, la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti”.

L’addio a Quota 100 porterebbe in automatico al ritorno dal primo gennaio 2022 alla legge Fornero, che renderebbe possibile uscire dal lavoro a 67 anni di età (limite che cresce con l’aspettativa di vita) oppure con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 per le donne). Ciò porterebbe alla formazione di un preoccupante scalone di 5 anni (dai 62 anni e 38 di contributi si passerebbe a 67): il rischio di nuovi esodati sarebbe più che realistico. Per evitare ciò, diverse proposte sono state avanzate per sostituire l’odiata misura previdenziale dell’ex-ministro del Lavoro: la Lega spinge per Quota 41, mentre si vaglia anche l’ipotesi Quota 102.

Ma il tempo stringe: mancano meno di otto mesi al ritorno della Legge Fornero ed è arrivato il momento di trovare un accordo serio e ben strutturato col Governo, anche se si è già in ritardo. Per questo ieri Cgil,Cisl e Uil, ancor prima della convocazione promessa dal ministro del Lavoro Orlando, attraverso un’iniziativa online hanno rilanciato la loro piattaforma unitaria sul tema pensioni: uscita a 62 anni di età o 41 di contributi senza ricalcoli o penalizzazioni e pensione di garanzia contributiva per precari e giovani.

Piattaforma Pensioni dei sindacati: uscita flessibile a 62 anni o Quota 41

Piattaforma Pensioni dei sindacati: uscita flessibile a 62 anni o Quota 41

Ci aspettiamo un confronto con il governo a 360 gradi: se non ci saranno risposte, dobbiamo valutare quali iniziative mettere in campo per sostenere le nostre proposte” avverte Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, durante l’incontro online svoltosi ieri. La minaccia non è neanche troppo velata: se il Governo opterà per l’austerità, per i sindacati sarà mobilitazione. Cgil, Cisl e Uil hanno inviato nei giorni scorsi al Governo le loro proposte, contenute in un documento in 11 punti.

La piattaforma aggiornata dei sindacati in tema previdenziale ruota attorno all’età di pensionamento flessibile a partire dai 62 anni, oppure con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età. Nello specifico, la misura stabilisce che chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 potrà andare in pensione, senza penalizzazioni, a partire dai 62 anni di età oppure con 41 di contributi. Per coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 1996, che dunque ricadono nel calcolo dell’assegno interamente contributivo, si richiede la riduzione dell’importo maturato per accedere alla pensione anticipata.

La proposta dei sindacati è molto dispendiosa: il dubbio è che l’esecutivo difficilmente la approverà. Ma il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri ha sottolineato con forza la necessità di maggiore flessibilità in uscita e ha detto: “La sostenibilità economica della legge Fornero non guarda in faccia le diverse esigenze e situazioni, un errore drammatico che abbiamo pagato in questi anni. Il sistema previdenziale italiano sconta uno storico, grossolano errore: le risorse per assistenza e previdenza non sono separate. È assurdo. Ora finalmente c’è una commissione al lavoro proprio su questo”.

Leggi anche: Recovery Plan, addio a Quota 100: quale sarà il futuro del sistema pensionistico italiano?

Piattaforma pensioni dei sindacati, le altre misure del documento: ampliamento Ape Sociale, donne e giovani

La piattaforma previdenziale inviata dai sindacati al Governo non contiene solo misure atte a favorire la flessibilità in uscita. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto anche l’ampliamento dell’Ape Sociale, il canale di pensionamento anticipato che prevede l’uscita dal lavoro a 63 anni con 30 o 36 di contributi (a seconda della categoria di appartenenza). Secondo i sindacati, tale provvedimento, già prolungato fino a fine 2021, dovrebbe essere ampliato tenendo conto dei lavori gravosi e usuranti e dei disoccupati.

Ulteriore richiesta presente nel documento di Cigl, Cisl e Uil è quella di anticipare la pensione delle donne, misura appoggiata dalla ministra per il Mezzogiorno Mara Carfagna. In particolare, le lavoratrici godranno di un anno di pensionamento anticipato per ogni figlio e verrà loro riconosciuto un anno di contribuizione in più per ogni 5 anni di lavoro di cura di disabili o anziani a carico.

Nel documento dei sindacati non mancano le iniziative per tutelare i lavoratori più giovani, quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995 e che ricadono esclusivammente nel regime contributivo. Secondo il segretario generale della Cisl Sbarra “se non si modfica la legge Fornero, progressivamente l’età media salirà e i giovani rischiano di andare in pensione a 70 anni”.

L’idea è quella di introdurre una pensione di garanzia legata agli anni di contributi e anche ai periodi di disoccupazione e formazione, per i quali è previsto un minimo rapportato ai versamenti effettuati. Per i giovani c’è anche la proposta di un periodo di silenzio assenso per l’iscrizione alla previdenza complementare: dopo sei mesi, salvo rinuncia dichiarata, l’iscrizione alla previdenza complementare scatterà automaticamente.

Novità anche in tema di quattordicesima: attualmente essa spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti: i sindacati chiedono minore tassazione fiscale e il ripristino della piena rivalutazione.

Piattaforma pensioni dei sindacati, Durigon: “D’accordo con la proposta dei sindacati, mai più Legge Fornero”

Piattaforma pensioni dei sindacati, Durigon: "D'accordo con la proposta dei sindacati, mai più Legge Fornero"

Il leghista Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero dell’economia, nonché ideatore di Quota 100, ha espresso parole di entusiasmo sulla piattaforma pensionistica promossa dai sindacati. Ha detto:

Bene la proposta della piattaforma sindacale per Quota 41. Anche noi pensavamo a Quota 41, non posso che essere d’accordo con la proposta dei sindacati per non tornare alla Legge Fornero. Quota 100 nasceva come una norma per la flessibilità in uscita che ha bloccato l’aspettativa di vita prevista dalla legge Fornero.

Aspettiamo il tavolo convocato dal ministro del Lavoro Orlando e le proposte che arriveranno. Se vogliamo uscire dalla crisi innescata dal Covid serve una riforma strutturale con una visione pensionistica. La crisi farà parecchi licenziamenti quindi saranno necessari strumenti di flessibilità in uscita.

Si rimane dunque in attesa della convocazione promessa dal ministro del Lavoro Orlando per discutere del tema pensioni, mentre i tempi si fanno sempre più stretti.

Leggi anche: La vita si allunga e le pensioni scendono. Perso il 12% in dieci anni

Asia Buconi
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Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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