domenica, Luglio 12, 2020

La vita si allunga e le pensioni scendono. Perso il 12% in dieci anni

Da quando esiste il sistema contributivo, siamo alla quinta revisione del coefficiente di trasformazione che determina l’importo annuo delle pensioni. L’ultima interesserà il biennio 2021-2022.

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Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Dal prossimo anno chi andrà in pensione avrà diritto a una rendita più bassa rispetto a chi vi accederà entro il 2020. Le percentuali del coefficiente di trasformazione che determinano l’importo annuo della pensione e che si applicano ai contributi versati dal lavoratore, sono state nuovamente riviste. A partire dal 2021 il Ministero del lavoro ha deciso che le pensioni saranno più basse dell’1%. Quest’ultima è la quinta revisione dal 2009 e anche in questo caso, come per le precedenti volte, si chiude in segno negativo. Il dato non sembra poi alto, ma se sommato ai tagli precedenti, otterremo un abbassamento delle pensioni di oltre il 12% in dieci anni.

Cos’è il coefficiente di trasformazione

Il sistema di calcolo contributivo come oggi lo conosciamo è stato introdotto nel 2009 ed è entrato in vigore per tutti a partire dall’anno 2012. Il sistema aiuta il lavoratore a risparmiare un piccolo ‘tesoretto’ che riavrà indietro quando non avrà più l’età per dedicarsi al lavoro. Al momento del pensionamento, il totale dei contributi versati dal lavoratore sarà convertito in pensione con l’applicazione di un coefficiente, detto di trasformazione, fissato periodicamente per legge. Dal 2012 a oggi ogni nuova revisione, e con quest’ultima siamo a cinque, porta il segno negativo, il che significa, meno soldi per il contribuente. In ordine:

  • Prima revisione 1996-2009: tagli del 7%. Si tratta di un calcolo medio, poiché prima del 2009 il sistema di revisione non c’era.
  • Seconda revisione, triennio 2013-2015: tagli del 3% rispetto all’anno 2010-2012
  • Terza revisione, biennio 2016-2018: tagli per il 2% rispetto all’ultima revisione
  • Quarta revisione, biennio 2019-2020: tagli dell’1% rispetto all’ultima revisione
  • Quinta revisione, biennio 2021-2022: tagli dell’1% rispetto alla precedente.

Tutto sommato, con quest’ultima revisione, dal 2009 al 2022 le pensioni degli italiani sono state tagliate di oltre il 12%.

Leggi anche: INPS blocca i furbetti della cassa integrazione: oltre 2000 aziende sospette

In base a cosa cambia il calcolo contributivo?

In base a cosa il Ministero del lavoro stabilisce se aumentare o tagliare le pensioni? Un fattore su tutti che condiziona il calcolo contributivo della pensione. Ed è l’equità attuariale del calcolo, ovvero le speranze di vita del contribuente dopo l’età pensionabile. In base all’età media rilevata dai censimenti demografici, il coefficiente attuariale cambia. Sostanzialmente, si legge nella Nota tecnica fornita dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il calcolo del coefficiente attuariale avviene:

Sulla base delle rilevazioni demografiche e dell’andamento effettivo del tasso di variazione del PIL di lungo periodo rispetto alle dinamiche dei redditi soggetti a contribuzione previdenziale, rilevati dall’ISTAT.

Insomma, l’ammontare della rendita dipende dall’andamento del PIL del Paese e dalla speranza di vita di ciascuno oltre i 65 anni. Quindi se la vita si allunga, le pensioni scendono. Tale sistema non è aggirabile. L’unica soluzione per maturare rendite più consistenti sarebbe lavorare di più per accumulare più contributi. La legge Dini 335/95, che introdusse il calcolo contributivo, infatti, premia maggiormente chi sceglie di andare in pensione dopo i 70 anni.

Come sono cambiati i coefficienti di trasformazione negli anni. Il Corriere della Sera.

Leggi anche: Condono tombale: maxi sanatoria per cittadini e imprese

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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