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Perché ci sono posti dove torniamo sempre

I motivi per cui anche i viaggiatori più avventurosi hanno i loro luoghi del cuore.

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Su un treno di ritorno dal vostro ultimo viaggio, guardando fuori dal finestrino, che siate appassionati avventurieri o semplici turisti della domenica, sicuramente inizierete ad immaginare quale sarà la prossima meta. Quale modo migliore per evitare la malinconia che colpisce coloro che vanno verso casa, se non pensare ad una futura fuga verso l’ignoto? Sarebbe un’idea insensata ritornare in un luogo che avete già ampiamente esplorato, che conoscete o dove magari avete vissuto per un breve periodo. Uno spreco di tempo e risorse perché, come affermano in molti, “Il mondo è talmente grande che non spenderei mai i miei soldi per fare lo stesso viaggio”. In fondo, se ci pensate bene la parte migliore della vacanza, secondo questi soggetti, è la scoperta di tutto ciò che è nuovo: ci si guarda intorno con una curiosità tipica di ogni prima volta. Si è colti da un senso di smarrimento e allo stesso tempo di meraviglia, tutte sensazioni che difficilmente capita di provare nei luoghi che avete già visitato. Eppure, ai tanti membri del club “non ci tornerei, ci sono già stato”, si contrappongono altrettanti viaggiatori che tornano ripetutamente negli stessi Paesi già più volte visitati. I motivi che spingono a replicare l’esperienza sono molteplici, probabilmente leggendoli potreste decidere di cambiare la vostra prospettiva e passare al club avversario dell’“è sempre bello tornare”.

Tornare per sentirsi a casa

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Ci sono posti che fanno bene al cuore. Quando viaggiare non è solo muoversi fisicamente, ma fare un salto indietro nei ricordi, sono tanti i luoghi che scatenano ricordi dell’infanzia e hanno un valore affettivo speciale. Il legame emotivo generato dalle esperienze vissute in quei posti, spesso con amici o familiari, ha sicuramente radici profonde. La consulente di viaggio e scrittrice Lisa Vogele approfondisce, in un’intervista ad HuffPost, l’importanza della connessione sentimentale:

“Una delle mie specialità è pianificare le cosiddette Ancestral Destination Adventures: durante questi viaggi i membri di una famiglia allargata ritornano in una città o in una nazione diverse volte, anche se non hanno più conoscenti nel paese d’origine. Una cliente è andata in Irlanda per far visita alla fattoria dei suoi antenati. Ha incontrato gli attuali abitanti che hanno trascorso qualche ora insieme a lei e a sua figlia, raccontando loro ciò che sapevano sui precedenti proprietari. L’esperienza le è piaciuta così tanto che è ritornata in Irlanda per visitare altri luoghi legati alla sua storia familiare.”

Le emozioni che una terra suscita spesso sono causate dalla bellezza unica di quel luogo. Sporgersi sul Grand Canyon, passeggiare sugli Champs Élysées, godere della flora e la fauna esotica della Foresta Amazzonica – sono momenti nel tempo di cui siete protagonisti e spesso attimi preziosi che vorreste poter rivivere tante altre volte. La bellezza è determinata da vari elementi, fra cui i sapori, i colori e i profumi di quel preciso luogo. Altre volte sono anche l’arte, il valore storico e culturale di un posto che non smettono mai di affascinare, perciò ogni visita è come se fosse la prima. Il bello di ritornare è anche quello di ritrovarsi con le persone conosciute quando si è partiti la prima volta. Sono loro a rendere le esperienze sempre migliori e a garantire l’effetto familiarità. Uscire dalla zona di comfort fa sempre un po’ paura e, come spiega Nancy Schretter, viaggiatrice e guida turistica statunitense, “tornare in un posto che sai adorerai nuovamente ha qualcosa di speciale. Se un luogo vi rende felici, continuerete sempre a farvi ritorno”. In più, i luoghi familiari danno una sensazione di sicurezza per cui anche pianificare il viaggio sarà meno stressante e più veloce. Tuttavia, attenzione a non confondere la familiarità con la prevedibilità. Il poter tornare nei luoghi e ripetere determinate escursioni già fatte, prenotare lo stesso albergo, conoscere già la strada ad occhi chiusi è sinonimo di relax ma non di banale routine. Inoltre, “alcuni resort o complessi turistici si fanno in quattro per gli ospiti affezionati. Conoscono le loro preferenze, cosa amano, e lo staff si impegna al massimo per farli sentire speciali. Sono compresi anche vantaggi extra”, dice la Schretter.

Viaggiare negli stessi posti per vederli con occhi diversi

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È vero che la prima volta non si scorda mai, ma è indubbio che ad una prima occhiata molti dettagli sfuggono anche ai più attenti. In due o tre settimane è impossibile vedere tutto di una località, anche se piccola, per questo si tende a fare un programma che concentri il maggior numero di attività nei giorni disponibili. La prima volta sarà dedicata, quindi, alle attrazioni turistiche più famose, ai viali principali e a tutto ciò che viene visitato dalla massa. I viaggi successivi, invece, saranno dedicati proprio ai dettagli. Quelle perle che ogni luogo conserva gelosamente, distanti dal tocco della folla, che regalano esperienze più autentiche e caratteristiche. Oltretutto anche i luoghi tendono a cambiare col tempo, perciò spesso si arricchiscono di nuove attività ed esperienze che vale la pena di vivere. In conclusione, anche se il mondo è grande ed è interessante andare alla scoperta di luoghi diversi, viaggiare non significa contrassegnare il maggior numero di Paesi visti, segnandoli sulla mappa, perciò se ne avete voglia non lasciatevi confondere dai “che ci torni a fare” e tornate senza indugi nei luoghi del cuore.

di Federica Tuseo

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