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Perché avere un bambino non fa invecchiare le donne più in fretta

Uno studio ha suggerito che aspettare un figlio invecchi di 11 anni la futura mamma. Ma il confronto con altre ricerche sembra mettere in dubbio i risultati.

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Quasi un anno fa la rivista Human Reproduction ha pubblicato una ricerca riportata da New Scientist. Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori della George Mason University della Virginia, la gravidanza sarebbe causa di invecchiamento cellulare precoce. Lo studio, effettuato su un campione di poco più di 1500 donne tra i 20 e i 44 anni, di cui il 71% circa aveva partorito e circa il 28% non aveva figli, è stato effettuato tra il 1999 e il 2002. Le mamme prese in esame presentavano telomeri più corti del 4,2% rispetto alle donne che ancora non avevano vissuto una gravidanza. I telomeri, porzioni del DNA che si trovano alla fine di ogni cromosoma, ricoprono un ruolo importante nella durata di vita delle cellule e possono indicarne l’età.

Una ricerca attendibile e una fonte sicuramente autorevole. Una notizia che forse potrebbe spaventare chi sta per vivere o chi ha intenzione di affrontare uno dei momenti dell’esistenza considerato tra i più felici e attesi. Mamme e papà che si preparano a mettere al mondo una nuova vita, sapendo che comunque questa scelta implicherà cambiamenti radicali, emozionanti, importanti e carichi di responsabilità.

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La Società Italiana di Genetica: “Non bisogna trarre conclusioni affrettate”

Il professor Maurizio Genuardi, direttore dell’Istituto di Medicina Genomica dell’Università Cattolica di Roma e presidente della Società Italiana di Genetica Umana (SIGU), ha chiarito alcuni aspetti, sostenendo che:

I risultati ottenuti suggeriscono un ruolo peggiorativo della gravidanza, in seguito alla quale la lunghezza dei telomeri diminuirebbe, come avviene col progredire dell’età. Tuttavia, sono necessarie conferme attraverso studi condotti con metodologie diverse perché le conclusioni possano essere ritenute valide.

Continua inoltre chiarendo che un limite dello studio, evidenziato anche dagli stessi autori, è il fatto che non vi sia stata una misurazione di questi componenti prima di effettuare la ricerca, per cui è possibile che le mamme esaminate abbiano avuto telomeri più corti anche prima delle gravidanze.

Insomma, al di là della validità scientifica, la necessità di contestualizzarne i risultati risulta essere sempre la strada più ragionevole.

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Come la gravidanza ha un effetto benefico sulla salute

Andando indietro nel tempo, e neanche di tanto, la letteratura di settore porta alla memoria altri studi in cui la gravidanza e gli effetti sulle donne sono protagonisti.

  1. Da metà degli anni ’90 ai primi del 2000: alcuni studi dimostrano come aspettare un bambino sia una condizione favorevole per le donne affette da sclerosi multipla. È stato infatti dimostrato che le donne incinte presentino un tasso di recidiva più basso e un contenimento maggiore delle disabilità.
  2.  2015: alcuni ricercatori dell’Università Ebraica israeliana ha proposto come la gravidanza possa avere un effetto di ringiovanimento. Ancora, un team di ricercatori guidati da Thomas Perls, direttore e fondatore del New England Centenarian Study, esaminando soggetti tra gli USA e la Danimarca, avevano notato come chi avesse avuto figli dopo i 40 anni avesse più possibilità di arrivare a spegnere 100 candeline.
  3. 2016: uno studio condotto da Pablo Nepomnaschy, antropologo ed epidemiologo della Simon Fraser University del Canada, su una popolazione rurale di donne Maya in Guatemala, attesta che quelle con più figli avevano telomeri più lunghi e quindi un’età cellule più giovane rispetto a donne senza prole.

Insomma, la scienza continuerà come è giusto che sia a portare avanti la ricerca e le indagini per cercare di chiarire e scoprire i misteri del nostro corpo. E le donne continueranno comunque a desiderare di diventare madri. Al di là del sapere o meno quanti anni ogni gravidanza potrebbe togliere. Perché sicuramente, al di là di qualsiasi studio scientifico, mettere al mondo un figlio resterà sempre una scelta d’amore incondizionato.

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di Valentina Cuppone

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