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Ha il figlio malato: i colleghi le donano 471 giorni di ferie per stargli vicino

La donna aveva chiesto 30 giorni di ferie solidali ma è stata sommersa dalle adesioni dei 215 colleghi che le hanno regalato ben 471 giornate.

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Un episodio che fa notizia, una rarità, un caso eccezionale. Eppure non dovrebbe essere così. Siamo talmente abituati a leggere notizie diverse che rimaniamo stupiti trovandoci di fronte a situazioni di solidarietà, empatia e comprensione.

È il caso di una donna che ha chiesto aiuto nell’azienda dove lavorava per stare vicino al figlio gravemente malato e sostenerlo. La sua richiesta, 30 giorni di ferie solidali. Sperava nel buon cuore dei tanti colleghi ma non si aspettava di essere sommersa da un mare di adesioni e generosità. Risultato: ben 471 giorni di ferie donati, oltre un anno e mezzo. Sono stati 215 i lavoratori che si sono mobilitati per venire incontro alla richiesta di aiuto di  questa madre, dipendente di un’azienda sanitaria di Treviso.

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Il Veneto, una regione in cui le gare di solidarietà sono all’ordine del giorno

Il Veneto non è nuovo a questo tipo di situazioni ed è un primato di cui andare sicuramente fieri. Come non ricordare il  caso del dipendente della Tessitura Monti al quale i colleghi hanno garantito la possibilità di seguire il figlio malato di leucemia. Oppure i lavoratori della Breton di Castello di Godego che si sono autotassati per consentire a una famiglia di superare il lutto della morte di un figlio. Fino ad ora però si è parlato di azienda private, nel pubblico non era ancora accaduto. Nonostante le donazioni di ore lavorative siano state introdotte ufficialmente dal Jobs Act nel 2015,  i precedenti, come abbiamo detto, hanno riguardato solo aziende private. Fino ad ora.

La richiesta della donna è arrivata sulla scrivania di Filippo Spampinato, responsabile delle risorse umane della ULSS 2 del Veneto, nel mese di gennaio. La difficile situazione di una dipendente che aveva assoluta necessità di seguire il percorso terapeutico del figlio ha fatto attivare subito il protocollo. I dipendenti avevano la possibilità di aderire e cedere le proprie ferie dal 4 al 12 febbraio. La risposta è stata immediata e completamente inattesa. Nonostante il poco tempo a disposizione è la novità della procedura all’interno della sanità pubblica, nessuno si è fatto pregare e ha donato quanto poteva.

Vista l’urgenza ci siamo mossi in anticipo sull’accordo sindacale, ma col pieno sostegno delle sigle. L’esito di questa gara di solidarietà è stato sorprendente” ha confermato lo stesso Spampinato.

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di Martina Mugnaini

 

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