Il romanzo di Camihawke è primo in classifica: anche i libri trovano nei social un canale di vendita privilegiato

Conosciuta su Instagram come Camihawke, Camilla Boiardi, nel suo romanzo "Per tutto il resto dei miei sbagli", parla a un'intera generazione e vende in due settimane 36mila copie.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.
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Camilla Boniardi, “Per tutto il resto dei miei sbagli” scala le classifiche dell’editoria ed è in vetta tra i libri più venduti, anzi raggiunge la prima posizione.

Il successo editoriale di questo romanzo chiarisce e giustifica l’apertura degli editori al mondo social che diventa un canale pubblicitario e distributivo privilegiato.

“Per tutto il resto dei miei sbagli” è una storia universale: “Le insicurezze di Marta sono state le mie”

Edito Mondadori per la collana Novel, “Per tutto il resto dei miei sbagli” di Camilla Boiardi, nota al mondo su Instagram come Camihawke, è una storia universale in cui si rispecchiano milioni di ragazze.

Marta, la protagonista, è una ragazza insicura alla ricerca di un’irraggiungibile perfezione, quella che le attribuirebbero gli altri. Marta si sente costantemente inadeguata, fuori luogo, non altezza delle aspettative.

La stessa Camilla racconta:

Come la protagonista, Marta, anche io a venticinque anni mi sentivo inadeguata, persa, immersa in una nebbia di incertezza.

Da un lato avevo la sensazione che il tempo fosse scaduto, dall’altro in realtà ero ancora parecchio giovane.

Volevo raccontare queste sensazioni ma non era possibile farlo con la velocità e l’estemporaneità dei social. Per questo ho scelto la carta, perché è un mezzo che ti costringe a prendere del tempo.

Così ripensando a quei temi e quelle dinamiche che la intorpidivano da giovane, l’autrice del romanzo riesce a rivolgersi a un’intera generazione di giovani, coinvolgendole e facendole riflettere.

C’è amore, ci sono lacrime e sorrisi, ci sono riflessione e suggestivi momenti di autoanalisi che inducono a guardare sé stessi con uno sguardo nuovo, a rivalutarsi e, ad ultimo, accettarsi.

Così come la stessa scrittrice dichiara, “Le insicurezze di Marta sono state le mie”, moltissime ragazze si trovano in quella fanciulla sotto pressione per non essere come la si vorrebbe o la si crede.

In due settimane sono state vendute ben 36mila copie.

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“Per tutto il resto dei miei sbagli” segna il successo dei social nel campo dell’editoria

"Per tutto il resto dei miei sbagli" segna il successo dei social nel campo dell'editoria.

Come Camihawke su Instagram, 1,2 milioni di follower, Camilla Boiardi è una delle giovani più seguite in Italia. E il suo caso del suo romanzo non rivela altro che un’innegabile tendenza dell’editoria moderna, quella di cercare penne proprio sui social.

Se si considera che interfacciandosi ad un pubblico di 1 milione di persone sia sufficiente che almeno lo 0,5 di loro compri il libro per ottenere dei buoni risultati, si capisce immediatamente come e perché gli influencer siano diventati ‘appetibili’ per gli editori.

I social diventano così un nuovo canale di distribuzione che consente non solo di avvicinare i giovani alla lettura, ma anche in molti casi di assicurarsi un adeguato volume di vendite

“Per tutto il resto dei miei sbagli” non è l’unico romanzo a vincere grazie ai social

"Per tutto il resto dei miei sbagli" non è l'unico romanzo a vincere grazie ai social.

Non tutti gli esperimenti fatti si sono rivelati trionfali, ma c’è da dire che oltre quello di Camilla i successi sono stati numerosi: Paolo Stella (380mila follower) su Instagram, scrittore social nonché autore di Meet me alla boa e Per caso (tanto il caso non esiste), Tommaso Zorzi (1,8 milioni di follower) autore di Siamo tutti bravi coi fidanzati degli altri o Elisa Maino, autrice di #Ops, non sono che alcuni esempi.

La promozione dei libri si sta spostando quindi sui social, sui profili dei book influencer che su Instagram, YouTube, e altri canali riescono a coinvolgere un pubblico così vasto che quasi nessuna testata giornalistica riuscirebbe a competere.

Le stime parlano chiaro: se solo il 9 per cento dei lettori viene indotto ad acquistare un certo libro da un articolo di giornale, il 59 per cento invece dichiara di aver conseguito un acquisto dopo averne letto su blog o piattaforme social.

Leggi anche: Il mercato del libro vince la pandemia, è boom delle vendite online

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