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PCUP, il bicchiere intelligente per dire basta all’usa e getta

Il progetto tutto italiano propone un nuovo modello di business che unisce l'ecologia alla possibilità di guadagnare. Ecco come funziona.

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L’emergenza plastica è uno dei temi attualmente più discussi in fatto di tutela ambientale: si stima che ogni anno 8 milioni di tonnellate di materiale plastico finiscano nei nostri mari. Una possibile strada da intraprendere per salvare il pianeta, che lentamente viene divorato dall’inquinamento, è il vuoto a rendere. Per alcuni questa espressione può rievocare ricordi di gioventù, mentre per le nuove generazioni risulta quasi del tutto sconosciuta. Il modello di business del vuoto a rendere viene usata per indicare che un contenitore, dopo essere stato svuotato, viene reso al fornitore. Di solito, il meccanismo prevede che chi acquista questo prodotto paghi una cauzione che gli viene poi restituita nel momento in cui riconsegna il contenitore.

È proprio questo modello, già usato in Italia negli anni ’80 per il vetro, che ha ispirato due giovani imprenditori liguri classe 1990, Lorenzo Pisoni e Stefano Fraioli, nella creazione di un progetto ambizioso e rivoluzionario: PCUP.

La rivoluzione: un bicchiere intelligente che interagisce con l’ambiente intorno

PCUP, diminutivo di Public Cup, è una startup innovativa, ideatrice dell’omonimo bicchiere in silicone intelligente che si propone di eliminare i modelli in plastica usa e getta. L’idea è quella di un bicchiere “usa e passa”: un oggetto di design, ma anche un device dell’internet of things capace di interagire con l’ambiente reale e virtuale che lo circonda.

L’innovazione si è articolata su due fronti: il materiale e le funzioni. Per il progetto, infatti, è stato sviluppato un materiale indistruttibile, leggero, flessibile, comodo per impilare i bicchieri e tenerli in mano, in linea con le normative sulla sicurezza dei grandi eventi. In più, tramite il chip inserito sul fondo e un’app dedicata è possibile rendere istantaneo il pagamento e la restituzione della cauzione, velocizzando considerevolmente le operazioni di cassa. Quindi, oltre ad essere un contenitore ed un mezzo di pagamento, PCUP è anche uno strumento di informazioni per l’utente, al quale può segnalare eventi, concerti o artisti che si esibiscono nelle vicinanze.

PCUP, il bicchiere intelligente.

Come detto in precedenza, il meccanismo che lo rende un’idea smart e dal profilo sostenibile è il suo modello di business: all’ingresso dell’evento il cliente riceve un bicchiere pagando una cauzione, che gli viene restituita se decide di riconsegnare Pcup all’uscita. Altrimenti, l’oggetto si trasforma in un gadget da conservare e da utilizzare per le successive occasioni. Non c’è da meravigliarsi se PCUP può già vantare alcune importanti partnership. Ha già sostituito i bicchieri di plastica nei grandi eventi della Federazione italiana rugby, per la campagna Planet or Plastic di National Geographic, ai concerti di Marco Mengoni e all’Alcatraz di Milano.

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Il vuoto a rendere 2.0

Nonostante la grande opportunità che PCUP rappresenta, soprattutto se si considera che l’Europa si prepara a bandire completamente la plastica monouso nel 2021, il vuoto a rendere rappresenta anche una sfida per due motivi:

  • in contesti affollati è vietato l’utilizzo di vetro e plastica rigida per motivi di sicurezza;
  • il vuoto a rendere impone a tutti noi un piccolo sforzo di responsabilità nel tenere il bicchiere fino alla riconsegna, anziché buttarlo via.

Date le criticità, i due imprenditori italiani cercano di ovviare in questo modo:

  • Scegliendo un materiale morbido, che non sia in alcun modo contundente: non un derivato del petrolio come la plastica, bensì del silicio, uno dei materiali più abbondanti sulla Terra e pressoché indistruttibile.
  • Creando il bicchiere più bello, comodo e leggero possibile. Lo scopo, dicono i creatori, è farti dimenticare di averlo addosso, finché non lo riconsegni in cassa oppure decidi di portarlo via con te e metterlo in tasca, in borsa, oppure legarlo alla cintura.

Il potenziale innovativo di PCUP, il suo spirito ecologico e il suo modello di business, hanno riscosso successo. Infatti, una volta proposto sulla piattaforma di crowdfounding Eppela, ha raccolto 7.700 euro di finanziamento, raggiungendo e superando l’obiettivo preposto di 6 mila euro. I soldi verranno destinati allo sviluppo dei macchinari e dei processi utili alla realizzazione di un prodotto migliore. Ora PCUP si prepara per fare il grande salto, con una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe. L’obiettivo del round di investimento, al via il 29 marzo, è raccogliere almeno 150 mila euro in 60 giorni. Si può partecipare contribuendo a questo link.

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di Federica Tuseo

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