domenica, Gennaio 29, 2023

Pagare il gas in rubli: Putin firma il decreto. Quale la risposta dei paesi occidentali?

Pagare il gas in rubli: questo è quanto stabilito dal nuovo decreto di Putin. La norma è rivolta ai paesi ostili alla Russia ai quali viene venduto il gas.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Pagare il gas in rubli. Vladimir Putin ha firmato un decreto riguardante il commercio di gas naturale con i paesi da lui ritenuti ostili. Da domani 1 aprile il pagamento avverrà in rubli, moneta russa.

A comunicarlo è stato lo stesso leader russo, secondo quanto riporta la Tass, agenzia di stampa russa. Ci si chiede come faranno i paesi occidentali, i quali secondo Putin dovrebbero aprire un conto in rubli presso le banche russe.

Una soluzione sembra essere la seguente. Il pagamento a Gazprombank potrebbe continuare ad avvenire in euro o dollari. La banca dovrebbe convertire le somme, grazie alla banca centrale russa, in rubli da versare ai produttori di gas. Con questo procedimento di fatto non cambierebbe nulla per i paesi europei.

Pagare il gas in rubli: come potrebbe avvenire concretamente il pagamento

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Pagare il gas in rubli. Putin ha firmato il decreto che prevede per la vendita del gas russo ai paesi ritenuti ostili dalla Russia il pagamento in rubli. Secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti il presidente russo avrebbe anche ribadito il concetto che qualora la richiesta non venisse accolta i contratti esistenti sarebbero bloccati.

Per l’attuazione concreta di tale decreto alcuni aspetti non sono ancora chiari. Il Corriere della Sera ha ipotizzato quello che potrebbe verificarsi: un’azienda importatrice italiana potrebbe aprire presso la banca Gazprombank due conti bancari, dove in uno confluirebbero i pagamenti in euro mentre nell’altro ci sarebbero i rubli acquistati dopo aver venduto gli euro sul mercato di Mosca, che serviranno per ottenere il gas.

Se questo schema dovesse essere approvato dai paesi europei le aziende italiane pagherebbero il gas in rubli, anche se di fatto continuerebbero a pagare in euro.

Pagare il gas in rubli: il pensiero di Putin sugli Usa

Pagare il gas in rubli. Putin ha spiegato in diretta televisiva il suo punto di vista sugli Usa. Per il presidente russo gli Stati Uniti rappresenterebbero i veri beneficiari di quello che sta accadendo tra Europa e Russia. Ecco le parole che ha pronunciato:

Gli Usa cercano di risolvere i propri problemi a scapito altrui. I loro errori in campo economico cercano di scaricarli su di noi. Cercano di spingere l’Europa ad acquistare il gas americano, che è più caro. La guerra economica contro la Russia è iniziata non con la guerra ma era stata già decisa da molti anni.

Le sanzioni illegittime sono state introdotte ormai da molti anni per indebolire il potenziale produttivo e finanziario del nostro Paese, sono sanzioni preparate precedentemente e che sarebbero state introdotte in ogni caso, sono sanzioni che minano la nostra libertà.

Gli Stati Uniti cercano di incolpare noi per i loro errori di politica economica, sono sempre alla ricerca di qualcuno da incolpare, è abbastanza ovvio, lo vediamo.

Pagare il gas in rubli: Germania e Francia intransigenti sulle loro posizioni

Dopo l’annuncio di Vladimir Putin le reazioni non si sono fatte attendere. Per il cancelliere Olaf Scholz “i pagamenti continueranno ad avvenire come sempre, non cambierà nulla”. La Germania continuerà a pagare il gas russo in Dollari o in Euro.

Il ministro dell’economia tedesco, Robert Habeck, in conferenza stampa con il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire ha dichiarato la posizione congiunta dei due Paesi:

È importante per noi dare il segnale, non ci lasceremo ricattare da Putin.

Quanto alla richiesta di pagare il gas in Rubli tutte le voci che ho sentito sono concordi: gli attuali contratti devono essere rispettati.

Leggi anche: Gazprom vuole blocco delle forniture ai Paesi ostili: l’Ue si prepara a razionamento e recessione

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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