domenica, Ottobre 25, 2020

Orange Fiber, l’azienda che produce abiti con gli scarti delle arance

Recuperando gli scarti degli agrumi, la siciliana Orange Fiber ha creato un tessuto esclusivo e di alta qualità tessile. L’idea nata da due amiche, ora socie, reinterpreta il futuro della moda in chiave ecosostenibile. Un altro orgoglio made in Italy nel mondo.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Sono di Catania, sono due amiche e ora anche socie. Adriana Santanocita ed Enrica Rena sono le ideatrici di Orange Fiber, un tessuto 100% ecosostenibile, naturale e biodegradabile, prodotto dagli scarti delle arance. L’idea nasce quando Adriana, tra il 2011 e 2012, per concludere gli studi di moda, deve affrontare la tesi. Si concentra sullo studio di nuovi materiali e tessuti con la voglia di rivoluzionare il mondo moda in chiave sostenibile. Ma allo stesso tempo, è stata un’occasione per portare valore alla sua terra, la Sicilia. L’idea, brevettata nel 2013, ha raccolto entusiasmi anche a livello internazionale ed è ora un orgoglio made in Italy nel mondo. Ha raccontato Adriana:

Ho contattato il Politecnico di Milano, il dipartimento di chimica e materiali. L’idea si è rivelata fattibile ed è stato realizzato il primo film che dimostrava essere possibile estrarre una cellulosa dagli agrumi e quindi crearne un tessuto.

La storia di Orange Fiber

Nel 2013 Adriana ed Enrica depositano il loro brevetto. Nasce così una nuova startup, Orange Fiber, ideatrice di un tessuto innovativo e sostenibili originato dalla buccia degli agrumi. Sin da subito arrivano i riconoscimenti. Nel 2014 Adriana ed Enrica decidono di fondare la società, che ora conta otto membri. Il ciclo di produzioni del tessuto Orange Fiber è nato alle pendici dell’Etna, in Sicilia, dove, l’azienda, grazie alla collaborazione con un partner specializzato nell’estrazione da piante e fiori, recupera la cellulosa dallo scarto delle arance. Immaginate che circa la metà del peso di una normale arancia diventa un sottoprodotto. Una volta estratta la cellulosa, questa viene filata e successivamente dalle bobbine vengono realizzati i tessuti.

Leggi anche: Decreto Rilancio: le startup faranno ripartire il Paese

Dallo scarto, un tessuto di alta qualità per la moda

Foto del catalogo H&M. Parte della collezione premium 2019 del noto brand svedese è realizzato con tessuti Orange Fiber.

In Italia ogni anno l’industria agrumicola produce oltre 700 mila tonnellate di scarto, sottoprodotto da smaltire, con costi elevati sia per l’industria agroalimentare che per l’ambiente. Orange Fiber ha trasformato questo scarto in una risorsa, in un tessuto di alta qualità tessile, esclusivo e setoso, sicuramente adatto per rispondere alle nuove esigenze di innovazione e sostenibilità della moda. Ricorda Enrica Rena:

Una nota casa fiorentina di alta moda ha accolto per prima una nostra produzione, per realizzare una collezione in Orange Fiber. Per la prima volta, grazie a loro, abbiamo potuto vedere l’effetto che faceva un capo realizzato in tessuto di arance.

La nota casa fiorentina è Ferragamo. Oggi Orange Fiber è un’azienda affermata e molto apprezzata dal mercato. La recente collaborazione con il noto brand svedese H&M, che ha scelto l’azienda siciliana per realizzare parte della sua collezione premium Conscious Exclusive 2019, ne è una conferma.

Leggi anche: Sfridoo, la startup che trasforma gli scarti industriali in materie prime

Elza Coculo
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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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