martedì, Dicembre 1, 2020

Ora solare, nel weekend lancette indietro di 60 minuti

Nella notte tra sabato e domenica sposteremo le lancette indietro di un’ora, proiettandoci di fatto nella stagione autunnale. E forse per l’Italia sarà l’ultima volta.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle ore 3:00 del mattino, passeremo dall’ora legale a all’ora solare. Come ogni anno, l’ultima settimana del mese porta con se il cambio dell’ora, proiettandoci di fatto nella stagione autunnale. Spostando le lancette indietro di 60 minuti, infatti, perderemo un’ora di luce al pomeriggio. Ora che guadagneremo invece la mattina. Il nuovo orario rimarrà in vigore fino al prossimo 28 marzo 2021, quando torneremo a spostare di nuovo le lancette in avanti. E forse per l’ultima volta. L’Italia infatti il prossimo anno è chiamata a decidere se continuare a conservare l’ora solare o se adottare l’ora legale per tutto l’anno.

Abolizione ora solare, la proposta dei paesi europei

ora solare
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle ore 3:00, sposteremo le lancette dell’orologio indietro di 60 minuti, recuperando di fattto un’ora di sonno.

Nell’estate 2018 circa 5 milioni di cittadini dell’Unione hanno partecipato a una consultazione proposta dai Paesi nord-europei, in merito all’abolizione del cambio dell’ora. Il 76% dei votanti si è espresso in favore di questo passaggio, motivo per il quale la proposta viene oggi discussa dai Paesi membri. La maggioranza ha optato per eliminare l’obbligo di alternare ora estiva e ora invernale. E mentre i paesi del Nord potrebbero preferire l’ora solare in via permanente, i paesi meridionali sembrano più propensi a conservare l’ora legale. L’Italia non si è ancora espressa in merito, ma la soluzione migliore per il Paese al momento sembrerebbe quella di mantenere le cose come sono adesso, alternando sei mesi di ora legale e sei mesi di ora solare. È una scelta per lo più economica, determinata da un risparmio nei consumi elettrici, ma che rischia di diventare scomoda per tutti. Una divisione in blocchi, infatti, verrebbe a creare all’interno della comunità europea una scacchiera differenziata di fusi orari.

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Ora solare, ecco perché cambiamo l’ora

In vista dell’imminente cambio d’orario Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, ha emesso una nota informativa sulla situazione dei consumi elettrici del nostro Paese. Secondo i dati, nei sette mesi di ora legale l’Italia ha risparmiato complessivamente 400 milioni di kilowattora di elettricità, pari al consumo medio annuo di circa 150 mila famiglie. Questo perché, spostando in avanti le lancette di 60 minuti, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in una fascia oraria in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento. Nei mesi estivi, invece, quando le giornate sono già più lunghe, l’accensione delle lampadine è limitato alle sole ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate. Il beneficio economico del passaggio da ora legale a ora solare, informa Terna, si aggira intorno ai 66 milioni di euro. E anche in termini di sostenibilità ambientale l’impatto è decisamente positivo, con circa 205 mila tonnellate di Co2 in meno immesse nell’atmosfera.

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Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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