giovedì, Ottobre 22, 2020

Omicidio Aldrovandi 15 anni dopo: La mamma: “Non lo dimenticate”

Il 25 settembre 2005 alle ore 6:04 del mattino moriva a Ferrara Federico Aldrovandi, giovane di 18 anni pestato a morte da quattro agenti di Polizia. Condannati per eccesso colposo in omicidio colposo, i quattro hanno scontato una pensa di 6 mesi.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Sono passati 15 anni dalla morte dell’allora diciottenne Federico Aldrovandi. Sono passati 15 anni dal 25 settembre del 2005 quando quattro agenti di Polizia fermarono Federico di rientro da una serata con gli amici in Via Ippodromo, a Ferrara, per un controllo di routine. Erano le 6:04 del mattino quando Federico Aldrovandi moriva, pestato a morte da quei quattro agenti: Monica Segatto, Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani. Ci sono voluti anni per conoscere la verità ma non c’è stato tempo per avere giustizia. Gli agenti che hanno ucciso Federico Aldrovandi massacrandone il corpo sono stati condannati per eccesso colposo in omicidio colposo a tre anni e sei mesi di reclusione, pena ridotta a sei mesi per l’applicazione dell’indulto. Federico è morto, ma chi è rimasto in vita non si dà ancora pace. Scrive oggi papà Lino in un lungo post in memoria di suo figlio:

Il 25 settembre di ogni anno, giunta l’alba, si ripete quello che per me rimarrà per sempre un incubo, o peggio, il ricordo orribile dell’uccisione di un figlio da parte di chi avrebbe dovuto proteggergli la vita.

Un’immagine ai miei occhi di padre non diversa, anzi peggiore considerando gli autori di quel massacro, rispetto ad altri casi orribili in cui la violenza l’ha fatta da padrona. Federico aveva addosso 54 lesioni, la distruzione dello scroto, buchi sulla testa e per finire il suo cuore compresso, colpito da un forte colpo che glielo spezzò. Perché?

Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi: “Non lo dimenticate”

Federico è morto per un arresto cardiaco a seguito del pestaggio da parte di quattro poliziotti. Gli agenti sono stati riconosciuti responsabili di omicidio colposo, perché, secondo le ricostruzioni investigative, hanno ecceduto nell’uso della forza. Sono andati a processo ma non sono finiti in carcere. Hanno ricevuto una sanzione disciplinare e sono stati trasferiti da Ferrara, ma hanno continuato a prestare servizio. Un episodio straziante diventato simbolo di lotta per la giustizia che Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti, la mamma di Federico, ricorderanno per sempre. Scrive lei: “Non dimenticatelo”.

Leggi anche: “Ora Stefano può riposare in pace”: 12 anni ai due carabinieri che uccisero Cucchi

Ferrara intitola un giardino a Federico

A quindici anni dalla morte di Federico sono ancora tante e significative le iniziative per la sua commemorazione. Oggi a Ospital Monacale, Comune di Argenta, Ferrara, un giardino pubblico sarà intitolato con il suo nome. “L’idea di dare il nome di mio figlio ad un parco sa di natura, di respiro, di voglia di correrci dentro a perdifiato” ha scritto Lino Aldrovandi nel post. “Solo i bimbi lo possono farlo senza mai fermarsi, correre a perdifiato, come faceva Federico”. All’intitolazione ci saranno anche i Modena City Ramblers che a Federico dedicarono una canzone, La luna di Ferrara. Il sindaco della città ha scritto:

Ho sempre avuto grande rispetto per il dolore della famiglia e per questo dedico il primo post della giornata ad una terribile tragedia che ha sconvolto la nostra comunità.

Omicidio Aldrovandi, simbolo del bisogno di giustizia in Italia

Aldrovandi
Omicidio Aldrovandi. Il tributo della tifoseria dello Spal in onore di Federico, 2019.

In molti hanno sentito la necessità di accogliere le parole di Patrizia Moretti. Vicini alla famiglia anche i ragazzi della Curva Ovest Ferrara che a Federico dedicano un video/ricordo e scrivono su Facebook:

25-9-2005 / 25-9-2020. A distanza di 15 anni la tua memoria è viva più che mai e il tuo volto è un mattone portante di una fortezza fatta di civiltà, giustizia e amore che deve proteggere la nostra città, come per secoli lo ha fatto la nostra cinta muraria. Aldro Vive!

E ancora l’appello di Amnesty International Italia, attraverso le parole del portavoce Riccardo Noury che scrive:

Sentiamo e facciamo nostre le parole di Patrizia Moretti: 15 anni dopo il dolore non passa, ma Federico è ormai diventato patrimonio di tutti, un simbolo del bisogno di giustizia tanto richiesta e spesso negata nel nostro paese.

Episodi come questo, e il loro epilogo giudiziario, non fanno che compromettere la fiducia nelle forze di polizia. È urgente che in Italia si introducano forme di riconoscimento delle responsabilità degli agenti impegnati in attività di ordine pubblico.

Leggi anche: Caso Floyd, l’autopsia esclude la morte per asfissia o strangolamento

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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