Approvata dalla Camera la nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti. Come fa sapere Rai News, in Aula ha risuonato l’esultanza del centrodestra, i cui deputati hanno applaudito e si sono stretti la mano in segno di soddisfazione. A capo dell’Assemblea, il presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana.
Dall’altra parte i leader delle forze di opposizione sono intervenuti esprimendo il proprio disappunto. La segretaria del Pd Elly Schlein ha definito il provvedimento “irricevibile e inemendabile e ha gravi profili di incostituzionalità“.
Ora la legge approderà in Senato, a cui è riservato il compito di dare avvio all’iter in commissione. Ecco tutto quello che è successo nella giornata di ieri, 16 luglio, in Aula e come hanno reagito i vari partiti ai risultati della votazione.
La Camera approva la legge elettorale

Grande ovazione in Aula ieri 16 luglio, una volta resi noti gli esiti delle votazioni, segrete, per la nuova legge elettorale. Con 217 sì, 152 no e 2 astensioni, è stato approvato dalla Camera il provvedimento, basato sul sistema proporzionale, che stabilisce un premio di maggioranza per la coalizione che supera il 42% dei consensi, corrispondente a 70 seggi aggiuntivi alla Camera e a 35 al Senato.
Il numero massimo di deputati in Senato sarà di 220, mentre di senatori 113. Nel caso in cui non si dovesse raggiungere questa soglia, i seggi saranno assegnati in misura proporzionale ai consensi ottenuti. Come riporta Rai News, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ha commentato i risultati:
Il voto di oggi è la prima parte, anche se la più importante, del lavoro.
Ora la legge elettorale sarà trasmessa in Senato e inizierà il suo iter in commissione.
Iter che auspichiamo celere, compatibilmente con l’approvazione dei decreti e con le prerogative parlamentari.
Si è accodato all’entusiasmo anche il deputato Giovanni Donzelli, che ha mostrato alla Camera il proprio punto di vista sul provvedimento. Queste le sue parole riprese da Rai News:
Se passerà questa legge la nostra meravigliosa nazione non potrà permettersi di stare 90 giorni senza governo, perderemmo la credibilità che abbiamo costruito nel periodo del governo Meloni, saremmo esposti alle speculazioni internazionali, avremmo Partiti in perenne campagna elettorale costretti a elargire mancette con bonus vari.
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Le reazioni dell’opposizione
Se da una parte l’approvazione della Camera della nuova legge elettorale ha provocato grande gioia nella maggioranza, lo stesso non si può dire per le opposizioni. Sono intervenuti tutti i leader presenti, quali la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5s Giuseppe Conte, uno dei due leader di Avs Nicola Fratoianni, il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Schlein, nello specifico, ha dichiarato:
Non c’è più una maggioranza.
È un colabrodo, prendetene atto e traetene le conseguenze per il Paese.
Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile e ha gravi profili di incostituzionalità.
È Giorgia Meloni che non ci ha messo la faccia sull’emendamento sulle preferenze.
Siete andati sotto di un voto e lei non era qui a votare.
Le opposizioni, invece, sono state unite in questa battaglia.
Agli italiani ci penseremo noi con il salario minimo, il congedo paritario, con l’assunzione di medici e infermieri.
Vi manderemo a casa con qualunque legge elettorale.
Dello stesso avviso anche il leader M5S ed ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si è espresso in maniera dura e decisa contro la legge. Rai News ha ripreso le sue parole:
Vi avviso, la battaglia che ci avete visto fare uniti, e le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, abbiamo fatto una battaglia contro la vostra arroganza, con cui volete prendere il potere.
Ebbene, questo è solo un antipasto.
Non avete idea della battaglia che vi aspetta, con cui impediremo di prendere il potere.
E io prendo un impegno con gli italiani, ci impegneremo allo stremo, con la massima passione e determinazione, per tirare noi l’Italia fuori dalla palude di questo governo Meloni, la palude in cui sono impantanati sei milioni di poveri, in cui sei milioni di persone rinunciano a fare esami in ospedale e state spendendo miliardi su miliardi per le armi senza neppure trarre un euro dagli extraprofitti.
Ora tocca a noi.
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