Il Governo propone una nuova legge elettorale: cosa cambierebbe se venisse approvata?

Il Governo ha depositato il testo per modificare la nuova legge elettorale, ponendo l'attenzione sul voto degli italiani all'estero e proponendo un premio di maggioranza al 42%. In che modo ha reagito l'opposizione? Quali cambiamenti potrebbero essere effettivamente apportati al sistema di votazione?

Giorgia Fazio
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Il Governo Meloni ha depositato il nuovo testo per modificare la legge elettorale. Tra le prime conquiste della maggioranza rientra la calendarizzazione in Aula della riforma per il 26 giugno, quindi un tempo utile per un primo via libera, che non va a intrecciarsi con la pausa estiva.

Tra le novità proposte, le principali riguardano il voto degli italiani all’estero, il premio di maggioranza fissato al 42% e le norme che rendono valide le votazioni per il prossimo premier. Vediamo meglio in cosa consisterebbe la riforma, quali sono state le reazioni dell’opposizione e le risposte della maggioranza.

Governo, la nuova legge elettorale

Nuova legge elettorale Governo

Riguarda soprattutto la legge elettorale il testo depositato dal Governo Meloni che, tra le altre cose, ha ottenuto la calendarizzazione in Aula della riforma il prossimo 26 giugno. Come fa sapere SkyTg24, la maggioranza si è soffermata, in particolare, sul voto degli italiani all’estero e sulla specifica che le liste che non presenteranno insieme al contrassegno l’indicazione della persona da proporre come premier non saranno ammesse.

Le modifiche che la nuova legge elettorale apporterebbe, ma soprattutto il breve tempo messo a disposizione per valutare il testo, sono stati criticati dall’opposizione, che sottolinea la sola giornata di audizioni fissata per il 3 giugno. La capogruppo Dem, Chiara Braga, ha dichiarato quanto ripreso da SkyTg24:

Non si tratta di un semplice intervento correttivo: l’impianto normativo è stato completamente ridisegnato.

La scelta di portare il provvedimento in Aula già il 26 rischia di comprimere in modo significativo il lavoro parlamentare e di impedire un esame approfondito e trasparente.

Per questo avevamo chiesto nella capigruppo di oggi di garantire tempi adeguati per l’approdo in aula.

Mi rivolgo di nuovo al presidente Fontana per rinnovare questa richiesta.

Il centrodestra, in risposta, ha ribadito come più volte sia stato cercato un dialogo tra le parti e che sarà garantita l’apertura a modifiche che non stravolgano il testo. Per Forza Italia Giovanni Donzelli ha, quindi, affermato: Se c’è un emendamento condivisibile non abbiamo motivi per non approvarlo. Ma se c’è un emendamento che stravolge l’impianto, ad esempio cancellando il premio di maggioranza, non possiamo accettarlo.

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Legge elettorale, le novità proposte da Governo

Tra le principali novità presentate dal Governo rientra il premio di maggioranza, fissato al 42%. Ciò vuol dire, come sottolinea today.it, che il partito o la coalizione che ottiene una determinata soglia di preferenze riceve una quota di seggi aggiuntiva, che possa garantire la maggioranza assoluta in Parlamento.

Per quanto riguarda l’attuale sistema elettorale del Rosatellum, scompare il ballottaggio e di passa a un sistema proporzionale, nel caso nessuno dovesse raggiungere il 42% dei voti o ci dovessero essere maggioranze diverse tra Camera e Senato. La continuità tra i due sistemi, invece, sarebbe rappresentata dalla quota massima di 70 deputati e 35 senatori assegnati a chi vince le elezioni e ottiene il premio di maggioranza.

Si aggiungono, poi, massimo 220 deputati e 113 senatori del vincitore alle urne. Come già detto in precedenza, si vorrebbe aggiungere la norma sul candidato premier, che deve essere indicato al momento del deposito delle liste e del programma, per rendere valido il voto. Un aspetto rilevante della nuova legge elettorale riguarderebbe gli italiani all’estero. Si prevedono, per il momento, generiche “norme anti-frode”, che entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge elettorale dovranno essere aggiornate.

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