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Modena, l’iniziativa di due ragazze per aiutare i clochard

La gara di solidarietà nata "grazie" al gesto del vicesindaco leghista di Trieste che ha buttato nei rifiuti le coperte di un senzatetto.

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Quando un semplice gesto può scatenare una reazione dieci volte più grande. È il caso del vicesindaco leghista di Trieste Paolo Polidori, che ha indignato mezza Italia e disgustato l’altra metà non più di un mese fa. L’esponente del Carroccio si era vantato sui social network di aver buttato nel cassonetto le coperte di un clochard e non si limitava a questo: ha dichiarato di averlo fatto “con soddisfazione”. Quello che il vicesindaco non aveva calcolato è che questo gesto gli si sarebbe ritorto contro, facendo scattare una catena di solidarietà che culmina con un’iniziativa di resistenza civile a Modena.

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L’iniziativa di Rossella e Chiara per inviare coperte a Trieste

Appena letta questa notizia, due ragazze di Modena hanno pensato di fare qualcosa. Un gesto di ordinaria solidarietà che come accede sempre in questi casi ha fatto la differenza: chiedere ai loro amici su Facebook coperte in più da mandare a Trieste per aiutare quel senzatetto. Il risultato? Spiega a Rossella Giulia Caci insieme all’amica Chiara Ciccia Romito:

Di coperte, cappotti e maglioni in appena 24 ore da quel messaggio sui social ce ne sono arrivati circa un centinaio.

Sorpresa e stupore davanti a tanta solidarietà: la casa di Rossella si riempe di coperte in poco tempo. Questo sprona le ragazze a fare un passo in più. Di quelle cento coperte raccolte, venti vanno alla Comunità di Sant’Egidio a Trieste, come da progetto iniziale. Ma le altre ottanta? Sono rimaste in Emilia Romagna dove, tra Modena e Bologna, sono diventate l’inizio di un progetto molto più ampio, allo scopo di continuare ad aiutare chi ne ha bisogno.

La voce degli ultimi

Intorno a Rossella e Chiara si riuniscono circa 40 persone: non sono un’associazione, non hanno un nome, hanno solo un gruppo WhatsApp che si chiama “La voce degli ultimi”. Avvocati, commercialisti, studenti, ingegneri, alcuni già impegnati nel mondo delle associazioni e altri invece estranei, che decidono di dare una mano a chi ne ha bisogno, si incontrano nel fine settimana portando ai senzatetto abiti e coperte raccolti nei giorni precedenti. Aggiunge Rossella:

Nell’ultimo mese non c’è stato un solo giorno in cui non ci sia stato dato qualcosa per aiutare i clochard. Ma il nostro aiuto cerca di andare anche oltre il semplice supporto di vestiario. Spesso parliamo con queste persone finite ai margini della società e con noi vengono anche alcuni bambini: una loro domanda che non ti aspetti può aprire un dialogo, abbattere un muro e creare una relazione.

Ironia della sorte, tutto questo è stato possibile solo grazie al vicesindaco leghista che ha buttato nel cassonetto delle coperte.

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di Martina Mugnaini

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3 Comments

  1. […] Febbraio 2019 Silvia Buffo Digital […]

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