A Milano nasce il Meet, il primo centro internazionale di cultura digitale in Italia. Sito in piazza Oberdan, nello storico palazzo di Porta Venezia, sarà aperto al pubblico a partire dal 31 ottobre. Il progetto nasce dalla collaborazione della Fondazione Cariplo, istituzione filantropica che da anni sostiene la crescita del territorio e dei cittadini che lo abitano, e da Meet the Media Guru, piattaforma diretta da Maria Grazia Mattei che dal 2005 si occupa di cultura, economia e professioni digitali. Il Meet vuole essere uno spazio fisico per il digitale, “un presidio con un focus permanente sull’arte e la cultura dell’innovazione”. Non solo sede espositiva, ma una vera e propria factory, un laboratorio creativo che connetterà Milano al resto del mondo. Spiega Maria Grazia Mattei:

sarà un laboratorio creativo aperto a tutti coloro che cerchino una piattaforma capace di progettare e produrre format digital-first e farli “rimbalzare” ovunque. Uno spazio di relazioni, scambio e creatività dove la gente entra e respira cultura digitale alla portata di tutti, non solo per specialisti.

Meet, primo centro internazionale di cultura digitale in Italia

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Immersive Room. Il Meet sarà aperto al pubblico a partire dal 31 ottobre 2020, solo su prenotazione.

La sede del Meet nasce dalla ristrutturazione dello Spazio Oberdan, ceduto nel 2018 dalla Città metropolitana alla Fondazione Cariplo per 8,5 milioni di euro. Il centro, riprogettato dall’architetto Carlo Ratti, 1200 metri quadrati di spazio espositivo distribuito su tre piani, si propone di creare una casa per la cultura digitale. Nella convinzione che l’innovazione sia un fatto culturale prima ancora che tecnologico, il Meet vuole colmare quel divario tanto sentito nel nostro Paese, tra persone e tecnologie, mettendo a disposizione uno spazio dedicato. Il centro, moderno e dinamico, all’altezza delle maggiori capitali europee, ospiterà workshop, masterclass e attività formative dedicate all’esperienza digitale e alle opportunità espressive e culturali di questa risorsa.

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Meet Milano, una casa per la cultura digitale

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Theater. La sala ospiterà una programmazione autonoma dedicata al cinema contemporaneo, a cura della Cineteca di Milano.

Immersione, connettività, fluidità: sono questi i concetti strutturali del Meet. Un edificio dinamico, perfettamente integrato con gli spazi che ospita. Come la spettacolare Living Staircase, una scala dalle prospettive spezzate, alla Escher, che collega i primi piani, capace di diventare di volta in volta teatro o spazio di lavoro. E ancora l’Immersive Room, la sala immersiva dotata di 15 proiettori che offrono immagini estremamente luminose in 4K per una proiezione continua su tre pareti a 270°, uno spazio dove gli artisti digitali potranno esporre le loro opere. Il primo ospite sarà il turco Refik Anadol, in esposizione fino al 21 gennaio 2021, che ha realizzato per il Meet l’impressionante “Renaissance Dreams”, omaggio al Rinascimento autogenerato da intelligenza artificiale. Il centro di cultura digitale si è dato anche un soundscape originale, la Meet the Simphony, dove la sound designer Chiara Luzzana capta i rumori del Meet e di chi lo vive. O il Theater da 200 posti con tre superfici di proiezione, che ospiterà una programmazione autonoma dedicata al cinema contemporaneo, a cura della Cineteca di Milano. Non manca infine il Bistrot, realizzato da Italo Rota e gestito da Mare Culturale Urbano con il concept Food Balls del food designer Martí Guixé. Più in là, quattro Gallery per altri artisti ospiti, mentre al secondo piano ci sono gli uffici e le sale per i workshop.

L’ingresso è gratuito solo su prenotazione sul sito www.meetcenter.it.

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