Addio microplastiche: ecco come bere l’acqua del rubinetto senza preoccupazioni

Niente più contaminazioni inquinanti. Come dire addio alle microplastiche con questi due semplici passaggi.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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L’acqua calda e un semplice filtro potrebbero essere il metodo migliore per sbarazzarsi definitivamente delle microplastiche dell’acqua del rubinetto.

A confermarlo un nuovo studio recentemente pubblicato sull’Environmental Science & Technology Letters da Zhanjun Li e Eddy Y.Zeng, ricercatori cinesi, che hanno provato come semplicemente bollendo e filtrando l’acqua del rubinetto sia possibile eliminare fino al 90% delle microplastiche in essa contenute.

L’invasione delle nano e microplastiche

microplastiche

Come ben noto, la plastica è uno dei flagelli più inquinanti della nostra epoca: piccolissime particelle di questa materia, a volte grandi poco più di minuti granelli di sabbia, sono state trovate in ogni angolo del globo, dal fondale oceanico alle nuvole sul monte Fuji, dai ghiacci artici alle recondite aree della foresta pluviale, dai terreni agricoli alle colture biologiche.

Nonostante le politiche di abbandono dei materiali plastici e della loro eliminazione dai cicli produttivi di industrie come quelle degli pneumatici o dei vestiari, le nano e microplastiche sono ormai dilaganti, e pervadono i cibi di cui ci nutriamo, l’aria che respiriamo e persino l’acqua potabile che sgorga dal nostro rubinetto di casa.

Nessun posto è al sicuro: tracce di polimeri sono riscontrabili nel sangue, nel latte materno, negli organi interni delle persone, tanto da far preoccupare la comunità scientifica che imputa loro anche il danneggiamento delle cellule e l’insorgere di alcune patologie.

Leggi anche: Gli usi delle buste di plastica ecosostenibili

Un problema di salute, non solo dell’ambiente

L’impatto della plastica sull’ambiente è ben noto: abbiamo tutti negli occhi le immagini di tartarughe marine soffocate da buste di plastica scambiate per meduse, o animali, a volte anche di grandi dimensioni, intrappolati in grovigli di filamenti e contenitori abbandonati.

Tuttavia, anche le microplastiche destano la preoccupazione di medici e scienziati, poiché non è ancora noto quale siano gli effetti a lungo termine di una prolungata ma inesorabile – e soprattutto inconsapevole – ingestione.

L’OMS ha di recente associato l’assunzione di nanoparticelle di polimero ad alcuni rischi di salute, ma per esserne certi gli studi dovranno essere approfonditi.

Quello che è certo, è che il nostro organismo non è fatto né per metabolizzare né per ricavare nutrimento dalla plastica.

Bollire e filtrare, il segreto dell’acqua pulita, anche a casa

Lo studio dei due ricercatori cinesi è partito dalla ricreazione di molecole d’acqua potabile con tutte le componenti chimiche e inorganiche, tra cui sali minerali e, appunto, le micro plastiche, per simulare quella che esce normalmente dai rubinetti.

Con grande sorpresa, dopo aver fatto bollire l’acqua, hanno provato che il carbonato di calcio che si crea naturalmente con l’aumentare della temperatura è in grado di “catturare” e quindi precipitare le microplastiche presenti nei campioni.

Rimuovendo poi le incrostazioni di calcare attraverso l’utilizzo di un filtro, è stato possibile eliminare fino al 90% delle particelle indesiderate.

Sebbene si tratti di una ricerca ancora embrionale, la speranza è quella di trovare tecniche ancora più evolute e rapide per permettere a tutti di bere acqua pulita e libera da agenti inquinanti.

Due semplici passaggi

microplastiche - acqua bollente

Tutto quello che servirà per potersi definitivamente sbarazzare delle microplastiche dalla nostra acqua di casa è farne bollire un certo quantitativo per almeno 5/10 minuti.

Al termine della bollitura sarà sufficiente travasare l’acqua in bottiglie o recipienti, avendo cura di farla passare attraverso un filtro, come quelli del caffè, che possono essere facilmente acquistati online o in negozi per la cucina.

Per la natura del processo, si otterranno risultati migliori in presenza di acque “dure”, ricche cioè di sali minerali come magnesio e calcio, mentre per le acque più dolci questo semplice trucchetto potrebbe non essere sufficiente.

In ogni caso, la bollitura dell’acqua è utile anche per eliminare batteri o agenti patogeni, anche se per l’uso di tutti i giorni è sconsigliato abusarne.

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Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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