Microplastica e dove trovarla: 9 modi per eliminarla dalla nostra vita

La microplastica è ovunque e non solo danneggia l'ambiente, ma anche la nostra salute: ecco come ridurla con piccoli accorgimenti.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.
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Microplastica, una spada di Damocle sulla testa del nostro vecchio – e inquinato – mondo: è ubiquitaria, piccola e difficile da rilevare e smaltire.

Dai prodotti che usiamo ai vestiti che indossiamo fino a quello che mangiamo e beviamo, la microplastica si insinua ovunque, ma esistono dei semplici metodi per ridurre al minimo la possibilità di contaminazione.

Microplastica, da dove viene e perché ce n’è così tanta

Questi piccoli frammenti, che non raggiungono i 5 mm di dimensioni, hanno svariate origini: a volte provengono da processi in cui sono già nanometriche, come nell’esfolianti di certi cosmetici, altre invece sono il risultato del deterioramento di pezzi di plastica più grandi, come gli pneumatici che frenano sull’asfalto e che man mano si sfaldano.

La cosa peggiore è che nuove particelle di microplastica vengono generate ogni giorno a causa del massiccio incremento della produzione di polimeri dalla metà del Novecento a oggi.

Secondo lo studio dell’International Union for Conservation Nature, la microplastica presente nell’oceano proviene al 35% dai tessuti sintetici, al 28% dagli pneumatici, al 24% dallo smog cittadino, al 7% dalle vernici usate per la segnaletica stradale, al 4% da rivestimenti e sigillanti per imbarcazioni e al 2% da prodotti per l’igiene personale.

Nei mari italiani il dato è sconcertante: ogni chilometro quadrato di acqua contiene 10 kg di plastica!

Microplastica, un problema di salute

Una minaccia per l’ambiente, ma anche per l’uomo: un recentissimo studio dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che vede la collaborazione di numerosi enti di ricerca, tra cui l’Harvard Medical School di Boston, l’IRCSS Multimedica di Milano, le università di Ancona, della Sapienza di Roma e di Salerno e l’IRCSS INRCA ha dimostrato che le microplastiche sono direttamente correlate all’aumento dell’infiammazione cellulare, delle malattie cardio vascolari e all’ingresso nel nostro organismo di agenti patogeni e materiali contaminanti.

In media ognuno di noi assume, inconsapevolmente, tra le 39 e le 52mila particelle di micro o nano plastica l’anno, cifra che aumenta ancora di più se si considerano anche quelle inalate: ogni giorno un adulto ne respira almeno 883, per un totale “consumo” di 5 grammi di plastica alla settimana.

9 modi per ridurre la microplastica nella tua vita

Microplastica un problema allarmante (2)
  1. Evitare la plastica monouso: l’usa e getta è da sempre nemico dell’ambiente. Sacchetti, piatti, bicchieri, stoviglie, posate di plastica, che stanno man mano scomparendo dal commercio ma sono ancora in largo uso, possono creare microplastiche quando si rompono o vengono abbandonati nella natura. Largo quindi all’uso di borse in tessuto o di carta, ai refill di saponi e detersivi, ma anche di bottiglie in vetro e borracce per limitare il consumo di bottiglie di plastica
  2. Comprare vestiti in fibre organiche: i tessuti sintetici hanno un ruolo pesante nella generazione della microplastica. Quando possibile è meglio acquistare vestiti in cotone, seta, lana o canapa e, se necessario ricorrere alla microfibra, meglio quella prodotta da materiali naturali
  3. Ridurre i lavaggi: lavatrici e asciugatrici usurano prematuramente i capi di abbigliamento, inducendoci a comprarne di più a prezzi minori e, quindi, in materiali non di qualità, spesso ricchi di poliestere. Il rilascio di microfibre di questi elettrodomestici è allarmante se si pensa che una sola asciugatrice può generarne 120 milioni l’anno. Si può quindi abbassare la temperatura di lavaggio, usare filtri appositi contro le microplastiche, lasciare asciugare i capi all’aria e usare detersivi non aggressivi per prolungare la vita dei vestiti
  4. Fare attenzione ai cosmetici: No a glitter e microgranuli: l’industria del make up è un’altra grande fonte di microplastiche. Per alleggerire il carico di materiale non riciclabile proveniente da trucchi e cosmetici è importante sceglierne di marchi che non contengano polietilene: da evitare quindi le etichette riportanti le sigle PE, PP, PET o PETE, PMMA e Nylon
  5. Pulire frequentemente: tenere la casa fresca e pulita aiuta a ridurre l’accumulo di microplastica. È stato calcolato che la polvere domestica è costituita al 39% da microplastiche. Pertanto è consigliabile aspirare e spolverare almeno una volta a settimana, usando filtri in grado di catturare le particelle, ed evitare l’uso di tappeti o moquette
  6. Evitare di scaldare la plastica in microonde: i recipienti in plastica sono comodi e multifunzionali, ma se scaldati possono rilasciare piccole particele di polimeri, anche quando indicato “adatto al microonde”, che si accumulano nel cibo. Meglio quindi trasferire il contenuto in un piatto e procedere a scaldarlo secondo l’esigenza
  7. Usare trasporti pubblici: come abbiamo visto, gli pneumatici sono i principali responsabili della microplastica. Ridurre il numero di veicoli circolanti è dunque indispensabile per limitare la dispersione dei frammenti nell’ambiente
  8. Mangiare meno frutti di mare e conchiglie: l’enorme quantità di microplastica presente nei mari di tutto il mondo viene in parte assorbita dai gusci dei molluschi e dagli esoscheletri dei crostacei. Inevitabilmente, quando consumiamo questi cibi, finiamo per ingerire di conseguenza grandi quantità di plastica
  9. Bollire e filtrare l’acqua: l’assunzione della microplastica passa anche attraverso l’acqua di casa. Bollire e filtrare l’acqua prima di consumarla può aiutare a ridurre la quantità di particelle che contiene
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