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“Mi ha salvato un orso, è mio amico”: bimbo di tre anni si perde nel bosco e sopravvive al gelo

Casey Lynn Hathaway è stato ritrovato dopo due giorni di ricerche: salvato da un orso che lo ha riparato dal freddo di -20 gradi.

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Una storia con un lieto fine miracoloso, fiabesco, surreale, inaspettato, sorprendente. È la vicenda di Casey, un bimbo di tre anni del North Carolina. Una di quelle avventure che fanno tirare un sospiro di sollievo e che lasciano a bocca aperta.

Accade in America, in un paese della Carolina del Nord. Martedì scorso, il piccolo giocava nel cortile della casa della nonna. Un attimo, una disattenzione e il bimbo sparisce. La prima ipotesi a cui si pensa è il rapimento. Scattano immediatamente i soccorsi, con tutti i mezzi. Si cerca ovunque, tra il ghiaccio, la neve dei boschi e nonostante le temperature proibitive. Insieme ai volontari e alle forze dell’ordine si mobilita anche l’FBI. Perché il rapimento, in America, è un reato federale.

Giorni intensi, spaventosi alla ricerca di un bambino di cui sembra persa ogni traccia. La temperatura scende fino a – 20. Le indagini devono essere sospese. La paura cresce e si comincia a temere il peggio.

Il giorno dopo, come nelle favole, quando tutto sembra essere perduto e la speranza sembra allontanarsi, alcuni volontari in mezzo al bosco sentono il pianto di un bimbo. Localizzato il punto, riescono a raggiungerlo solcando un corso d’acqua gelato. E arrivano lì, dove, aggrovigliato in un cespuglio spinoso, trovano il piccolo Casey.

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“Ci ha detto che aveva un amico nel bosco, un orso che è stato con lui”

Sono le parole dello sceriffo della contea di Craven, Chip Hughes, che ha chiesto a Casey come abbia fatto a resistere alle condizioni estreme dei boschi in questo periodo dell’anno.

Forse fantasia, forse un mito creato per affrontare il trauma di essere rimasto solo per circa 48 ore senza acqua, cibo, riparo, vestiti adatti a ripararlo dal gelo. Un espediente per far fronte alla paura, un meccanismo di difesa. Oppure la verità. Con i bambini tutto è meravigliosamente possibile.

Fatto sta che Casey racconta di non essere stato da solo tra quegli alberi innevati, ma di avere avuto la compagnia di un orso. Come un novello Mowgli, accolto, accudito, coccolato e aiutato dagli abitanti della foresta. L’orso, un Baloo dei nostri giorni che si prende cura del piccolo uomo per riportarlo sano e salvo tra la sua comunità.

Il bambino sta bene, ora ha solo voglia di stare con la sua mamma

Illeso. Nonostante il freddo glaciale, il bambino sta bene. Ha solo qualche piccolo graffio, molta sete e ovviamente ha voglia di stare con la sua mamma. Restano tanti i punti da chiarire in questa vicenda. E probabilmente chi di dovere starà già indagando per capire come sia stato possibile che Casey, a soli tre anni, sia riuscito ad affrontare una situazione così pericolosa ed estrema da solo.

Le classiche, sicuramente doverose, e molteplici domande che un uomo ha il dovere di farsi alla ricerca di una qualche verità. Ai bambini, invece, bastano le favole. Un mondo sorprendente e magico, dove un orso può salvare la vita. E la storia che ha raccontato Casey a noi pace un sacco.

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di Valentina Cuppone

 

 

 

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1 Comment

  1. Mario
    31 Gennaio 2019 at 15:01 — Rispondi

    Se il bambino ha avuto un contatto con un orso quest’ultimo avrà lasciato senz’altro delle tracce: almeno qualche pelo, un odore…

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