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Gara di solidarietà per il piccolo Alessandro: Roma lo aspetta a braccia aperte

I social network possono vincere grandi battaglie: migliaia di persone sono scese in piazza per aiutare Alessandro Maria Montresor.

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Alessandro Maria Montresor, il bimbo di poco più di un anno che commuove con la sua storia e la sua richiesta d’aiuto, tra poco arriverà in Italia. La lotta contro il tempo e contro la linfoistiocitosi emofagocitica, una rara malattia genetica da cui è affetto e che può essere contrastata solo con un trapianto di midollo, lo condurrà all’Ospedale Gesù Bambino di Roma per essere sottoposto al trapianto di midollo. Il donatore sarà uno dei genitori. Dato che il patrimonio genetico di mamma o papà ha una percentuale di compatibilità solo del 50%, tale operazione sarà possibile grazie a una tecnologia innovativa che prevede la manipolazione delle cellule staminali prelevate. Una scelta da prendere velocemente, poiché il farmaco sperimentale con cui è stato trattato finora, ha un tempo limitato di validità. A fine mese, secondo i medici del Great Ormond Street di Londra, l’anticorpo monoclonale che lo aiuta a tenersi in vita perderà la sua efficacia.

Fiumi di solidarierà grazie al web

Migliaia di persone si sono mobilitate nelle piazze italiane in poco meno di un mese per rispondere alla richiesta di solidarietà condivisa sulla pagina Facebook dai genitori del piccolo. Una richiesta d’aiuto che ha la forma di una lettera. Un appello in prima persona, come se fosse proprio Ale a parlare. Una dimostrazione del potere del network e delle infinite possibilità che oggi la tecnologia ci mette a disposizione. Uno strumento utile in genere, e ancora di più quando l’intento diventa quello di smuovere le coscienze verso situazioni dove occorrerebbe sempre dare una mano d’aiuto. L’annuncio sul social network risale a fine ottobre. Da quel momento è stato un continuo mobilitarsi per l’organizzazione di eventi dislocati nelle diverse città italiane e non solo, per aiutare la ricerca di un possibile donatore. Una gara di solidarietà partita dal web con la collaborazione dell’ADMO, Associazione Donatori di Midollo Osseo, e che si è diffusa attraverso tutti i media possibili.

L’amore per il piccolo Alessandro diventa virale

Annunci che sono diventati virali e che rimbalzano nelle bacheche di chiunque usi i social. Tantissimi. Tramite la pagina Facebook e l’hastag Macht4Ale #Macht4All la battaglia di Alessandro e dei suoi genitori è diventata un po’ di tutti. Un’eco incredibile, quella raggiunta grazie al digitale, che ancora più evidenzia come il mondo sia diventato interconnesso, partecipativo e collaborativo. Dai genitori, che hanno deciso di utilizzare le potenzialità del social network più famoso del mondo, l’invito a condividere il messaggio con più persone possibile perché l’appello deve riuscire ad arrivare negli angoli più remoti del pianeta dove probabilmente vive la persona che potrà aiutare loro figlio. La risposta non si fa attendere. La storia di Alessandro diventa virale. Parte da Milano un tour volto a raccogliere volontari nei registri dei possibili donatori di midollo. Una campagna di sensibilizzazione sociale che si è estesa a macchia d’olio lungo tutto lo Stivale. Centralini dell’ADMO presi d’assalto e code interminabili ai gazebi allestiti per il prelievo necessario per tipizzare il proprio DNA. Un successo da iscriversi nelle pagine della storia del web 4.0.

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Il donatore compatibile è stato trovato ma è in ritardo

Purtroppo però ci sono delle complicazioni, nonostante lo sbattimento in Italia, il donatore compatibile è stato trovato all’estero ed è in ritardo poiché si è reso disponibile solo da gennaio ma Alessandro non può aspettare perché le cure a cui è sottoposto hanno una validità che scadrà a fine mese. Ora occorre una scelta tempestiva e immediata. Il direttore del reparto di Oncoematologia e Medicina Trasfusionale del Bambin Gesù di Roma, il professor Franco Locatelli informa cheper dare una vera possibilità ad Alessandro bisogna intervenire subito.

Alessandro arriva a Roma, e che qui possa ritrovare la possibilità di crescere e giocare

Così il bambino verrà trasferito da Londra a Roma, su richiesta dei genitori e della struttura britannica, per essere sottoposto al trapianto di cellule staminali dal midollo osseo di uno dei due genitori, compatibili al 50%.

Secondo il Professor Locatelli:

Le percentuali di guarigione con questa tecnica sono sovrapponibili a quelle ottenute con un donatore perfettamente idoneo. Sei dei 150 bimbi trapiantati a Roma avevano la stessa malattia di Alessandro e stanno tutti bene.

Un’occasione concreta, questa, per la famiglia Montresor per “Non far perdere a me e ad altri bimbi la speranza di crescere e giocare“: come leggiamo sulla pagina social dedicata al bambino. Usiamo la frase scritta nell’appello social, per far sentire forte la voce di Alessandro.

 

di Valentina Cuppone

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