domenica, 25 Ottobre 2020

Marte, team italiano scopre rete di laghi salati sotto i ghiacci del Polo Sud

Il primo lago salato su Marte è stato scoperto già nel 2018. Ora però è stata trovata una vera e propria rete idrica liquida sotterranea. Lo studio pubblicato su Nature Astronomy potrebbe riscrivere la storia del clima sul pianeta.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Un team di ricerca italiano ha scoperto una rete di laghi salati nascosti sotto i ghiacci del Polo Sud di Marte. “Un grande risultato davvero!” ha commentato Enrico Flamini, astrofisico, presidente della Scuola Internazionale di Ricerche per le Scienze Planetarie presso l’Università di Chieti-Pescara, tra gli autori del progetto di ricerca iniziato già due anni fa.”La scoperta del 2018” ha spiegato il professor Flamini “è stato solo la prima prova di un sistema molto più ampio di corpi idrici liquidi nel sottosuolo marziano”. E infatti intorno al lago scoperto nel 2018 ce ne sono altri tre, come descritto nello studio pubblicato su Nature Astronomy. Questa scoperta potrebbe aiutare a riscrivere la storia del clima sul pianeta rosso e far luce sull’eventuale esistenza di forme di vita elementare.

Una rete idrica liquida su Marte

Grazie all’ausilio della sonda Marsis, che ha passato in rassegna un’area di 250 chilometri per 300 di sottosuolo marziano, è stata individuata una rete idrica liquida nascosta sotto i ghiacci di Marte. Spiega Elena Pettinelli, coordinatrice dello studio insieme a Sebastian Emanuel Lauro dell’Università di Roma Tre, all’ANSA:

Rispetto al 2018 abbiamo allargato molto l’area di studio e utilizzato un diverso metodo di analisi. Ora i dati indicano che esiste un sistema idrico più ampio. E il fatto che ci siano strutture idrologiche complesse suggerisce che possano essercene altre.

Allo studio hanno partecipato anche Roberto Orosei dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) insieme agli italiani che lavorano in Australia (University of Southern Queensland) e Germania (Jacobs University di Brema). Anche Orosei, responsabile scientifico del radar Marsis, ha commentato soddisfatto:

La scoperta di un intero sistema di laghi implica che il loro processo di formazione sia relativamente semplice e comune, e che questi laghi probabilmente siano esistiti per gran parte della storia di Marte.

Leggi anche: Mars 2020, nuova missione Nasa: “Pronti ad andare su Marte”

Marsis, la sonda a basse frequenze gioiello della tecnologia

Marsis, la sonda in grado di esplorare il sottosuolo di Marte fino alla profondità di cinque chilometri.

Come nel 2018, anche i nuovi lagni su Marte sono stati scoperti dalla sonda Marsis, acronimo che sta per Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding. Questo gioiello della tecnologia è stato fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana alla missione Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea. Il radar sounder Marsis è stata progettata dal gruppo del professor Giovanni Picardi dell’Università La Sapienza di Roma ed è in grado di esplorare il sottosuolo di Marte fino alla profondità di cinque chilometri.

Leggi anche: C’è vita su Venere? Individuate tracce di fosfina nell’atmosfera

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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