lunedì, Aprile 19, 2021

Perchè la Marina Militare celebra le battaglie del regime fascista?

Da qualche giorno la Marina Militare celebra battaglie del regime fascista sui social, con immagini della campagna in Grecia del 1941. Ma cosa c'è da celebrare?

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

È da qualche tempo che la Marina Militare, attraverso i propri profili social, pubblica immagini di battaglie navali. Fino a qui, nulla di strano. Se non fosse che quelle foto raffigurino episodi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. In particolare, sono immagini della campagna italiana del 1940 contro la Grecia, alleata inglese ma neutrale nello scenario bellico, voluta da Mussolini per dare inizio alla “guerra parallela” fascista, risultato del delirio nazionalista mussoliniano.

Quella campagna fallirà prima di esser cominciata, rendendo necessario l’intervento della Germania nazista.

Le immagini belliche pubblicate dalla Marina potrebbero essere considerate un semplice omaggio alle vittime di quegli scontri, ma le parole di entusiasmo, al limite dello “spot pubblicitario”, che accompagnano i post di ricordo, fanno storcere parecchio il naso: non si muove certo l’accusa di apologia del fascismo, ma è impossibile non notare una certa ambiguità nel celebrare con certi toni momenti così tragici.

La Marina Militare celebra le battaglie del regime fascista: i post sui social

Il primo post a destare scalpore è stato pubblicato dalla pagina della Marina Militare il 26 marzo, in occasione dell’80° anniversario dell’attacco alla Baia di Suda a Creta, quando Xª Flottaglia MAS, unità d’assalto della Marina italiana, affondò l’incorciatore britannico inglese York e danneggiò la petroliera norvegese Pericle, che poi affondò.

Successivamente, il 29 marzo, la Marina ha celebrato l’anniversario di un altro attacco fascista, gli ottanta anni della Battaglia di Capo Matapan, combattuta a sud del Peloponneso, tra l’isola di Gaudo e Capo Matapan. Un particolare: la battaglia fu vinta nettamente dalla Marina britannica e vi morirono più di 2.300 italiani.

La Marina Militare celebra le battaglie del regime fascista, ma cosa c’è da celebrare?

La Marina Militare celebra battaglie del regime fascista, ma cosa c'è da celebrare?

Se non fosse abbastanza, la Marina ha pubblicato sul suo sito ufficiale due articoli molto dettagliati che celebrano le due battaglie risalenti alla campagna italiana in Grecia, combattuta assieme ai nazisti.

In particolare, nell’articolo dedicato all’attacco alla Baia di Suda si legge:

Primo di una serie di successi, quello dell’inaccessibile isola di Creta fu il coronamento di mesi di preparazione e addestramento.

Parole da spot pubblicitario, anche se in realtà non c’è nulla da pubblicizzare. Quali sono i successi di cui parla la Marina?

La campagna in Grecia rappresenta da un punto di vista militare una delle pagine più umilianti per le forze armate italiane, un vero e proprio fiasco clamoroso, che renderà necessario l’intervento di Hitler per chiudere la ferita aperta dall’Italia. L’azione fulminea dei nazisti in Grecia e Jugoslavia porterà poi le due nazioni alla capitolazione e all’occupazione nazista.

Da sottolineare anche la problematicità ideologica di celebrare la campagna in Grecia, voluta da Mussolini nel pieno del suo delirio nazionalista di conquista del Mediterraneo, concretizzatosi nella volontà di una “guerra parallela” per ottenere uno sbocco sull’Oceano.

Senza contare che la Xª Flottaglia MAS, i cui componenti vengono definiti dalla Marina eroi “che hanno compiuto una delle loro più grandi imprese” alla Baia di Suda, diverrà famosa dopo l’armistizio per essersi ricostituita come corpo militare della Repubblica di Salò, restando fedele a Benito Mussolini anche dopo la fine del regime e, perciò, spesso ricordata e celebrata da gruppi di estrema destra e neofascisti.

Sempre all’interno dell’articolo dedicato all’attacco alla Baia di Suda, viene descritto con tono leggendario, quasi cinematografico, il funzionamento dei terribili barchini esplosivi usati contro i nemici, che prima venivano caricati di esplosivo, poi lanciati contro il bersaglio con i militari che, all’ultimo momento, saltavano fuori. I sei protagonisti dell’ “eroica impresa”, riporta l’articolo, si salvarono tutti, ma “furono fatti prigionieri dagli inglesi”. Quando furono liberati e tornati in Italia, si sottolinea, fu conferita loro “la Medaglia d’Oro al Valor Militare”.

Leggi anche: Ufficiale della Marina arrestato per spionaggio: vendeva documenti segreti NATO ai militari russi

La Marina Militare celebra le battaglie del regime fascista: la risposta della Marina alle critiche

La Marina Militare celebra battaglie del regime fascista: la risposta della Marina alle critiche

Con un comunicato stampa, la Marina Militare ha così risposto alle numerose critiche arrivate dopo la pubblicazione delle immagini delle due battaglie in Grecia:

L’azione militare, così come numerosi altri eventi della storia italiana, una fra tutte quella di Alessandria avvenuta nel dicembre del 1941, sono ricordate ogni anno, da decenni, per il sacrificio dei loro protagonisti, uomini in divisa, esempio di coraggio, capacità e tecnica, al servizio delle Istituzioni.

È strumentale correlare il loro operato alla forma di Governo allora vigente.

Ma, di fatto, ricordare una battaglia dimenticando il periodo storico e le motivazioni che l’hanno provocata, è semplicemente impossibile. Come è impossibile non pensare a chi fossero i nostri alleati in quel momento, a chi fossimo noi e a quanto quel periodo storico rappresenti una delle pagine più sanguinose e terribili della storia.

È sicuramente un’ottima iniziativa quella di ricordare il sacrificio umano dei soldati italiani, ciò che non può essere concesso è celebrare quei momenti.

Leggi anche: Legge contro la propaganda nazifascista, Prc: “Onoriamo la Giornata della Memoria”

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Ultime notizie