giovedì, Maggio 13, 2021

Marianna e la sindrome di down: “Il mio cromosoma in più è quello della gioia”

Marianna Peduto è una ragazza sarda di 26 anni e ha la sindrome di down. Questo però non rappresenta per lei un gap ma un elemento a suo favore, pur avendo la profonda consapevolezza dei limiti imposti dalla malattia.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

La storia di Marianna Peduto, nata con la sindrome di Down, è molto speciale. Non solo perché è il racconto di una ragazza con disabilità, come ce ne potrebbero essere tante, ma per l’unicità della sua persona.

Marianna è bella, intelligente e ha mille hobby, passioni e soprattutto tanti sogni, come quello di conoscere Checco Zalone. La cosa che ci stupisce di più è che nonostante abbia la consapevolezza della sua malattia ami così tanto la vita e sia giunta addirittura a parlare del suo “cromosoma in più” come “quello della gioia”.

Una giovane che ha acquisito resilienza, è riuscita a trovare nella difficoltà un elemento di specialità.

Sindrome di down, l’intervista a Marianna Peduto

sindrome di down_marianna

Iacopo Melio, giornalista e attivista, ha intervistato Marianna Peduto, raccontando la sua storia sulle pagine di Fanpage.

Marianna ha 26 anni e ha la sindrome di down. Vive a Posada, in Sardegna, con i genitori e la nonna. Sua madre è insegnante di matematica mentre suo padre è commerciante di pesce. Ha una sorella, anche lei insegnante, che vive a Milano.

La giovane racconta di quanto a scuola le piacesse studiare e del suo amore per la musica, in particolare per il canto, passione che coltiva tutt’ora. Pensando a quel periodo parla così:

Ho frequentato il Liceo Pedagogico-Musicale di Nuoro.

All’esame di maturità sono uscita con 100: un exploit pazzesco e inaspettato questo diploma.

E riguardo al tempo libero dice:

Esco con gli amici: andiamo al cinema, facciamo shopping, visitiamo qualche museo. Ma il canto e la recitazione sono le mie più grandi passioni.

Oltre la consapevolezza della sindrome di down

Marianna Peduto non ha fin da subito avuto consapevolezza della sua malattia, la sindrome di down, ma quando questo è accaduto racconta di non averla presa subito bene. Oggi però le cose sono cambiate ed è evidente il lavoro che ha fatto su se stessa. Ecco cosa ha detto riguardo al suo primo impatto con la malattia:

Quando ho saputo di avere la Trisomia21 non l’ho accettato e non volevo più stare con gli altri.

oggi per me è pura adrenalina, io lo chiamo “Il cromosoma della gioia”!

E riguardo al rapporto con gli altri si ritiene fortunata, sia per l’amore percepito e sia per il fatto che nella sua storia non ci siano stati episodi di bullismo:

Per molte persone non è facile farsi accettare.

Io mi sono sempre trovata bene con tutti. Le persone mi vogliono bene, sono stata fortunata.

Alle vittime di bullismo consiglierei di parlarne, sempre. Con i genitori prima di tutto, poi con gli insegnanti o con gli amici.

Passione per la recitazione e la simpatia per Zalone

sindrome di down_marianna_recitazione

Marianna racconta di quanto ami recitare e di come quella del teatro sia una passione nata fin dalle scuole elementari. Nel suo recente spettacolo ha interpretato i pensieri di Eleonora d’Arborea.

Inoltre ama i film comici e confessa di essere una fan di Checco Zalone. Al riguardo racconta l’aneddoto di come la visione dei suoi film l’abbia aiutata a superare una crisi amorosa, nata dopo la fine di una storia d’amore.

La vita di Marianna è proprio come quella di tante altre ragazze della sua età, fatta di studio, amore, passioni e tanti sogni.

Tra i suoi desideri c’è quello di incontrare Checco, duettare con Tiziano Ferro e cantare Il mio inizio sei tu con Fiorello.

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Sindrome di down, una profonda conoscenza di sè

Marianna pur essendo travolta dalla gioia, sentimento che coinvolge anche le persone che le sono vicine, come ne è testimone Iacopo stesso, è cosciente di avere dei gap, delle carenze rispetto alle altre ragazze della sua età.

Sa che non potrà portare la macchina e che per lei è più difficile trovare un fidanzato. Lei stessa dice di essere “diversa” dalle altre, per poi aggiungere non proprio “diversa-diversa”.

Ciò nonostante alla domanda “sei felice?” Marianna risponde positivamente, perché sente forte l’amore dei suoi cari. Riguardo ai pregiudizi relativi alla sindrome di down fa un brillante riflessione: So che ci sono pregiudizi nelle persone ma perché non conoscono e hanno paura!

L’invito della Peduto non è rivolto solo a chi non conosce. Le stesse persone affette dalla sindrome di down tante volte si chiudono a riccio. L’invito è quello di uscire senza nascondersi e amare, alludendo alle parole di Papa Francesco.

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Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

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