martedì, Aprile 20, 2021

Malattie neurologiche: il rivoluzionario studio di due ricercatrici italiane

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Laura Pellegrini è nata a Belluno, è una biologa. Claudia Bonfio a Siena ed è una chimica. Le due ricercatrici si sono formate in Italia per poi proseguire le rispettive formazioni tra Europa e Stati Uniti. Si sono incontrate a Cambridge, durante una degustazione di vini italiani e la conoscenza è proseguita nei laboratori di ricerca. Ora, la loro scoperta è destinata a cambiare l’approccio allo studio del liquido cerebrospinale e quindi a dare una svolta nella cura le principali malattie neurologiche. Lo studio a quattro mani, apparso sulla rivista scientifica Science, sigla la conclusione del progetto. Ma le due ricercatrici italiane continueranno a collaborare per affrontare nuove sfide scientifiche.

Il modello preclinico

Laura Pellegrini, durante il dottorato tra Londra e Washington, ha approfondito le cause che accomunano le malattie neurodegenerative a livello cellulare. Si è poi spostata a Cambridge dove attualmente studia gli organoidi del cervello, secondo il metodo messo a punto dalla Lancaster. Lo studio dell’organo riprodotto con tecnologia 3D le ha permesso di fornire un modello preclinico utile per la diagnosi precoce di malattie neurologiche. Ed è stato completato grazie alla collaborazione con Claudia Bonfio, che ha studiato la capacità di questo modello di assorbire e accumulare farmaci, contribuendo allo sviluppo di nuove terapie mirate contro le principali malattie che interessano il cervello. Lo studio, condotto nel laboratorio di biologia molecolare del Medical Research Council di Cambridge, sotto la guida della dottoressa Madeline Lancaster, è stato pubblicato dalla rivista Science e si preannuncia come una rivoluzione nella cura delle malattie neurologiche. Leggi anche: Biologa italiana trova la cura per l’antrace. È scienziata dell’anno in Belgio

Cosa sono gli organoidi

La scienza in questi anni ha compiuto progressi inimmaginabili grazie all’utilizzo della tecnologia 3D. Basti pensare agli organoidi: aggregati di cellule spontaneamente organizzati secondo uno schema preciso e predeterminato e che finiscono per assumere una configurazione tridimensionale e ad assomigliare a organi in miniatura. E la loro esistenza è direttamente collegata al progressivo miglioramento delle tecniche di coltivazione delle cellule staminali. Il cervello non è l’unico organo che si è riusciti a riprodurre. Ci sono organoidi del fegato, del pancreas, della prostata e anche dell’intestino. Ma quello del cervello, organo per sua natura estremamente complesso in quanto sede di elaborazione di miliardi di impulsi, è particolarmente complicato.

Gli organoidi nella ricerca

Potendo studiare la riproduzione di un cervello in miniatura, la scienziata Pellegrini ha scoperto che gli organoidi del cervello possono produrre un liquido che ha caratteristiche e proprietà molto simili al liquido cerebrospinale. Ha poi trovato un nuovo metodo per valutarne la composizione e ottimizzarne la produzione. Lo studio del liquido ha permesso invece alla Bonfio di valutare la capacità di questo modello di assorbire e accumulare farmaci. E quindi potenzialmente di sviluppare nuove terapie. Lo studio è ormai concluso, ma la collaborazione delle due ricercatrici italiane è destinata a durare. Leggi anche: La protesta dei giovani medici di spalle al Parlamento: “Servono investimenti” di Elza Coculo

Elza Coculo
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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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