lunedì, Ottobre 18, 2021

Israele, leader no vax muore di Covid, ai suoi seguaci: “Non arrendetevi”

Hai Shaulian, 57 anni, uno dei più grandi sostenitori israeliani nella linea anti vaccino è morto di covid nell'ospedale di Holon a sud di Tel Aviv.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Irriducibile no vax israeliano muore di Covid ma i suoi seguaci rimangono incrollabili.
Anche se le sue condizioni erano peggiorate, sabato Hai Shaulian aveva inviato un messaggio ai suoi seguaci esortandoli a non arrendersi. Alcuni di loro ora credono che sia stato ucciso dall'”establishment” israeliano per aver rivelato la “verità” sul COVID.

Hau Shaulian il no vax ucciso da quello che negava

Hau Shaulian il no vax ucciso da quello che negava

Uno dei più importanti sostenitori dell’anti-vaccino del paese, che da mesi promulgava teorie cospirative sul coronavirus, è morto al Wolfson Medical Center di Holon domenica di COVID-19.

Chiunque speri che la morte del 57enne Hai Shaulian spinga i suoi sostenitori a correre e vaccinarsi sarà deluso. Infatti, in base alle reazioni dei suoi follower sui social media, la morte di Shaulian non pare aver scosso minimamente le loro opinioni.

Sabato, Shaulian aveva pubblicato un aggiornamento per i suoi follower su Facebook riguardo il peggioramento delle sue condizioni, invitandoli a continuare a resistere all’establishment medico.

Nel suo ultimo aggiornamento, fatto da un letto d’ospedale, Hai Shaulian affermava con forza che il governo stesse imponendo al pubblico la sua campagna di vaccini, invitando i suoi seguaci a “non arrendersi”. In un altro post precedente aveva fornito una spiegazione alternativa per la sua malattia, sostenendo che gli agenti di polizia lo avessero avvelenato in seguito a un arresto avvenuto durante una protesta.

“Vi sto dicendo che questo è un tentativo di assassinarmi, e se mi succede qualcosa, sappiate che questa è esattamente la realtà”, ha detto in un video clip dal suo letto d’ospedale.

Dopo la sua morte, avvenuta nelle ultime ore, i sostenitori di Hai Shaulian hanno affermato che questo sia stato assassinato dalle autorità governative e che l’establishment ha cercato di mettere a tacere Shaulian in modo che non rivelasse la verità su ciò che affermano essere una pandemia fittizia e un vaccino pericoloso.

In uno dei suoi ultimi post aveva scritto così: “Sono in condizioni molto gravi. Non sono in grado di parlare o rispondere alle persone. Non ho ossigeno” -continua- “credo che ce la farò, se Dio vuole. Mi aspetto che ci vorranno due settimane, forse tre. Continuerò a lottare.

I Sostenitori no vax dopo la morte Hai Shaulian

Dopo la morte di Shaulian, numerose sono state le frasi invettive contro il governo israeliano, un post di un sostenitore della teoria no vax di Shaulian scrive così su facebook:

“Dopo aver indagato sulla questione, si scopre che questo è il lavoro dello Shin Bet [agenzia di sicurezza] in collaborazione con la polizia israeliana e i funzionari dell’ospedale Wolfson. Bennett: il sangue di Hai è sulle tue mani e sarai anche processato per lui”, riferendosi al primo ministro Naftali Bennett.

“Hai Shaulian, un combattente per la giustizia e la verità, un leader nella resistenza al crimine, è stato assassinato a sangue freddo per la libertà di espressione e la verità”, ha scritto un altro.

Ma gli oppositori della campagna anti-vaccini di Shaulian hanno invitato i suoi sostenitori a tornare in sé dopo la sua morte. “Ho pregato che si riprendesse rapidamente, che sopravvivesse al coronavirus”, ha detto il dottor Lior Ungar dello Sheba Medical Center, che combatte da anni gli anti-vaccinisti.

Quello che accomuna tutti i complottisti del mondo è la “dissonanza cognitiva”. In antropologia, il termine “dissonanza cognitiva” descrive una situazione in cui le convinzioni di un gruppo si scontrano con la realtà. Il concetto è stato studiato per la prima volta da Leon Festinger, uno psicologo sociale americano che negli anni ’50 osservò i seguaci di un leader di setta che aveva profetizzato che il mondo sarebbe arrivato alla fine in una data specifica, ma, ovviamente, si sbagliavano.

Nella sua ricerca, Festiger ha dimostrato che per la maggior parte le persone mantengono la propria convinzione anche dopo che è stata smentita dalla realtà. Nel caso del culto, dopo che il mondo ha continuato ad esistere, alcuni dei credenti meno ferventi si sono ritirati, ma un gruppo irriducibile di seguaci ha rifiutato di riconoscere la verità, ha mantenuto le proprie convinzioni e ha persino attratto nuovi membri.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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