lunedì, Settembre 27, 2021

Jesolo: poliziotto no vax 58enne muore di Covid. Diceva alla moglie: “Sono più forte del virus”

Candido Avezzù, poliziotto no vax 58enne di Jesolo, è morto di Covid-19 dopo aver contratto il virus durante una trasferta presso un centro migranti di Taranto. I sindacati si scagliano contro la ministra Lamorgese.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

No vax muore di Covid. Si tratta di Candido Avezzù, poliziotto 58enne che viveva a Jesolo, deceduto a causa del Covid-19 dopo una trasferta all’hotspot di Taranto. L’uomo era un “no vax convinto”, come testimoniato al Corriere della Sera dall’ex compagna del poliziotto, Monica Vallotto, che ha trascorso assieme a lui 13 anni di vita. I due, poi, si separeranno nel 2020. “Mi diceva che era più forte del virus” ha dichiarato la donna. Ma sarà proprio il Covid a ucciderlo.

L’uomo è deceduto la scorsa domenica nella terapia intensiva di Jesolo, dove era ricoverato dal 10 agosto a causa delle gravi conseguenze del Covid. Avezzù faceva parte della squadra mobile di Padova ed era profondamente devoto al suo lavoro: “passava la sua vita viaggiando da un luogo all’altro, per il suo lavoro, dovunque ci fosse bisogno della Polizia, lui era pronto ad andare” ha affermato l’ex compagna. Ma sarà proprio durante una di queste trasferte che si ammalerà gravemente di Covid. “Non credeva che il Covid fosse così pericoloso, forse aveva sottovalutato il pericolo. Temeva che il vaccino gli avrebbe causato una trombosi, non si fidava”, ha confermato l’ex compagna.

Poliziotto no vax muore di Covid: lo aveva contratto in una trasferta al centro migranti di Taranto

Poliziotto no vax muore di Covid: lo aveva contratto in una trasferta al centro migranti di Taranto

Candido Avezzù aveva lavorato al centro di accoglienza dei migranti di Taranto dal 13 al 23 luglio. Stando a quanto riportato dai sindacati, quel centro “ospitava 300 migranti, 33 dei quali positivi al Covid”. Tanto che il Mosap aveva prontamente denunciato la situazione già a luglio: “Denunciammo già all’epoca questa situazione e, a distanza di un mese, arrivano le terribili conseguenze: uno dei colleghi risultato positivo, ci ha lasciato”, queste le parole di rabbia del segretario generale del sindacato di polizia Mosap Fabio Conestà.

Lo stesso Avezzù era consapevole di aver contratto il Covid in occasione della sua trasferta a Taranto, come testimoniato dalla nipote Marika Avezzù: “era convinto di essersi ammalato durante la permanenza a Taranto” poi, ai primi sintomi, il poliziotto “si è presentato all’ospedale di Jesolo, ma gli hanno prescritto una cura antibiotica da fare in casa”. Ma le sue condizioni erano peggiorate, così, tre giorni dopo, Avezzù era tornato dai medici che, a quel punto, lo hanno ricoverato all’ospedale di Dolo, sulla riviera del Brenta. Lì le sue condizioni precipiteranno, rendendo necessario il trasferimento all’ospedale di Jesolo, dove entrerà in terapia intensiva il 10 agosto.

Candido Avezzù, chiamato “Chicco” da chi gli voleva bene, ha scritto il suo ultimo post su facebook proprio il 10 agosto, alle 13.33. Come se sapesse che quello sarebbe stato il suo ultimo momento di lucidità, come se fosse consapevole di ciò che sarebbe accaduto. Il poliziotto scriveva: “Entro in intensiva, sulla lapide lo scudetto del 2. Grazie”. L’ultimo pensiero è stato sempre per il suo lavoro: lo scudetto a cui si riferisce è quello della Mobile di Padova. Poi, il 29 agosto, Candido non ce l’ha fatta. Quel soggiorno in un luogo a rischio come quello del centro migranti di Taranto, non protetto dalla vaccinazione in quanto scettico riguardo il siero, sarà per lui fatale. Gli altri colleghi vaccinati, presenti con lui all’hotspot, non hanno sviluppato la malattia.

Poliziotto no vax muore di Covid, sindacati contro Lamorgese: “Costretti a gestire migranti neanche sottoposti a tampone”

Poliziotto no vax muore di Covid, sindacati contro Lamorgese: "Costretti a gestire migranti neanche sottoposti a tampone"

Poliziotto no vax muore di Covid. Adesso i sindacati puntano il dito contro le terribili condizioni sanitarie in cui le forze dell’ordine sono costrette, spesso, ad operare. “Sono state le pessime condizioni di lavoro a determinare probabilmente l’accaduto” ha fatto sapere il sindacato autonomo di Polizia attraverso il segretario generale Stefano Paoloni.

Che continua: “Condizioni che il Sap denuncia da mesi alla ministra Lamorgese, e l’ulltima missiva in ordine temporale porta la data 6 agosto 2021. In quella lettera il Sap denunciava proprio le gravissime criticità riguardanti le condizioni sanitarie in cui operano i colleghi poliziotti nei vari centri di accoglienza dislocati in tutto il territorio nazionale. Esprimiamo tutta la nostra rabbia all’immobilismo della ministra Lamorgese, che sa bene in che condizioni lavorano i nostri colleghi costretti a gestire migranti che il più delle volte non sono stati sottoposti nemmeno ad un tampone”.

Si tratta di problemi cronici, degenerati ulteriormente a causa della pandemia. Conclude Paoloni: “Da mesi urliamo al ministro che un migrante deve essere innanzitutto visitato da un medico e poi consegnato alle Forze dell’ordine. Non possiamo lavorare a stretto contatto, se non in promiscuità, con migranti in quarantena. Questa è una vergogna che va avanti da mesi, nel silenzio più assoluto. La situazione è al collasso”.

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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