lunedì, Aprile 19, 2021

Cina, un uomo condannato a risarcire l’ex moglie per i lavori domestici. Quando accadrà alle donne italiane?

La sentenza resa possibile grazie alla riforma del Codice Civile. L'uomo dovrà risarcire alla moglie la simbolica somma di seimila euro.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Per i lavori domestici fatti dalla ex moglie in 5 anni di matrimonio, l’uomo è stato condannato a risarcirla. È quel che è accaduto in Cina in una sentenza di divorzio. È la prima sentenza di questo genere da quando in Cina è stata introdotta una nuova legge sui matrimoni, in vigore dal primo gennaio di quest’anno.

Lavori domestici, l’uomo dovrà pagare alla moglie seimila euro

I lavori domestici sono al centro del dibattito che sta imperversando in queste ore sui social media cinesi. Quanto vale il lavoro di una mamma a tempo pieno? Il dibattito è stato causato da questa sentenza davvero inedita della corte di Pechino, che, ha stabilito che il marito dovrà pagare alla ex moglie, casalinga a tempo pieno, 50mila yuan, circa seimila euro. La coppia era sposata dal 2015 e la donna si era dedicata alla cura della casa e alla gestione delle faccende domestiche.

Su Weibo, il Twitter cinese, l’hashtag relativo alla notizia ha avuto 440 milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti.

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Lavori domestici, la sentenza è arrivata grazie al nuovo Codice Civile

Lavori domestici.

La sentenza di risarcimento per i lavori domestici della signora Wang è stato il nuovo Codice Civile, entrato in vigore all’inizio dell’anno e considerato un passo in avanti per il riconoscimento dei diritti personali in Cina.

Il giudice della corte di Pechino, ha citato l’articolo 1088, secondo cui:

Quando un coniuge è aggravato da compiti addizionali di educazione dei figli, accudimento degli anziani o assistenza dell’altro coniuge nel suo lavoro, ha il diritto di ricevere una dovuta compensazione nella causa di divorzio.

Così, oltre al risarcimento di circa seimila euro, alla donna arriverà un assegno di mantenimento di 2000 yuan al mese, circa 250 euro, e, con il divorzio, la divisione paritaria dei beni familiari. 

Risarcimento per i lavori domestici, prima o poi accadrà anche alle donne italiane?

Lavori domestici risarcimento.

Il risarcimento per i lavori domestici, in Cina, è assolutamente corretto. Infatti, è molto frequente che le mamme lascino il lavoro per dedicarsi all’educazione dei figli e alle faccende domestiche considerate come un vero e proprio lavoro.

Secondo l’Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, le donne cinesi dedicano in media quattro ore e mezza al giorno ad attività domestiche non retribuite, due volte e mezza in più rispetto ai mariti: una delle distribuzioni dei carichi più sbilanciate a livello mondiale.

Questi numeri rispecchiano una delle distribuzioni dei carichi di lavoro domestico più sbilanciata a livello mondiale. Situazione che peggiora ancor di più in caso di divorzio.

In Cina esiste la figura dell’ayi: una donna, di età varia, che vive con la famiglia e si occupa delle faccende domestiche. Molti utenti, sui social network cinesi, hanno fatto notare che la cifra riconosciuta alla signora Wang equivale allo stipendio annuale di una ayi. Dunque, del tutto inadeguata considerando anche il costo della vita molto alto di Pechino.

Sul web, alcune donne sostengono che il vero passo in avanti sarebbe spartire più equamente il compito dell’educazione dei figli tra moglie e marito.

Su questo punto anche le donne italiane partono svantaggiate: due terzi dei lavori domestici è a loro carico, e solo un terzo sulle spalle degli uomini. Numeri lontanissimi da altre nazioni europee, come la Francia e la Germania, dove ci si avvicina alla parità tra uomo e donna. Basti pensare che dalle elementari ai licei, nell’Europa del Nord, l’economia domestica è materia di studio.

Soluzioni? Leggi e incentivi che spingano sul congedo parentale per gli uomini. Gli uomini devono imparare a stare più tempo a casa per permettere alle donne di lavorare e seguire le proprie ambizioni.

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Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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