sabato, Dicembre 5, 2020

Lapo Elkann, una vita al massimo

Scandali, viaggi, lusso sfrenato e donne. La vita del rampollo di casa Agnelli ha sempre fatto molto discutere. Ma ora è arrivata la svolta.

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

Il ricovero per overdose, il finto rapimento, gli innumerevoli amori e infine l’incidente che lo ha condotto al coma. Lapo Elkann ha vissuto una vita al massimo, fatta di debolezze, tormenti, ma anche grandi passioni come quella per sua Fiat 500. Oggi si dichiara un uomo nuovo e si dice pronto a dare prova del suo cambio di passo. 

Un cittadino del mondo

Nato a New York il 7 ottobre 1977 da Margherita Agnelli, figlia di Gianni Agnelli, e Alain Elkann, giornalista e scrittore italo francese, Lapo Elkann vive passa la sua infanzia tra Italia e Francia. Dopo aver conseguito una laurea in relazioni internazionali presso la European Business School di Londra, Lapo non poteva che iniziare la sua carriera lavorativa nel gruppo di famiglia. Nel 1994 inizia così a lavorare come operaio metalmeccanico nella Piaggio di Pontedera, sotto il falso nome di Lapo Rossi. Un’esperienza che vivrà appieno, partecipando anche a degli scioperi per chiedere migliori condizioni di lavoro nella catena di montaggio.  

L’esperienza in Fiat

Dopo alcune esperienze in Danone, Ferrari e Maserati, il giovane Lapo passa un periodo di tempo negli USA dove lavora come assistente personale di Henry Kissinger, il noto politico republicano incaricato di chiarire i fatti dell’11 settembre. Nel 2002 in seguito al peggioramento dello stato di salute del nonno Gianni Agnelli al quale era molto legato, Lapo torna in Italia e comincia ad occuparsi della comunicazione e della promozione del brand Fiat e del lancio della nuova Fiat 500. In quel periodo Lapo si rende conto che è ora di svecchiare l’immagine del brand e lancia l’idea delle felpe e dei gadget con marchio vintage della casa automobilistica per attrarre un target più giovane. Un’idea di grande successo che rilancia il brand Fiat a livello mondiale.

Lapo Elkann ai tempi in cui curava la comunicazione di Fiat

L’overdose: uno scandalo difficile da superare

Ben presto i successi del giovane rampollo della famiglia Agnelli, subiscono una brusca battuta d’arresto a causa di uno scandalo che lo ha segnato alle cronache. L’11 ottobre 2005 Lapo Elkann viene ricoverato all’Ospedale Mauriziano di Torino in condizioni gravissime a causa di un’overdose da mix di oppio, cocaina ed eroina. A chiamare i soccorsi Patrizia, una delle escort transessuali con cui Lapo aveva passato la serata. In seguito a questo episodio Lapo lascia le attività di famiglia e si ritira in Arizona dove segue un percorso di riabilitazione, e poi si stabilisce a Miami nella casa di famiglia.

Le voci sull’omosessualità

Una storia che ha fatto discutere per molto tempo e che ha portato con sé anche voci sulla presunta omosessualità, poi smentite. In un’intervista a Vanity Fair, Lapo Elkann ha infatti raccontato:

Se qualcuno vuole dire che sono omosessuale, mi dispiace per lui: non lo sono. Non mi piacciono i trans e non sono gay: sono eterosessuale. Detto questo, credo che ognuno sia libero di fare quello che gli pare nella sua sfera privata. Ma chi ha lottato contro la dipendenza dalla droga sa che, nei momenti peggiori, sei disposto ad andarla a cercare ovunque.

Italia Independent, la seconda vita di Lapo Elkann

Dopo la riabilitazione Lapo torna in sella e fonda Italia Independent, un’azienda di accessori e abbigliamento incentrata sulla filosofia del “non-brand”. Il fondatore vuole infatti introdurre il concetto di massima personalizzazione: il brand dei prodotti è creato dalla persona che li indossa. Elkann riparte, dunque, con uno progetto che rispecchia tutta la sua personalità creativa e fuori dagli schemi, come traspare da queste parole rilasciate a Vanity Fair:

Mi sono sempre sentito più imprenditore che manager: non mi piace gestire i soldi degli altri, ma i miei. Oggi nelle mie aziende le regole le faccio io: il mio amministratore delegato ha 28 anni, per essere bravo non contano la grisaglia o il master ma le capacità reali. Se poi genero anche denaro, mi rende felice l’idea di poter aiutare ragazzi che non hanno avuto le opportunità che ho avuto io.

Gli abusi sessuali a 13 anni

La vita di Elkann non è sempre stata fatta di viaggi, auto di lusso ed eccessi. In un’intervista pubblicata sul Fatto Quotidiano nel 2013, Lapo confessa di aver subito abusi sessuali in un collegio di gesuiti da ragazzino: 

Da quando ho compiuto 13 anni ho vissuto cose dolorose che poi mi hanno creato grosse difficoltà nella vita. Cose capitate a me e ad altri ragazzi. Parlo di abusi fisici. Sessuali. Mi è accaduto, li ho subiti. Altre persone che hanno vissuto cose simili non sono riuscite ad affrontarle. Il mio migliore amico, che era in collegio con me per quasi 10 anni e ha vissuto quello che ho vissuto io, si è ammazzato un anno e mezzo fa. Non ne ho mai parlato prima anche perché voglio che questa storia serva a qualcuno. Sto pensando a una fondazione. Voglio aiutare chi ha passato quello che ho passato io. Parlare è giusto, ma facendo qualcosa di utile, di positivo.

Il ricatto

Nel 2014 Lapo Elkann denuncia un ricatto ad opera di Fabrizio “Bicio” Pensa, ex fotografo della squadra di Fabrizio Corona, e dei fratelli Giovanni ed Enrico Bellavista. I tre sarebbero stati in possesso di un filmato compromettente che ritraeva Elkann in uno stato confusionario. Con la minaccia di diffondere il video girato con l’inganno alla stampa scandalistica, i tre hanno provato ad estorcere ad Elkann 350 mila euro, finendo poi agli arresti domiciliari. 

Il finto rapimento 

A novembre 2016 Lapo Elkann torna di nuovo a far parlare di sé. Il nipote dell’Avvocato finge di essere stato rapito a New York, al fine di ottenere un riscatto di 10 mila dollari dalla propria famiglia. Il finto sequestro fu messo in scena alla fine di un festino a base di droga e sesso nel quartiere di Kip Bay, dove Elkann stava trascorrendo il week end con una trans ventinovenne. Scoperto dalla polizia, Elkann fu arrestato e poi rilasciato, rischiando due anni di carcere.

L’amore

Da una personalità così eccentrica, non ci si può che aspettare una vita sentimentale altrettanto movimentata. Dopo una relazione con l’attrice Martina Stella ai tempi dello scandalo della droga, Lapo Elkann colleziona innumerevoli storie d’amore e flirt. Tra le più celebri ricordiamo la relazione durata due anni con la cugina Bianca Brandolini D’Adda, il flirt con la miliardaria Goga Ashkenazi, quello con la modella Marie De Villepin e la storia con l’attrice cinese Zhu Zhu

Oggi il rampollo di casa Agnelli sembra aver messo la testa a posto grazie a una donna speciale: Joana Lemos. La 47enne portoghese è un’ex pilota di rally, oggi manager e filantropa che condivide con Elkann l’impegno sociale. 

Lapo Elkann e la nuova fidanzata Joana Lemos, paparazzati da “Chi”

Il rapporto con la famiglia

Un legame importante e fatto di alti e bassi quello tra Lapo e la sua famiglia d’origine. Del nonno Gianni Agnelli, Lapo dice di aver fatto il suo modello e maestro di vita:

Da giovane volevo somigliare a mio nonno. Era il mio esempio, il mio modello. Pensavo esistesse solo lui. Poi ho capito che il nonno era il nonno e io sono solo io. È giusto così. Oggi non ho più nessuna voglia di essere come lui, il che non vuol dire che non lo rispetti. Però io sono diverso.

Forte anche il legame con lo zio Edoardo, che si è tolto la vita nel 2000. Sempre dall’intervista sul Fatto Quotidiano:

Edoardo era una persona speciale. Atipica. Che ha vissuto una vita estremamente travagliata. Certe cose dure che ha vissuto, oggi le capisco ancora meglio di ieri. E ho sempre un grande dolore nel pensare che si sarebbe potuto fare di più. Che avremmo dovuto fare tutti di più.

Complicata la relazione con la madre Margherita Agnelli, con cui ha interrotto i rapporti per molti anni. 

Quanto ai fratelli John e Ginevra, pur avendo intrapreso percorsi professionali e di vita completamente diversi, di loro dice: 

Non ci sono manager, non ci sono soldi che possano distruggere il rapporto di unione, forza e amore che ho con i miei fratelli.

John Elkann occupa la carica di presidente di Fiat dal 2010, mentre la sorella Ginevra è una nota produttrice cinematografica.

L’incidente e la nuova vita

Oggi Lapo Elkann sembra essersi lasciato alle spalle il passato turbolento per dedicarsi a progetti di solidarietà come la campagna Never Give Up lanciata a supporto della Croce Rossa per l’emergenza Covid-19 e la sua fondazione Laps con cui sviluppa progetti a favore dei minori. La nuova vita di Lapo Elkann è iniziata probabilmente in seguito al grave incidente avvenuto nel dicembre 2019 a Tel Aviv. Dopo aver rischiato la vita, Elkann, rilascia un video, ancora in convalescenza, in cui spiazza tutti con queste parole:

Da adesso voglio dedicare il mio tempo, il mio cuore e le me mie risorse per fare del bene. Voglio occuparmi della mia Onlus, che non è un capriccio da bambino viziato. Umanamente Lapo non è come lo descrivono in molti, bensì un uomo con il cuore aperto e che vuole fare del bene. Con l’incidente ho capito che questo è il mio nuovo motto.

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

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