sabato, Dicembre 5, 2020

La lettera di Giorgio Armani: “Io non voglio più lavorare così, è immorale”

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Silvia Buffohttp://www.ildigitale.it
Silvia Buffo, 1985. Giornalista e imprenditrice, è founder dell'azienda Identità Digitali e direttore de Il Digitale. Ricercatrice in Letteratura italiana su tematiche di scrittura e web, amante della classicità, filologia e linguaggi. Si occupa di formazione, tenendo a Roma seminari sul Web Writing. Si autodefinisce un’idealista, scrive di innovazione e cultura. “La bellezza è promessa di felicità” è il suo motto, che ha delicatamente rubato a Stendhal.

La crisi del Covid, opportunità preziosa per cambiare il mondo

Oggi Giorgio Armani scrive una lettera al mondo della moda per fare un appello forte contro il “fast fashion”, quella tendenza di avere tutto, in versione usa e getta, sempre a portata di mano senza il rispetto delle stagioni. Un modo di fare moda frivolo e consumistico che è ormai immorale, forse verrebbe da chiedersi se non lo fosse già prima dello scoppiare della pandemia, perché è questa la domanda che dovremmo porci, perché è la ‘normalità il problema’, così come l’abbiamo edificata su modelli insostenibili e distruttivi. Ormai è sotto gli occhi di tutti. Bisogna riorganizzare il mondo nuovo. La lettera di Armani è uno degli inizi più nobili in questa direzione rinnovata.

Non ha più senso che una giacca diventi subito obsoleta e venga sostituita immediatamente

Questo modo di fare moda è immorale, ecco le parole di Giorgio Armani piene di sensibilità, inteligenza e genio innovativo, nella sua lettera:

Il declino del sistema moda, per come lo conosciamo, è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion con il ciclo di consegna continua, nella speranza di vendere di più… Io non voglio più lavorare così, è immorale. Non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente obsoleti, e vengano sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta. Io non lavoro così, trovo sia immorale farlo.

Ho sempre creduto in un’idea di eleganza senza tempo

Il suo classico concetto di eleganza si sposa con un senso di rispetto per dire basta al futile e dannoso consumismo. Continua:

Ho sempre creduto in un’idea di eleganza senza tempo, nella realizzazione di capi d’abbigliamento che suggeriscano un unico modo di acquistarli: che durino nel tempo. Per lo stesso motivo trovo assurdo che durante il pieno inverno, in boutique, ci siano i vestiti di lino e durante l’estate i cappotti di alpaca, questo per il semplice motivo che il desiderio d’acquisto debba essere soddisfatto nell’immediato.

Basta spettacolarizzazione, basta sprechi

L’appello dello stilista è rivolto a tutti, nessuno escluso:

Questo sistema, spinto dai department store, è diventata la mentalità dominante. Sbagliato, bisogna cambiare, questa storia deve finire. Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero. Basta spettacolarizzazione, basta sprechi.

Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite viaggi che inquinano

Giorgio Armani si riorganizza con una nuova gestione della sua azienda, ma non deve essere il solo, l’intero mondo della moda dovrà abbracciare il suo esempio, questa crisi è un’opportunità troppo importante per liberarsi di modelli di vita sbagliati. Continua Armani nella sua lettera:

Da tre settimane lavoro con i miei team affinché, usciti dal lockdown, le collezioni estive rimangano in boutique almeno fino ai primi di settembre, com’è naturale che sia. E così faremo d’ora in poi. Questa crisi è anche una meravigliosa opportunità per ridare valore all’autenticità: basta con la moda come gioco di comunicazione, con le sfilate in giro per il mondo, al solo scopo di presentare idee blande. Basta intrattenere con spettacoli grandiosi che oggi si rivelano per quel che sono: inappropriati, e voglio dire anche volgari. Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite viaggi che inquinano, con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla. Il momento che stiamo attraversando è turbolento, ma ci offre la possibilità, davvero unica, di aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, di ritrovare una dimensione più umana… Questa è forse la più importante lezione di questa crisi.

Che ogni ambito della vita e della società abbracci il suo esempio, fonte di ispirazione e concretezza. Leggi anche: Stop alle pellicce: la California è il primo stato fur-free di Silvia Buffo

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Silvia Buffohttp://www.ildigitale.it
Silvia Buffo, 1985. Giornalista e imprenditrice, è founder dell'azienda Identità Digitali e direttore de Il Digitale. Ricercatrice in Letteratura italiana su tematiche di scrittura e web, amante della classicità, filologia e linguaggi. Si occupa di formazione, tenendo a Roma seminari sul Web Writing. Si autodefinisce un’idealista, scrive di innovazione e cultura. “La bellezza è promessa di felicità” è il suo motto, che ha delicatamente rubato a Stendhal.

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