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La Cassazione: “L’arresto di Carola Rackete era illegittimo”

Respinto il ricorso contro l’ordinanza della gip di Agrigento Alessandra Vella che lo scorso 2 luglio ha rimesso in libertà la comandante della Sea Watch 3. Il legale: "Avevamo ragione noi, non andava arrestata".

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Una vicenda che torna periodicamente alla ribalta. Ora anche la Corte di Cassazione ha dato ragione a Carola Rackete, la comandante della Sea Watch 3 arrestata lo scorso giugno per aver forzato il blocco delle motovedette della Guardia di finanza portando fino al molo di Lampedusa la nave umanitaria con il suo carico di migranti ormai in condizione disperate dopo i molti giorni trascorsi in mare in attesa dell’autorizzazione allo sbarco che Matteo Salvini, allora ministro degli Esteri, non voleva dare.

“La Rackete non andava arrestata”

Questo il verdetto della Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dalla Procura di Agrigento, dopo l’annullamento dell’arresto da parte della gip Alessandra Vella secondo la quale la capitana aveva solo fatto il suo dovere, salvando vite umane e portandole nel porto sicuro più vicino. Motivazioni che, a quanto pare, i supremi giudici hanno ritenuto valide e per questo hanno respinto il ricorso dei pm.

L’avvocato Alessandro Gamberini, ha commentato:

Grande soddisfazione per un provvedimento coerente da un punto di vista istituzionale e giuridico. Ora speriamo bene per il proseguo del procedimento. Avevamo ragione noi, Carola non andava arrestata.

Leggi anche: “Dove eravate quando chiedevamo aiuto?”: Carola Rackete attacca l’Ue

 

di Martina Mugnaini

 

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