mercoledì, Ottobre 21, 2020

Il sindaco di Codogno: “Negazionisti Covid? Vengano a vedere il nostro cimitero”

Passerini: “Mi fanno venire l’ulcera. Da febbraio a maggio sono morte 224 persone, rispetto a una media di 80-90 negli anni passati nello stesso periodo. Ora la situazione è cambiata, bisogna avere attenzione, ma senza psicosi”.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, dice la sua sui negazionisti Covid, esprimendo il desiderio che il prezzo pagato in vite dalla sua città non venga dimenticato. Codogno è stato il primo focolaio italiano ed è stata duramente colpita dall’emergenza sanitaria. Negare l’esistenza del virus è impensabile, ora però, la situazione è cambiata e secondo Passerini “non si può più parlare di stato d’emergenza”. Ha detto il sindaco:

Mi fanno venire l’ulcera i negazionisti del coronavirus, come i deputati che si sono astenuti sulla Giornata nazionale in memoria delle vittime, sostenendo che non è esistito. Vengano quassù a vedere il nostro cimitero.

Sul convegno dei negazionisti Covid

negazionisti Covid
Il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, Lega.

Il sindaco leghista preferisce non entrare in merito alle polemiche seguite al convegno dei negazionisti a cui era presente anche il leader del suo partito Matteo Salvini. Ma sulla Covid incalza:

Il coronavirus non è stata un’invenzione mediatica. A Codogno da febbraio a maggio sono morte 224 persone rispetto a una media di 80-90 negli anni passati nello stesso periodo.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso due giugno era stato in visita al cimitero della città per rendere omaggio alle vittime.

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Lo stato d’emergenza è finito

Certo, oggi la situazione è diversa. Anche a Codogno non si registrano nuovi casi da mesi. Non bisogna abbassare la guardia, dice il sindaco, ma lo stato d’emergenza è finito. Ha detto Passerini:

Ora la situazione è cambiata, è cambiata la gestione della patologia, si fanno molti più tamponi. Bisogna avere attenzione, ma senza psicosi.

Nel nostro territorio le terapie intensive sono vuote, da quasi due mesi non abbiamo un positivo in città e inizieremo lo screening sierologico a tappeto con almeno un test per famiglia.

Codogno guarda al futuro

Codogno è pronta a guardare avanti. E per l’8 agosto, fa sapere Passerini, si sta cercando di organizzare il primo evento in piazza, un concerto jazz. Conclude il sindaco:

Puntiamo ad avere mille persone sedute, il massimo. Ovviamente tutte con la mascherina. Da ordinanza regionale non sarebbe un optional.

Leggi anche: Coronavirus: “Dicevamo che sarebbe stato poco più di un’influenza, oggi siamo attoniti”

Elza Coculo
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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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