giovedì, Gennaio 21, 2021

Il rientro al lavoro ti spaventa? Supera lo stress in 5 passi

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica con un passato nella musica e nel teatro, scrive per il web da diversi anni. Appassionata di scienza, psicologia e viaggi, ama particolarmente passare ore a discutere di personaggi e trame analizzandone caratteristiche, vittorie e incongruenze. Scrittrice di racconti e sceneggiature perché l'immaginazione spesso lo richiede. Giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

Le piogge di Settembre già propizie gonfian sul ramo i fichi bianchi e neri, declamava Gozzano ne “I sonetti del ritorno”, e settembre è probabilmente la cosa che meglio incarna l’idea del ritorno, almeno nelle culture industrializzate. L’estate volge al termine, i lavoratori fanno rientro in azienda, gli studenti si preparano a un nuovo anno tra i banchi e tutte le attività danno il via a una nuova stagione di eventi e servizi. Ma per qualcuno potrebbe non essere così semplice trovare l’entusiasmo di lasciarsi alle spalle le vacanze e ripartire con la routine quotidiana. In questi casi torna utile servirsi di qualche perla di cultura orientale. La chiave di un buon inizio, secondo i giapponesi, sta nell’ambiente intorno. Un luogo ben organizzato aiuta a stimolare la creatività e di conseguenza rende più produttivi. È così che nasce la tecnica delle 5S, 5 piccoli passi per ripartire nel modo migliore.

  1. Seiri: tutto comincia selezionando il necessario

Selezionare ed eliminare dalla postazione il superfluo, vale a dire ciò che non è necessario per lo svolgimento dei propri compiti, è il significato del seiri. Esattamente come pensieri inutili non aiutano la mente, uno spazio lavorativo occupato da oggetti inutilizzati riduce il flusso produttivo.

  1. Seiton: rimettere in ordine per ritrovare ciò che è utile

Seiton è l’arte del riordino: attrezzature, strumenti, materiali e oggetti necessari per lo svolgimento del proprio lavoro devono essere sistemati in modo da poterli trovare subito. Così gli sprechi di tempo si riducono al minimo e ci si può concentrare sul proprio lavoro.

  1. Seiso: un luogo pulito è più accattivante

Molte volte il disordine nasconde sporcizia e carenza di pulizia. Una volta rimesso in ordine, è necessario pulire il luogo dove si passa la giornata lavorativa. Non è solo una questione igienica: un luogo pulito appare inevitabilmente più accogliente e l’umore migliora di conseguenza.

  1. Seiketsu: la chiave è essere organizzati

Il concetto di seiketsu è simile all’idea di standardizzazione delle procedure. Non si tratta di routine o monotonia, che con la produttività hanno ben poco a che fare, ma di fare in modo che le abitudini descritte in precedenza diventino una prassi quotidiana. Prendersi cura dell’ambiente lavorativo deve essere parte del lavoro stesso.

  1. Shitsuke: mantieni i risultati ottenuti attraverso la disciplina

Il concetto di rigore e disciplina è ben radicato nella cultura giapponese. In questo specifico caso, potremmo assimilarla all’idea di costanza. Come accade in tanti campi, una volta raggiunto un obiettivo non è il caso di crogiolarsi sugli allori. Ogni traguardo richiede impegno perché si riesca a non tornare indietro, ogni valore conquistato va mantenuto. Ecco che l’idea di shitsuke chi ricorda quanto è importante dedicarsi con costanza alla cura di ciò che abbiamo migliorato. Dopo questa carrellata di saggezza orientale, è il momento di mettersi all’opera. Compito del mese: rendere il luogo di lavoro un posto in cui recarsi volentieri. Leggi anche: Terminate le ferie, si torna a lavoro: i consigli dei grandi per ritrovare la motivazione   di Marianna Chiuchiolo

Marianna Chiuchiolo
Marianna Chiuchiolo
Laureata in Mediazione Linguistica con un passato nella musica e nel teatro, scrive per il web da diversi anni. Appassionata di scienza, psicologia e viaggi, ama particolarmente passare ore a discutere di personaggi e trame analizzandone caratteristiche, vittorie e incongruenze. Scrittrice di racconti e sceneggiature perché l'immaginazione spesso lo richiede. Giocatrice di ruolo perché immaginare storie è bellissimo, ma viverle è meglio.

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