giovedì, Ottobre 22, 2020

Il 5G causa il coronavirus?

Martina Mugnaini
Martina Mugnaini
Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

In queste ultime settimane l’epidemia di coronavirus ha raggiunto quasi tutti i paese del mondo, diventando una minaccia reale contro la quale i diversi governi sono chiamati a prendere tutte le misure possibili. Ma da dove è nato il coronavirus? Quali sono le cause che lo hanno scatenato e in quale modo si è diffuso così rapidamente? Queste domande legittime anche da parte della comunità scientifica hanno fatto crescere sul web una ricca vegetazione di teorie complottiste più o meno surreali. Una delle più ricorrenti è senza dubbio quella legata alla tecnologia del 5G. Mettiamo in chiaro subito che questa teoria è una bufala enorme, una fake news di proporzioni epiche. Le onde radio non possono creare virus, e nel caso dell’epidemia di covid-19 è proprio di un virus che stiamo parlando. Ma vediamo nel dettaglio come è nata questa teoria.

Il tweet di Gunter Pauli, consigliere economico di Giuseppe Conte

Partiamo da un tweet quanto meno bizzarro del consigliere economico del Premier Conte, Gunter Pauli, che ha fatto intendere chiaramente che potrebbe esserci una correlazione fra la diffusione del coronavirus e la tecnologia 5G.

La scienza deve dimostrare e spiegare la causa e l’effetto. Ma la scienza prima osserva le correlazioni: fenomeni che sono apparentemente associati. Applichiamo la logica della scienza. Qual è stata la prima città al mondo coperta dal 5G? Wuhan! E quale la prima regione 5G d’Europa? Il Nord Italia.

Tutto questo questo in un momento in cui si chiede alle compagnie di telecomunicazioni di potenziare le reti per sostenere l’impennata di traffico che si è registrata negli ultimi giorni e che continuerà a crescere dato che le restrizioni per il momento non accennano a diminuire. Smart working, didattica online, video-riunioni: tutto passa per il digitale. In più il ministro dell’Innovazione Paola Pisano da giorni lavora per chiedere alle aziende del digitale di sostenere la produttività del paese con soluzioni da mettere a disposizione della comunità. Ma il problema è il 5G. Leggi anche: Coronavirus, Boris Johnson ricoverato in ospedale

Le due teorie più diffuse

Sul web possiamo trovare una moltitudine di teorie più o meno strane ma sono due quelle più diffuse e che ricorrono più frequentemente sotto varie declinazioni. La prima afferma che le reti 5G indebolirebbero il nostro sistema immunitario, rendendoci quindi più soggetti a contrarre il coronavirus. Questa teoria, rilanciata nel Regno Unito dal controverso tabloid Daily Star, è scientificamente una bufala. Le onde radio del 5G e le radiazioni elettromagnetiche sono ben sotto il livello di guardia internazionale, addirittura 66 volte in meno del limite oltre il quale possono modificare il Dna e creare gravi problemi alla salute, favorendo l’insorgenza di tumori. La seconda teoria è quasi più assurda della prima. A causa delle reti 5G i batteri riuscirebbero a comunicare e a diffondersi più velocemente e densamente nelle nostre comunità. D’altronde il 5G velocizzerà le nostre comunicazioni perché non dovrebbe portare vantaggi anche a quelle dei batteri? Anche questa ipotesi è stata riportata dallo stesso Daily Star, che cita uno studio del 2011 di alcuni ricercatori della Northeastern University di Boston e di quella di Perugia secondo il quale “i batteri riuscirebbero a comunicare” e diffondersi meglio grazie a un solido supporto elettromagnetico. Stiamo parlando di una studio controverso, mai pienamente accettato e soprattutto dimostrato. Ma in ogni caso si parla del nulla: il coronavirus è, come dice il suo stesso nome, un virus e non un batterio. Se ci fosse bisogno di altre evidenze, basti pensare che ci sono Paesi, come l’Iran, che non hanno nemmeno iniziato la sperimentazione del 5G, ma dove il coronavirus ha fatto comunque un numero molto alto di vittime e contagi. Leggi anche: Coronavirus, ecco cosa ha detto la Regina Elisabetta

Il 5G causa il coronavirus: le smentite della comunità scientifica

Per fortuna in molti sono accorsi a smentire tutte queste false teorie. Come dicevamo, il dato per cui è il 5G a causare la Covid-19 non ha alcuna base scientifica. È ridicolo anche solo pensare una cosa del genere: ogni anno nascono nuovi ceppi del virus dell’influenza, basti pensare che il vaccino va fatto all’inizio di ogni inverno. Perché i virus fanno questo: mutano, cambiano, si muovono. Ribadiamo: il Covid-19 è causato da un virus che si diffonde tramite il contatto da persona a persona, non tramite le onde radio. Non è possibile contrarre il coronavirus usando o smartphone o guardando la tv. Leggi anche: Coronavirus, la sciarpa può proteggerci?

5G e rischi per la salute: cosa bisogna sapere?

Da quando la tecnologia 5G ha iniziato ad affacciarsi nel mondo della tecnologia molti sono stati i dubbi e le preoccupazioni per l’impatto che avrebbe avuto sulla nostra salute. Le sue onde millimetriche funzionano su onde radio ad altissima frequenza. Questi segnali non possono viaggiare per lunghe distanze, ecco perché i ripetitori devono essere vicini tra loro. La paura è che questo tipo di onde possano produrre radiazioni dannose che potrebbero causare cancro al cervello, riduzione della fertilità, mal di testa e altri disturbi. Ma tutto questo rimane nell’ambito della paura irrazionale. La maggior parte degli studi non ha trovato alcun collegamento tra le onde dei telefoni e dei ripetitori e le malattie come i tumori. Lo ha confermato anche la Food and Drug Administration:

Nonostante molte specifiche del 5G rimangano poco definite, è noto che i telefoni cellulari 5G useranno le stesse frequenze per le quali valgono le linee guida della Fcc.

Quello che quindi possiamo affermare con certezza è che il 5G non causa o diffonde un virus.   di Martina Mugnaini

Martina Mugnaini
Martina Mugnaini
Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

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