sabato, Luglio 24, 2021

Green Pass: tutto quello che non potrai fare senza da settembre

Le proiezioni di uno studio riservato mettono in guardia sulla possibilità di una nuova ondata di Covid prima dell'autunno: a quel punto, quanto sarà importante avere il Green Pass?

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Quando il Presidente Macron, a causa della diffusione della variante Delta, ha annunciato l’obbligo di Green Pass per accedere a treni, aerei, bar, ristoranti, centri commerciali e per assistere a eventi molto partecipati, in Francia si è verificato un vero e proprio boom di prenotazioni per immunizzarsi e accedere così alla certificazione verde. Le proteste dei no-vax non si sono fatte attendere: in molte città il malcontento ha portato a scontri tra manifestanti e polizia. A Parigi, in Place de la République, la protesta è esplosa al grido di “Libertà, libertà!”. Il clima è teso e la situazione rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro.

In Italia, con tutta probabilità, le decisioni determinanti verranno prese domani, quando saranno resi noti i dati del monitoraggio dell’Iss. Nel frattempo, lo scontro delle forze politiche in merito all’obbligo di Green Pass è ancora aperto: l’ipotesi più gettonata è quella di una “via italiana”, promossa dalla ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Tale soluzione porterebbe alla valutazione di un’ “estensione” del Green Pass ad altri servizi “nella logica chiave di incentivare il più possibile le vaccinazioni” senza però “inseguire modelli stranieri”. Ma cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro?

La “via italiana” del Green Pass esteso

In Italia, con tutta probabilità, non verrà importato il modello francese, ma l’utilizzo del Green Pass sarà sicuramente ampliato. Al momento, nel nostro Paese il Green Pass viene richiesto solo per matrimoni e cerimonie private, per fare visita agli anziani nelle Rsa, per eventi molto partecipati e per viaggiare in Europa senza restrizioni. Palazzo Chigi sta ora studiando le soluzioni migliori: la più gettonata è quella di un “Green Pass esteso”.

Si tratterebbe di impiegare la certificazione verde per accedere a trasporti a lunga percorrenza, per andare in palestra, in piscina e in discoteca. Ovviamente sono solo ipotesi: alcuni credono che il Green Pass sarà necessario anche per entrare in bar e ristoranti (ma funzionerebbe in modo diverso rispetto a quello francese) e per partecipare ad attività culturali, mentre altri smentiscono. L’unico dato certo sembrerebbe quello dell’obbligo di richiamo per ottenere la certificazione verde: una sola dose non basta più, in quanto non garantisce protezione sufficiente dalla variante Delta.

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Green Pass: l’aumento dei casi e lo studio sulla 4°ondata prima dell’autunno

Green Pass: l'aumento dei casi e la 4°ondata prima dell'autunno

Se la stagione estiva non sembrerebbe risentire particolarmente dei vincoli imposti dalla certificazione verde (salvo sorprese), ci si chiede come cambierà la situazione da qui a settembre. O meglio: a quel punto, quanto sarà importante il Green Pass per svolgere in modo normale tutte le attività quotidiane? L’interrogativo sorge spontaneo, soprattutto se si pensa che molte Regioni potrebbero già dire addio alla sensazione di libertà appena assaporata: i casi di Covid-19 sono aumentati del 75% rispetto alla scorsa settimana e quattro Regioni rischiano di tornare in zona gialla (Abruzzo, Sicilia, Marche, Campania).

Coerentemente alla tendenza europea e mondiale, la variante Delta ha portato alla risalita della curva dei contagi anche in Italia e, stando alle proiezioni, la contagiosa versione del virus potrebbe scatenare una quarta ondata prima dell’autunno. Il monito di Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, è chiaro: “Sul fronte dei nuovi casi si registra un netto incremento settimanale, peraltro sottostimato da un’attività di testing in continuo calo, che rende impossibile un tracciamento adeguato dei contatti”. Nello specifico, il Corriere della Sera ha pubblicato nei giorni scorsi uno studio riservato a disposizione del Governo, che dimostra quanto il rischio di una nuova ondata sia concreto.

Il report mostra come, senza tracciamento e monitoraggio, il rischio è quello di “raggiungere al 30 agosto un numero di casi che potrebbe oscillare tra gli 8 mila e gli 11 mila” e “di arrivare a fine luglio a 3mila nuovi positivi ogni giorno”. Praticamente una quarta ondata. Per scongiurare tale rischio il Governo deve vaccinare. E per vaccinare occorre convincere gli indecisi: il che svelerebbe i veri motivi dietro la discussione sull’obbligo di Green Pass.

Green Pass, quanto sarà importante a settembre? Le ipotesi

Green Pass, quanto sarà importante a settembre? Le ipotesi

Quali sono dunque le prospettive per settembre? Se i casi continueranno a crescere a causa dell’ex variante indiana, una delle possibili ipotesi è quella che nel nostro Paese venga importato il modello francese, in aggiunta al Green Pass “ampliato” italiano. La certificazione verde, a quel punto, potrebbe essere necessaria per andare in luoghi che accolgono più di 50 persone (cinema, musei), per accedere a strutture mediche, a treni, aerei, mezzi pubblici, pullman di lunga percorrenza, discoteche, palestre, piscine, bar, ristoranti, centri commerciali e per assistere a eventi molto partecipati.

Anche il rientro a scuola a settembre è pieno di incognite: un ritorno alla piena normalità è praticamente escluso, anche se il ministro dell’Istruzione Bianchi vorrebbe far tornare in classe tutti gli studenti o, almeno, la maggior parte di loro. In ogni caso, sarà difficile dire addio alla mascherina e al distanziamento all’interno delle strutture scolastiche: con tutta probabilità tali misure di contenimento rimarranno.

Il parere del Cts è chiaro: le modalità da seguire saranno le stesse previste per lo scorso anno. In merito all’obbligo di Green Pass, si dovrà decidere se imporre o meno la vaccinazione come presupposto per il rientro in presenza degli studenti. Al momento, il Cts definisce tale ipotesi “non plausibile: si esclude di poter imporre l’obbligo vaccinale. Anche se le parole del ministro Roberto Speranza sono chiare: “L’arma fondamentale per la ripresa della scuola in presenza è la vaccinazione”.

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Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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