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Lo strano caso dei corsi di esorcismo organizzati dal MIUR

Preghiera di liberazione tra i corsi di formazione sul sito del MIUR. Ma Viale Trastevere prende le distanze: "Non è organizzato da noi".

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C’era una volta il paese della cultura, un museo a cielo aperto di arte e innovazione che diede i natali a menti in grado di fare la storia. Una volta, perché adesso sempre meno fondi vengono dedicati alla cura del patrimonio storico e artistico che il mondo intero ci invidia. Ma noi italiani, si sa, nonostante tutto siamo ottimisti e non perdiamo mai la voglia di sorridere, e stavolta a preservare la cultura del passato e farci ridere di gusto ci ha pensato il MIUR.

Un corso di formazione in esorcismo e preghiera di liberazione per gli insegnanti

Probabilmente a seguito delle recenti polemiche sul numero di Virginia Raffaele durante l’ultimo Festival di Sanremo, tra le proposte formative presenti sulla piattaforma SOFIA sta facendo parlare di sé un originale corso di formazione dedicato a esorcismo e preghiera di liberazione. Quaranta ore di lezione con frequenza obbligatoria al modico prezzo di quattrocento euro per tutti gli insegnanti eccessivamente provati dalla mancanza di educazione degli allievi, o dei loro genitori come qualcuno ha giocosamente suggerito.

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Non è uno scherzo. Il corso si terrà nei mesi di febbraio e maggio a Roma e il programma, consultabile dai docenti accreditati sulla piattaforma, è esaustivo e sorprendentemente dettagliato:

Il corso si propone di descrivere, analizzare e comprendere gli aspetti peculiari del ministero dell’esorcismo e della preghiera di liberazione, approfondendo sia le tematiche direttamente connesse alla pratica dell’esorcismo e a una sua corretta prassi, sia tematiche collaterali (antropologiche, mediche, psicologiche, farmacologiche, criminologiche, legali, ecc.). Compito del corso è anche quello di descrivere e verificare l’incidenza sociale di quei fattori che spingono le persone a rivolgersi agli esorcisti. Inoltre, quello di fornire le necessarie competenze a sacerdoti, medici, psicologi, legali, docenti di ogni ordine e grado e in particolare docenti di religione, per affrontare tematiche di attualità sociale, dotati delle opportune conoscenze e degli adeguati strumenti.

Interessanti tematiche, specchio di un paese sempre più contraddittorio, uno stato dichiaratamente laico dove però l’identità di genere è ancora un argomento spinoso, e in cui dall’educazione sessuale nelle scuole, è proprio il caso di dirlo, Dio ce ne scampi!

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Presentazione del corso sulla piattaforma SOFIA

Il MIUR precisa: “È organizzato e finanziato da un ente esterno”

La notizia ha fatto in breve tempo il giro dei social di molti personaggi di spicco del panorama politico, al punto che il dicastero di Viale Trastevere ha dovuto precisare di non essere responsabile di ciò che viene prodotto e finanziato dalle istituzioni riconosciute. Sì, perché il corso non è organizzato dal MIUR, ma dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che come università accreditata può inserire i propri corsi sulla piattaforma senza la necessità di un controllo o di un’approvazione ministeriale.

Sono i docenti stessi a scegliere liberamente quali corsi di aggiornamento frequentare tra quelli attivi, e i controlli sull’effettiva qualità e validità di questi ultimi vengono effettuati a campione. Nel caso venissero rilevati errori, precisa il Ministero, sarebbe l’organizzatore del corso ad assumersene le conseguenze e le responsabilità.

In questo caso, però, il MIUR non sembra intenzionato a intervenire. Il seminario, così dicono, è dedicato in maniera particolare agli insegnanti di religione cattolica e, cosa ancor più interessante, sembrerebbe essere anche molto richiesto.  In fondo i secoli bui hanno sempre avuto un certo fascino, è innegabile. Del resto siamo Italiani, siamo allegri, siamo nostalgici. A noi preservare il passato è sempre stato a cuore.

 

di Marianna Chiuchiolo

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