sabato, Luglio 2, 2022

Giornata della memoria: la distorsione sull’Olocausto alimentata dal Covid

La distorsione dell'Olocausto ha alimentato l'antisemitismo, che si trova nelle teorie del complotto, nell'incitamento all'odio e nella sfiducia nelle istituzioni democratiche, il tutto esasperato dalla pandemia.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Giornata della memorie per le vittime dell’Olocausto 2022. L’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) – Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto definisce la distorsione dell’Olocausto come azioni o dichiarazioni che cercano di minimizzare, travisare o scusare l’Olocausto. 

Online o offline, la distorsione del genocidio degli ebrei è una forma molto pericolosa di antisemitismo, che si trova nelle teorie del complotto, nell’incitamento all’odio e nella sfiducia nelle istituzioni democratiche, il tutto esacerbato durante la pandemia come abbiamo potuto constatare in questi ultimi due anni.

Giornata della memoria: come la pandemia ha alimentato l’antisemitismo sull’Olocausto attraverso i folli paragoni con gli ebrei

Giornata della memoria: come la pandemia ha alimentato l'antisemitismo sull'Olocausto attraverso i folli paragoni con gli ebrei

Gli oppositori delle politiche di salute pubblica in questi mesi, e ancora continuano a paragonare i loro governi al regime nazista e le loro lamentele alle sofferenze patite dagli ebrei nei campi di sterminio nazisti. 

Ovviamente questi confronti non solo sono falsi, ma sono oltraggiosi oltre ogni dire, e profondamente offensivi per i sopravvissuti e i parenti di coloro che persero la vita nei campi di concentramento.

Un antisemitismo alimentato in maniera pericolosa in questi mesi, quasi a sminuire la più grande tragedia del 900 in confronto alle restrizioni anticontagio, qualcosa che potrebbe sfuggire al controllo, in particolare tra i più giovani che spesso sono vittime inconsapevoli dell’influenza dei propri genitori.

A testimonianza di questo è la notizia di ieri arrivata da Livorno, dove un ragazzo di 12 anni stava parlando con alcuni amici di scuola, prima di essere insultato con riferimenti ai forni crematori e alla Shoah, fin quando non è cominciato un vero e proprio pestaggio. 

È stato il padre del dodicenne a informare il sindaco e poi a presentare denuncia ai carabinieri per ingiuria e lesioni. Le due bulle, studentesse in una scuola superiore di Piombino, sono state identificate: adesso di loro si sta occupando la Procura del Tribunale dei minori di Firenze.

Già in passato il ragazzo era stato bullizzato perché ebreo, con riferimenti offensivi alla religione ebraica. Lo ha confermato il padre, che aveva trovato svastiche sui messaggi che arrivavano al figlio:

Purtroppo nessuno dei ragazzi presenti durante il pestaggio ha aiutato mio figlio e nessuno può voltare le spalle davanti a un episodio così grave.

Non riesco a spiegarmi che cosa è successo, so soltanto che mio figlio era terrorizzato e non dimenticherà mai che cosa è successo. Quando è tornato a casa in lacrime aveva i vestiti sporchi di sputi. È subito corso al lavabo per pulire il giacchetto e la felpa. Era disperato. Un’umiliazione insopportabile. Ho avuto la sensazione d’essere tornato agli anni terribili delle leggi razziali.

Nessuna scusa dalle famiglie delle due ragazze, ne tantomeno dalle due ragazze protagoniste attive dall’aggressione.

Analogie con gli ebrei viste in tutte le piazze d’Italia e d’Europa fatte dai no vax, no green pass e negazionisti del Covid. Dalla stella gialle cucite sul petto fino all’episodio di due mesi fa a Novara dove un gruppo di no green pass hanno sfilato in fila indiana vestiti da deportati.

In tutta Europa i manifestanti no vax hanno appeso effigi nel tentativo di tracciare un parallelo tra i vaccini distribuiti dai governi e i criminali di guerra nazisti che hanno condotto esperimenti medici su ebrei.

In molte città, le persone hanno protestato contro i vaccini indossando stelle gialle, suggerendo che l’editto nazista secondo cui gli ebrei indossavano una stella gialla durante l’Olocausto equivale a richiedere una prova di vaccinazione durante la pandemia, il Green Pass paragonato alla stella gialla insomma.

Questi attacchi alla memoria sull’Olocausto, il genocidio più documentato della storia dovrebbero suscitare allarmi per tutti i membri della nostra società diversificata e democratica.

Per combattere l’odio moderno, non solo contro gli ebrei ma contro tutte le minoranze, dobbiamo salvaguardare la memoria e i fatti. Tutti i cittadini consapevoli dovrebbero essere sensibili all’importanza di preservare le prove dei crimini passati, ricordare ogni vittima, onorare i sopravvissuti e creare opportunità significative per l’apprendimento attraverso il ricordo

Questo 27 gennaio, come ogni anno tutti i cittadini potranno partecipare a programmi commemorativi nelle comunità di tutta Europa. 

Questa verità e le lezioni che offre sulla fragilità della democrazia e sulla responsabilità di tutti i cittadini di resistere all’odio sono oggi più attuali che mai.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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