lunedì, 8 Agosto 2022

Finanza etica, mobilità green ed economia circolare: ecco i cardini del climate change

Con politiche di investimento green si possono sconfiggere i cambiamenti climatici e agevolare la transizione energetica.

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

Si parla sempre più spesso di responsabilità sociale d’impresa, di economia circolare e di finanza etica, ma come sono connessi tra di loro questi concetti?

E in che modo costituiscono dei tasselli fondamentali nella transizione ecologica ed energetica? Ecco come funziona.

Che cos’è la finanza etica?

Con la locuzione finanza etica s’intende una serie di pratiche e di modalità alternative che muovono appunto la finanza non solo verso scopi meramente economici, ma anche e soprattutto verso obiettivi etici di varia natura.

Le origini della finanza etica possono essere ravvisate nelle politiche dei protestanti del XVI-XVII secolo che escludevano dai commerci leciti tutto ciò che fosse in contrasto con la loro religione, come ad esempio il commercio di schiavi o la fabbricazione di armi o ancora la diffusione di alcol e tabacchi.

Con l’apartheid in Sud Africa e la guerra in Vietnam, la finanza etica diventa un modus operandi non solo di singoli cittadini ma anche dei governi che si rifiutano di foraggiare società in qualche modo coinvolte con la guerra e con lo spargimento di sangue.

Anche dalla parte degli investitori inizia a esserci un interesse più oculato nei riguardi di dove e come vengono spesi i propri capitali, ponendo in secondo piano il solo rendimento in favore di requisiti quali la responsabilità ambientale e quella sociale.

La qualità della vita alla base della finanza etica

Secondo il premio Nobel Amartya Sen, alla base della finanza etica ci sarebbero tutte quelle azioni e strategie che mirano, oltre allo sviluppo economico, primariamente a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, producendo un valore stabile e duraturo sul lungo periodo, con un impatto di fatto positivo sia per l’ambiente che per la comunità.

Felicità e finanza quindi non sarebbero più agli antipodi della vita in società, ma un fine unico legato a doppio filo con azioni virtuose nel campo di salvaguardia della natura, di occupazione e di progresso.

I principi di una finanza sostenibile

Alla luce di quanto appena detto, i principi su cui si fonda la finanza etica sono immediatamente intuibili.

In primo luogo, l’esclusione da qualsiasi tipo di investimento di settori che riguardano la sfera “non-etica”, quali energia “sporca” – nucleare, petrolio, carbone -, gioco d’azzardo, armi e così via.

Sotto la lente di ingrandimento etico finiscono anche le aziende e le società che in passato hanno avuto a che fare con episodi di corruzione, inadeguata tutela dell’ambiente o dei lavoratori, che vengono quindi penalizzate dai flussi di investimento.

Al contrario, vengono incoraggiate le aziende che mettono in pratica la responsabilità sociale d’impresa, attraverso progetti volti al benessere dei propri lavoratori o dell’ambiente in cui operano.

Leggi anche: Economia circolare, che cos’è, cosa implica e come si realizza

Finanza etica e mobilità green contro il cambiamento climatico

In Italia, secondo gli ultimi studi effettuati da Ener2Crowd, piattaforma di crowdfunding ambientale ed energetico, i punti chiave su cui bisogna ancora insistere per centrare gli obiettivi di sostenibilità contro i cambiamenti climatici sono due: finanza etica e mobilità green.

I due settori infatti sono ancora troppo poco sviluppati e interconnessi, ma il margine di miglioramento c’è ed è abbondante, anche considerando il fatto che gli italiani sono sensibili alle tematiche più “impellenti”: raccolta differenziata, energia e alimentazione.

Basti pensare che in Italia ci sono 60 automobili ogni 100 abitanti per capire che qualcosa deve essere rivisto sostanzialmente. Per rilanciare politiche di mobilità green occorre smuovere anche il lato della finanza etica, che ha capitali di risparmio pari a 4.000 miliardi di euro che aspettano solo di essere investiti in modo oculato e intelligente.

Puntando sull’economia circolare appena il 2% della ricchezza pro-capite, saremmo in grado di dimezzare le emissioni individuali di anidride carbonica

Leggi anche: Mobilità elettrica, di che si tratta e cosa bisogna sapere

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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