lunedì, Settembre 26, 2022

Festival di Venezia 2022: i 5 film più discussi del momento

La mostra del cinema di Venezia è l'evento più acclamato dell'anno dove vengono presentate le pellicole più emozionanti del panorama cinematografico. Ecco i 5 film più criticati.

Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

Il Festival di Venezia, come ogni anno, dà vita alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica più pazzesca di sempre.

La Biennale, dopo il periodo di stop causato dalla pandemia, vuole tornare a celebrare la settima arte con l’amato pubblico del red carpet e con le sale a capienza massima.

La 79esima edizione del Festival di Venezia ha onorato il ritorno alla normalità, presentando pellicole e titoli avvincenti. Dopo ben otto giorni di festa, possiamo stilare una classifica dei 5 film più criticati.

Festival di Venezia: ecco i 5 film più discussi

I film più di tendenza presentati al Festival del cinema di Venezia sono sei: “The Son” di Florian Zeller con protagonista Hugh Jackman, “Saint Omer” di Alice Diop, “White Noise” di Noah Baumbach, “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio ed infine Bones And All” di Luca Guadagnino.

1. “The son”: la pellicola sulla famiglia e le malattie mentali

Hugh Jackman colpisce ancora, ed anche questa volta lo fa in grande stile. Il film, di cui l’attore australiano è il protagonista, è l’adattamento di un testo teatrale girato in Francia. La storia racconta le vicende di una famiglia separata che si ritrova a dover lottare per riunirsi.

Jackman ha spiegato, durante il Festival di Venezia, che questo ruolo ha completamente modificato il suo comportamento da genitore.

L’amore non è sempre sufficiente per salvare qualcuno.

Come genitori ci hanno sempre insegnato ad essere forti, indipendenti, in grado di affrontare qualsiasi cosa che riguardi i nostri film e invece io ho imparato a condividere le mie vulnerabilità con i miei ragazzi, di 17 e 22 anni.

Acquistato per l’Italia da 01 distribution, verrà trasmesso prossimamente nelle sale italiane. La regista, Laura Dern ha commentato: “Siamo usciti dalla pandemia, sappiamo che ha scatenato delle crisi relative alla salute mentale, una delle parti più importanti del viaggio riguarda il fatto che quando ci sentiamo soli, impotenti, possiamo rivolgerci a persone che hanno già dovuto affrontare queste cose”.

2. “Saint Omer”: la rivisitazione contemporanea del mito di Medea

Questo film rappresenta un perfetto mix tra report di cronaca e un racconto ultra sensibile che si pone l’obiettivo di andare a scandagliare le motivazioni che portano una madre a compiere un infanticidio.

Alice Diop è riuscita a narrare con un fatto di cronaca realmente avvenuto, la complessità di un dramma che affligge ancora i nostri giorni.

Ha spiegato durante una dichiarazione, le motivazioni che l’hanno portata a girare questa pellicola.

Nel giugno del 2016 ho assistito al processo di una donna che aveva ucciso la figlioletta, abbandonandola su una spiaggia in Francia con l’alta marea.

Ho voluto girare questo film per sondare l’indicibile mistero di essere madre.

3. “White Noise”: le teorie complottiste dell’America moderna

Questo film contiene al suo interno molti temi, tra cui commedia, satira, dramma e thriller. Racconta la storia di una famiglia americana intrappolata nelle insicurezze della vita moderna.

É il ritratto della cultura americana dominata dall’abbondanza, dal consumismo e dalla paura. Rumore bianco è l’esatta proiezione dell’angoscia americana, si tratta della versione caricaturale del nostro mondo, in cui spicca l’interpretazione di Adam Driver che si dimostra ancora un volta un attore versatile ed elastico.

White Noise ” è stata un’ottima apertura al Festival di Venezia, capace di colpire il pubblico con la complessità dei suoi contenuti.

4. “Il signore delle formiche”: una drammatica vicenda che intreccia fascismo e omofobia

Il signore delle formiche ripercorre interamente le scene di un processo degli anni ’60 che videro Aldo Braibanti, poeta, drammaturgo, mirmecologo, ex partigiano, ex dirigente comunista accusato per un plagio d’amore tra lui e un suo studente maggiorenne.

Questo film si impegna a raccontare la storia politica e sociale di un’Italia del 1968, in cui i pensieri rurali e conservatori della società dell’epoca, definivano gli standard educativi delle famiglie.

Un’intellettuale post-bellico si ritrova completamente da solo ad affrontare la battaglia per scardinare la cosiddetta buona morale dell’Italia.

Una pellicola intensa, emozionante che tiene lo spettatore con il fiato sospeso e con gli occhi spalancati in cerca di verità e di giustizia per una situazione che non si discosta più di tanto da quella attuale.

5. “Bones And All”: una macabra storia d’amore

Luca Guadagnino punta di nuovo sul talentuosissimo Timothée Chalamet per narrare le vicende di una storia d’amore avvincente, vibrante ma allo stesso tempo macabra.

Il film è ambientato negli anni ’80 nel Virginia, una ragazzina è costretta a fuggire dopo aver mangiato il dito di una sua amica che le stava mostrando lo smalto appena messo.

La ragazza, aiutata dal padre, scappa per non essere linciata dalle compagne e finire in prigione. Decide di mettersi sulle tracce della madre, scomparsa anni prima ed anch’essa cannibale, e finisce, durante il viaggio, per imbattersi nel giovanissimo Timothée Chalamet, di cui si innamora follemente.

I due finiscono per stare insieme e vivere la loro strana storia d’amore. É un film crudo da assaporare lentamente.

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Melissa Matiddi
Esperta in comunicazione e digital marketing, studia lo yoga e le discipline orientali. Ama creare, leggere e viaggiare. Silenziosa ma rumorosa, è sempre pronta a varcare nuovi orizzonti.

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