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Elon Musk: “Renderò pubblici i brevetti di TESLA”

"Se qualcuno è in grado di migliorare quello che abbiamo fatto finora, sarebbe sciocco non sfruttarlo", ha detto l'imprenditore che sta cambiando il mondo. Ma c'è chi pensa che il suo fine potrebbe essere un altro.

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Elon “The Mask” fa parlare ancora di sé.
Il patron di Space X, e prima di Pay Pal, ha deciso di rendere pubblici i brevetti di TESLA: la più grande compagnia di auto elettriche al mondo.

Se c’è qualcuno in giro, ha detto in summa Musk, che può migliorare quello fatto da noi finora, sarebbe sciocco non sfruttarlo.

E il verbo sfruttare non è utilizzato a caso, perché se da un lato l’azione appare nobile e decorosa, per il bene e lo sviluppo tecnologico dell’umanità, dall’altro sembrerebbe strizzare un poco l’occhio a una certa decentralizzazione semi-gratuita di produzione, “sfruttando” anche il fatto che Musk e le sue compagnie contano ondate di follower e drudi da veri e propri influencer del terzo millennio.

Ma è appunto questo il Terzo Millennio, bellezza, e tu non puoi farci niente. Oppure sì – comprendendo i sottili meccanismi di questo post-capitalismo che veste il vestito migliore e sorride all’ambiente, ma poi genera sontuosi profitti su vecchi paradigmi… Una sorta di “stalinismo di mercato”, come lo definirebbe il filosofo e sociologo suicida Mark Fisher.

Un Giano Bifronte che, dipendente anche dalle nostre azioni e scelte (chissà), essendo forse sul viale del tramonto, potrebbe anche generare un nuovo modello economico davvero più sostenibile. Elon Musk ha infatti affermato che Tesla da sola non potrà salvare la Terra: un invito a tutte le altre tech companies a salire a bordo del carrozzone capital-ambientalista.

di Alessandro Isidoro Re
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