martedì, 11 Maggio 2021

Elettricità wireless: dalla Nuova Zelanda la rivoluzionaria trasmissione senza fili

Basta tralicci. La startup Emrod produrrà elettricità wireless a lunga distanza: il Governo neozelandese ha già avviato una partnership con l'azienda.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

L’elettricità wireless esiste e potrebbe cambiare tutto. Siamo ormai abituati all’immagine di panorami di natura incontaminata imbruttiti dalla presenza di tralicci, cavi sospesi e linee elettriche. Ma sappiamo che questi enormi giganti di metallo disseminati qua e là rappresentano l’unico modo efficace per trasportare energia elettrica. O, almeno, ne eravamo convinti.

La startup neozelandese Emrod ha infatti elaborato un’idea dalla portata a dir poco rivoluzionaria: quella di produrre elettricità wireless a lunga distanza.

A credere in questo progetto non sono solo gli studiosi che l’hanno messo a punto: il Governo neozelandese ha avviato una partnership con la startup. E anche la Powerco, il secondo distributore più importante di energia elettrica in Nuova Zelanda, ha concesso ampi finanziamenti ad Emrod, dimostrando piena fiducia nel progetto.

In realtà, modelli di tele-energia elettrica sono stati già applicati in ambito spaziale e militare, ma nessuno aveva ancora pensato alla possibilità di fornire una concreta alternativa commerciale alle tradizionali infrastrutture energetiche pubbliche. E, guardando ancora più avanti, il modello di trasferimento di energia wireless potrebbe coinvolgere un numero sempre più ampio di Paesi, andando così a rivoluzionare il modo di trasportare l’elettricità, con tutti i vantaggi del caso: portare energia laddove sia necessario, oppure in luoghi dove non sia possibile sfruttare i sistemi tradizionali di distribuzione dell’elettricità.

Elettricità wireless: come funziona la tecnologia Emrod

Elettricità wireless: come funziona la tecnologia Emrod

Per trasformare in realtà il progetto della distribuzione di elettricità wireless, Emrod utilizza antenne rettificatrici che trasmettono microonde elettriche da un punto all’altro: dunque niente più fili o simili.

Come funziona l’elettricità wireless

Il meccanismo che permette tutto ciò funziona così: un’antenna trasmittente si occupa di trasformare l’energia in radiazione elettromagnetica. Tale fascio di microonde viene deviato dai relè, che lo indirizzano ad un’antenna ricevente, detta “rectenna”, che convertirà le microonde in corrente continua, poi distribuita localmente in modo tradizionale.

Il modello utilizzato nell’ambizioso progetto di Emrod non rappresenta una novità: il meccanismo è molto simile a quello dei comuni sistemi radio, ma in quel caso l’energia necessaria per rendere il segnale fruibile è piuttosto bassa. Senza contare che l’idea di trasmettere elettricità wireless attraverso l’aria creando un campo magnetico tra circuiti separati è stata un’intuizione elaborata già nel 1890 da Nikola Tesla che però, per ovvi motivi, non aveva potuto realizzarla.

Ma Emrod oggi può: grazie ad elementi radio e modelli a onda singola è possibile creare un fascio collimato che non si diffonde quando si propaga, così da poter essere allineato, anche grazie a metamateriali ingegnerizzati. Il che rappresenta una svolta fondamentale almeno per due motivi:

  • Un fascio mirato di energia permetterebbe di addebitare i costi dell’elettricità, che in caso contrario potrebbe essere semplicemente “raccolta” dall’aria.
  • Utilizzare un fascio stretto invece di irradiare energia in tutte le direzioni limiterebbe ampiamente la propagazione del flusso di energia dell’onda nello spazio, che in situazioni normali si ridurrebbe drasticamente anche a brevi distanze dalla sorgente.

Ed è proprio questo meccanismo che permette di distribuire l’energia ovunque, anche in quei luoghi che non possono sostenere tralicci. Tale processo, tra l’altro, non porta alla dispersione di radiazioni e ha quindi un impatto ecologico positivo: un elemento di primo piano da non sottovalutare in un mondo sempre più indirizzato verso una svolta green.

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Elettricità wireless: esistono dei rischi?

Elettricità wireless: esistono dei rischi?

Quanto elaborato dalla startup Emrod sembra rappresentare la nuova e rivoluzionaria frontiera della distribuzione di energia elettrica, che potrebbe aprire a scenari completamente nuovi. Ma, nella realtà dei fatti, esistono dei rischi nel produrre elettricità wireless a lunga distanza? Se sì, quali sono?

Come in tutti i progetti di questo tipo, ci sono, anche se nei limiti, dei rischi. Secondo quanto dichiarato dai membri della startup, una breve esposizione accidentale ai fasci di microonde (considerata la bassa densità di energia) non dovrebbe causare danni né a persone né ad animali.

Per prevenire eventuali incidenti Emrod ha comunque messo a punto un sistema di copertura dei raggi tramite “tende laser” disposte lungo il circuito, che dovrebbero pure rilevare la presenza di uccelli o elicotteri lungo il raggio, interrompendo immediatamente per il tempo necessario la trasmissione delle microonde.

L’energia continuerebbe comunque ad essere trasmessa grazie alle batterie di accumulo poste all’estremità ricevente.

Elettricità wireless, il fondatore di Emrod, Kushnir: “Noi i primi ad avere una soluzione commercialmente valida”

Elettricità wireless, parla il fondatore di Emrod, Kushnir: "Noi i primi ad avere una soluzione commercialmente valida"

Greg Kushnir, il visionario fondatore di Emrod, non ha mai nascosto il suo entusiasmo riguardo l’ambizioso progetto di una distribuzione dell’elettricità wireless, specie in relazione all’alto grado di efficienza e alla quasi totale assenza di perdita di energia garantita dal meccanismo messo a punto dalla sua startup. Ha detto:

L’efficienza di tutti i componenti che abbiamo sviluppato è piuttosto buona, quasi il 100%.

Non siamo i primi ad applicare questa tecnologia, ma siamo i primi ad avere una soluzione commercialmente valida.

La startup ha realizzato un prototipo di piccole dimensioni che è riuscito a trasportare alcuni Watt per poche decine di metri, ma ne realizzerà uno più grande per la Powerco, che verrà poi testato in laboratorio prima di essere utilizzato sul campo.

Inizialmente il dispositivo potrà fornire pochi Kilowatt di potenza, ma in futuro, sottolinea Kushnir:

Possiamo utilizzare la stessa tecnologia per trasmettere 100 volte più potenza su distanze molto più lunghe.

I sistemi wireless che utilizzano la tecnologia Emrod possono trasmettere qualsiasi quantità di corrente di alimentazione trasmessa da soluzioni cablate.

Il sogno di diffondere energia elettrica in qualsiasi punto del nostro pianeta attraverso grandi antenne, ma senza il bisogno di reti e fili, sembra quindi farsi realtà. Emrod ha aperto una nuova finestra sul futuro.

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Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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