domenica, Gennaio 24, 2021

Chi è Edward Snowden, la talpa del Datagate

La storia del whistleblower statunitense che ha denunciato l'uso illecito e anticostituzionale di programmi di spionaggio da parte della Nsa e dell'intelligence di altri paesi.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

Edward Snowden, la storia del whistleblower statunitense, che ha denunciato pubblicamente dettagli oscuri, e ovviamente segreti, di alcuni programmi di sorveglianza di massa del governo sia statunitense che britannico, ormai è rifugiato a Mosca da anni. La possibilità di un ritorno in patria sembra ancora lontana, ma allo stesso tempo più prossima di quanto almeno inizialmente sperato. Una storia di coraggio pagato con anni di lotte a caro prezzo che non può non essere ricordata e celebrata come quella di un uomo che ha saputo ribellarsi all’ingiustizia, persino contro il suo stesso Stato. Un esempio di lotta all’abuso di potere e all’omertà che dà speranza come testimonianza che esistono ancora fautori e difensori della verità.

La storia Edward Snowden, la talpa del Datagate

Edward Snowden, la talpa del Datagate
Edward Snowden, la talpa del Datagate.

Edward Snowden è la talpa del Datagate, colui che, rendendo pubblici tra i 15 e 20 mila documenti top-secret, ha dato il via a divulgazioni sulla sorveglianza e compromissione di massa iniziate a cavallo tra il 2012 e 2013. Una serie di inchieste che avevano nel mirino la collaborazione della Nsa con i servizi di intelligence di altri paesi. Uno scandalo che ha coinvolto non solo la National Security Agency, che nel sua attività di spionaggio trovava supporto dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia, ma anche note società private quali Verizon, Telstra, Google e Facebook.

Edward Snowden e le indagini sugli illeciti USA

É proprio grazie al coraggio e all’audacia di Snowden che è stata gettata luce su invasivi e pericolosi programmi capaci di intercettare tramite internet e reti telefoniche utenti di ogni angolo del mondo. Programmi come PRISM, XKeyscore e Tempora, nati nell’ambito di operazioni antiterroristiche e volti alla sicurezza nazionale, hanno finito per essere utilizzati come mezzi illeciti di indagine sulla politica estera e la stabilità economica di altri paesi. Strumenti abusivi per rilevare informazioni riguardati soggetti economici pubblici e privati, insomma, potentissime armi nelle mani degli Stati Uniti. Ex tecnico della CIA e ex collaboratore della Nsa, Edward Snowden ha denunciato tutto questo, quell’appropriazione illecita di fatti e notizie mediante l’uso di espedienti illegittimi.

Leggi anche: Privacy nel mirino sui social network

L’unica via di salvezza di Snowden: l’esodo

Porsi contro lo Stato è un atto di eroismo. Il singolo che sfida l’autorità nazionale lo fa con la matematica certezza che le conseguenze arriveranno, saranno gravi e persino pericolose. La storia ci ha fornito innumerevoli e dolorose testimonianze di cosa significhi denunciare di abuso di potere proprio coloro che dovrebbero, invece, impiegare mezzi e capacità a servizio del benessere dei cittadini e che per esso si prodigano.

Contro l’intelligence e il deep state, Edward Snowden, accusato di aver violato l’Espionage Act del 1917 e di furto di proprietà del governo, è dovuto fuggire. Dopo aver cercato rifugio a Hong Kong, asilo in America Latina, la talpa trova nuova dimora a Mosca. Ottenuto il diritto di asilo per il primo anno e il diritto di restare per i successivi tre, lo scorso 22 ottobre annuncia di aver ottenuto il permesso di soggiorno illimitato grazie alle riforma della legge russa sull’immigrazione. Tale legge consentirebbe ai richiedenti di poter mantenere la doppia cittadinanza: Snowden, non ha certo intenzione di rinunciare alla proprio nazionalità, anzi, nutre ancora la speranza di poter far presto ritorno in patria.

Snowden, patriota o nemico della patria?

Trump 'promette' di occuparsi del caso Snowden
Trump ‘promette’ di occuparsi del caso Snowden.

Di fronte alle accuse mosse da Snowden, i dirigenti dell’intelligence negano di essere a conoscenza dei procedimenti illeciti di cui sono imputati, le prove però li costringono a un imbarazzante dietrofront che fa ben presto pendere l’ago della bilancia verso ex contractor della Nsa. Mentre Barack Obama avvia riforme sulle norme per sorveglianza, ma tergiversa sul trattare il caso, seppur non rinunciando a perseguire lo ‘spione’, Donal Trump promette di affrontare la questione. Anche questa, forse, tra le bugie del Wall of Lies: una promessa mai mantenuta. La giustizia tarda sette anni ad arrivare, ma finalmente, lo scorso settembre è arrivata. Contro le accuse di tradimento, Edward Snowden ha la sua rivincita e chiosa su Twitter:

Non avrei mai immaginato che sarei vissuto per vedere i nostri tribunali condannare le attività della Nsa come illegali e nella stessa sentenza vedermi attribuito il merito per averle rivelate.

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”: citazione apocalittica quasi di dovere.’Plausibilmente’, nessuno si aspettava ‘così presto’ l’arrivo della sentenza con la condanna della Nsa per l’uso di programmi illeciti e forse anche incostituzionali. Una battaglia vittoriosa per la difesa dei diritti civili e della privacy, ma anche segno di un meccanismo ‘checks and balances’ reale ed efficace.

Che si possa ottenere giustizia anche contro gli strapoteri è un glorioso traguardo che celebra la virtù di un’audace e che si auspica sia da esempio per chiunque sia testimone di abuso e sopraffazione. Doveroso riflettere su casi come questo che dimostrano che, anche in una società fatta perlopiù di indifferenti, il desiderio di riscatto può ancora ardere e persino bruciare.

Leggi anche: Oltre 20mila bugie di Trump trascritte per formare un muro: ecco il Wall of Lies

Snowden, il film

Snowden, il film di Oliver Stone
Snowden, il film di Oliver Stone.

Il 26 novembre Rai Movie ha scelto Snowden, l’avvincente spy story diretta da Oliver Stone in cui Joseph Gordon-Levitt offre un’incredibile interpretazione, molto apprezzata anche dai genitori della stessa talpa. Un film che suscita pareri contrastanti, ma che sollecita curiosità e attenzione proprio perché basato su fatti reali. Snowden lo commenta così:

Non credo che nessuno sia ansioso di vedere un film su se stesso, in particolare una persona che è stata derubata della sua privacy, ma il film mi è piaciuto molto, è una rappresentazione dei fatti abbastanza accurata.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

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