lunedì, Ottobre 18, 2021

Green Pass obbligatorio per i lavoratori pubblici e privati dal 15 ottobre: cosa prevede il decreto

Dal 15 ottobre per entrare in fabbrica, in ufficio, negli studi professionali e in qualsiasi altro luogo, sarà necessario mostrare la certificazione verde. Oggi il decreto in Cdm, sì dei sindacati. Ecco cosa prevede il provvediemento.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Decreto unico Green Pass. Il Premier Mario Draghi l’aveva promesso: “a breve ci sarà una nuova estensione” degli obbligati alla certificazione verde. E la svolta è arrivata: dal 15 ottobre per entrare in fabbrica, in ufficio, negli studi professionali e in qualsiasi altro luogo, sarà necessario mostrare la certificazione verde. In breve, il Green Pass sarà un obbligo per tutti i lavoratori, pubblici e privati. Rimangono fuori da tale provvedimento pensionati, casalighe e discoccupati. L’obiettivo del Governo adesso è quello di incrementare le vaccinazioni, prima dell’arrivo del freddo e della potenziale risalita dei casi. In tre, massimo quattro settimane, Draghi vuole raggiungere un numero di vaccinati tale da poter permettere al nostro Paese di entrare “in una zona di sicurezza”.

Ma più che di “immunità di gregge”, a Palazzo Chigi si parla di “immunità sociale”, quella definita dai numeri del generale Figliuolo, a cui già saremmo molto vicini: 44 milioni di italiani vaccinati su 54 vaccinabili, 5 milioni in più rispetto ai 39 milioni che hanno già ricevuto la seconda dose, ovvero l’81,7% della platea. Adesso si punta agli indecisi. Se la strategia dell’obbligo di Green Pass a lavoro non dovesse migliorare l’andamento dei contagi, allora l’esecutivo potrà prendere seriamente in considerazione la via dell’obbligo vaccinale.

In ogni caso, ieri il Premier, al tavolo con i vertici di Cgil, Cisl e Uil, ha spiegato i motivi di tale estensione: “Dobbiamo tornare alla normalità, con la ripresa delle attività in presenza. Abbiamo deciso di estendere il Green Pass perché è uno strumento che funziona, accettato dalle persone e monitorato. Una soluzione più accomodante rispetto all’obbligo vaccinale. Dopo il colloquio coi sindacati, oggi alle 10 e 30 il Presidente del Consiglio ha riunito a Palazzo Chigi la cabina di regia coi capi delegazione dei partiti, poi la ministra Maria Stella Gelmini sarà a colloquio con i Presidenti di Regione. Soltanto alle 16 si terrà il Cdm per il via libera al nuovo decreto.

Decreto unico Green Pass: sanzioni fino a 1000 euro, no di Draghi ai tamponi gratuiti voluti dai sindacati

Decreto unico Green Pass: sanzioni fino a 1000 euro, no di Draghi ai tamponi gratuiti voluti dai sindacati

Oggi 13,9 milioni di lavoratori hanno già il Green Pass, mentre 4,1 milioni ancora non lo possiedono. Col decreto unico Green Pass in vigore dal 15 ottobre, chi non lo ha, dovrà munirsene: l’obbligo riguarderà perciò un totale di circa 18 milioni di persone. Dal 15 ottobre per entrare in uffici pubblici o privati, ma anche (probabilmente) per accedere a studi professionali, negozi e ristoranti, sarà necessario avere il Green Pass, quindi aver fatto un tampone, essere vaccinati o essere guariti dal Covid-19. Tale obbligo si applicherà pure ai tribunali e, forse, agli organi costituzionali: i sindacati chiedono la certificazione obbligatoria anche per entrare in Parlamento.

Le sanzioni rimangono quelle del precedente decreto: chi si presenta al lavoro senza certificazione verde rischia una multa dai 400 ai 1000 euro, oltre che provvedimenti disciplinari in base alla categoria di appartenenza. Multa che può essere aumentata in caso di contraffazione del documento: in questo caso può scattare la denuncia. Come richiesto dai sindacati, sarà previsto espressamente il divieto di licenziare il dipendente privo di Green Pass. Tra le ipotesi ancora al vaglio, c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, con la possibilità di procedere gradualmente tra l’1 e il 15 ottobre.

I controlli verranno fatti con le stesse modalità di adesso: all’ingresso di uffici e aziende i dipendenti mostreranno il Green Pass a un responsabile delle verifiche, individuato dai vertici aziendali (come accade nelle scuole). Cgil, Cisl e Uil, al tavolo con l’esecutivo, sono tornati a chiedere di intraprendere la strada dell’obbligo vaccinale, ritenendo il Green Pass una misura discriminatoria che spinge surretiziamente alla vaccinazione. Il no di Draghi, al momento, è deciso.

Poi, è stata esposta l’altra richiesta dei sindacati, quella di tamponi gratuiti (che è anche una misura voluta dalla Lega): Landini ha sottolineato che “siccome per avere il Green Pass si prevede anche il tampone, noi abbiamo ribadito che le persone non devono pagare per andare a lavorare. Ma il Premier ha chiuso pure a tale ipotesi, che disincentiverebbe le vaccinazioni, e ha detto: “gli oneri dei tamponi saranno a carico di chi non vuole vaccinarsi, non certo della collettività”. La promessa è calmierarne i prezzi nelle farmacie che non l’hanno già fatto.

Decreto unico Green Pass: obbligo di prezzi calmierati per i tampni, la Lega fa qualche passo indietro

Con l’arrivo del decreto unico Green Pass, la promessa è calmierare i prezzi dei tamponi nelle farmacie che non l’hanno già fatto (dato che ognuna può praticare i prezzi a libero mercato), almeno fino alla fine di quest’anno. Il tampone sarà gratuito per chi non può vaccinarsi per ragioni mediche, costerà invece 8 euro per i minorenni e 15 euro per i maggiorenni.

I lavoratori pubblici e privati che non avranno la certificazione saranno considerati “assenti ingiustificati”: dopo 5 giorni di assenza ingiustificata “il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti retribuizione e altri compensi o emolumenti”. La sospensione del lavoro non è qualificabile come sanzione disciplinare.

La Lega, alla fine, è stata costretta a fare qualche passo indietro. Nonostante Salvini si sia sempre espresso contro l’idea di estendere il Pass “a tutti gli italiani”, oggi il compagno di partito Giancarlo Giorgetti, che ha affiancato Draghi assieme a Speranza, Orlando e Brunetta al tavolo coi sindacati, ha espresso chiaramente il suo favore alla misura, che piace anche ai governatori leghisti del Nord.

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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