martedì, 11 Maggio 2021

Daltonismo, ecco cosa e come vede chi ne è affetto

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

I colori sono una componente fondamentale del nostro quotidiano cui tuttavia non prestiamo grande attenzione, eppure chi è affetto da daltonismo darebbe letteralmente un occhio della testa per poterli vedere!

Pensate a un bel tramonto, a un’escursione nei boschi, alla luce del sole che brilla su un panorama mozzafiato privati delle loro tinte brillanti, quanto fascino perderebbero?

Ma cos’è il daltonismo e come vedono i daltonici? Da cosa dipende? Facciamo un giro nel mondo dei – pochi – colori daltonici.

Daltonismo ereditario

La cecità ai colori o discromatopsia, meglio nota come daltonismo dal cognome di John Dalton, il primo studioso che descrisse scrupolosamente la patologia nel 1794 di cui era egli stesso affetto, è un’anomalia nella percezione dei colori.

Diversi sono i gradi di daltonismo, dalla rarissima acromatopsia, ossia completa cecità ai colori, alla discromatopsia, la cecità parziale o la poca sensibilità a determinate lunghezza d’onda di colore.

Il cromosoma X

Cosa causa il daltonismo? Alla base della carenza di sensibilità ai colori puri risiede una mutazione sul cromosoma X che impedisce il corretto sviluppo degli specifici coni fotorecettori per i 3 colori rosso, verde e blu.

Questo è il motivo per cui sono prevalentemente i maschi a soffrire di daltonismo ereditario: avendo solo una X nel loro corredo genetico è più probabile che sviluppino la sindrome rispetto alle femmine che ne hanno due.

Daltonismo acquisito

Esistono poi alcune malattie che possono determinare daltonismo perché interessano o ledono il nervo ottico, alterandone il funzionamento. Anche l’assunzione di alcuni tipi di farmaci può creare delle anomalie nella percezione dei colori.

Come vede un daltonico

Volete provare a vedere come vede un daltonico? Un sito inglese ha ricreato perfettamente i diversi tipi di discromatopsia per far capire meglio cosa e come vedano le persone affette da quest’anomalia.

Sebbene possa sembrare un disturbo minore, purtroppo può essere debilitante in molte occasioni della vita quotidiana, come leggere le mappe o comprendere tutti quei segnali convenzionali che si basano sul colore. C’è da dire, però, che i daltonici sono in grado di distinguere meglio il movimento proprio perché meno “distratti” dalla confusione mentale creata dai colori.

Quali sono i colori più difficili da riconoscere?

Avrete certamente sentito dire che i daltonici non vedono né rosso né verde, ma questa affermazione, solo parzialmente veritiera, di sicuro non è completa.

Esistono infatti diversi tipi e gradi di daltonismo, che dipendono dalla più o meno sviluppata capacità dell’occhio di “vedere” ossia distinguere tonalità che afferiscono alla stessa emissione di onde luminose.

Rosso: protanopia

Daltonismo, protanopia

Questo tipo di difetto di visione, dopo la cecità per il verde, è quello più conosciuto e diffuso. La protanopia, l’insensibilità al primo colore fondamentale, il rosso, non permette di visualizzare la componente del relativo colore da parte di chi ne soffre. Se il disturbo non è totale, si parla di protanomalia.

I rossi assumono un colore molto più scuro e opaco, così come tutti gli altri colori, quali il viola, il marrone, l’arancione e così via, che sono composti dall’associazione del rosso con un’altra tinta.

Verde: deuteranopia

Daltonismo, deuteranopia

Chi non ha i coni fotorecettori del secondo colore, il verde, è affetto da deuteranopia, la tipologia di daltonismo più diffusa in assoluto. I verdi, come nel caso precedente, sono percepiti come spenti, smorti, privi di brillantezza e tendenti quasi tutti a un colore indefinibile.

Di solito protanopia e deuteranopia sono associate.

Blu: tritanopia

Daltonismo, tritanopia

L’ultimo tipo di daltonismo, e anche quello meno diffuso, è la tritanopia, la mancata sensibilità al terzo colore, il blu. In questo caso il giallo viene visto come bianco, il verde tende all’azzurro e al turchese, i viola e tutti i colori con il blu assumono tinte rossastre.

Leggi anche: Colori arcobaleno, quanti sono e cosa significano

Test daltonismo: come funzionano e cosa testano

Da Dalton in poi moltissimi sono stati i medici e gli studiosi interessati ad approfondire la tematica della discromatopsia. Si calcola infatti che circa il 5% della popolazione maschile sia affetta da daltonismo, ma i dati non sono ancora del tutto certi poiché lievi anomalie nella percezione dei colori sono difficili da rilevare senza una mappatura precisa della popolazione.

Ecco i più famosi test utilizzati per individuare la percezione di “colori daltonici”.

Tavole di Ishihara

Daltonismo, test

Il test più conosciuto per determinare la presenza di disturbi nella visione dei colori è quello elaborato per l’esercito dal medico giapponese Ishihara. Si basa su una sequenza di 38 tavole pseudo-isocromatiche che contengono cerchi di colore diverso ma con stessa luminosità.

Chi non è in grado di distinguere i simboli e i percorsi stampati sulle tavole, eccezion fatta per le cosiddette tavole di confusione o immagini per daltonici perché solo loro ne distinguono il contenuto, ha probabilmente un disturbo discromatoptico ascrivibile a un determinato deficit in base a dei grafici di confronto.

Test di Farnsworth

Il test di Farnsworth-Munsell, dai nomi dei ricercatori che l’hanno creato, consiste in 85 oggetti di colore allo stesso grado di saturazione e luminosità, da ordinare seguendo la giusta sequenza cromatica. Per via della complessità, si preferisce la variante D-15, con soli 15 oggetti.

Test HRR

Il test HRR o di Hardy, Rand e Rittler consta di 24 tavole dove solo chi non soffre di disturbi della percezione cromatica può ravvisare una figura geometrica all’interno di una matrice di punti. Questo tipo di test è particolarmente indicato per l’asse cromatico blu-giallo.

Test daltonismo colori online

Quasi tutti i test reperibili online si basano sulla rivelazione della capacità dell’occhio di seguire e riconoscere forme, numeri e lettere in base al loro colore, in contrasto con quello dello sfondo. Solitamente le immagini sono composte da piccoli punti di diversa dimensione, su uno sfondo altrettanto punteggiato.

Variando la tonalità di sfondo e immagine rappresentata, i test sono in grado di individuare quali siano le tonalità che l’occhio daltonico non riesce o stenta a vedere. Per i bambini solitamente si ricorre all’individuazione di figure o forme per cui non è necessario saper leggere o scrivere.

Tuttavia i test online, così come i software daltonismo elaborati per le app e i device, non possono sostituire quelli effettuati da un medico oculista poiché, per la natura degli schermi, i colori riproducibili a video sono diversi da quelli su carta stampata.

Su questo sito una serie di prove permettono di capire se sia il caso o meno di approfondire eventuali disturbi con il proprio medico oculista.

Daltonismo, si può guarire?

La risposta è no, ma in determinati casi si può correggere con apposite lenti e occhiali. Guardate la meraviglia di chi soffre di daltonismo e vede i colori per la prima volta: un’emozione di cui spesso non ci rendiamo nemmeno conto.

Galleria immagini daltonismo

Enrica Vigliano
Enrica Vigliano
Enrica Vigliano, romana per adozione. Lavora nel mondo dell’arte e della comunicazione di eventi, dopo gli studi di Archeologia e di Business dei beni culturali. Adora parimenti la matematica e la grammatica, avendo una predilezione per le parole crociate e per la vita all’aperto.

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