martedì, Maggio 11, 2021

Dadone propone il test antidroga ai parlamentari, ma denuncia: “Nessuno ha detto di sì”

Dopo l'attacco della destra per la sua nomina all'Antidroga, la Ministra pro-cannabis Dadone ha chiesto il test antidroga ai parlamentari: nessuno ha aderito.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Test antidroga ai parlamentari. Con questa provocazione, la Ministra pentastellata per le Politiche giovanili Fabiana Dadone è tornata a far discutere negli ultimi giorni. Soprattutto dopo la scelta del Presidente del Consiglio Mario Draghi di affidare alla Ministra 5 stelle, nota antiproibizionista pro-cannabis, la delega alle politiche contro la droga.

Tale decisione, come prevedibile, aveva fatto sbottare il centro-destra, scatenando l’ira di Fratelli d’Italia, attualmente all’opposizione, con Giorgia Meloni che definiva la scelta del Governo “grave e deludente”. Forte anche il malcontento di Forza Italia e Lega: pur facendo parte della maggioranza di Governo, le due forze di centro-destra non avevano ben reagito alla nomina voluta da Draghi, che, secondo loro, suggeriva un’implicita apertura sul tema cannabis.

La Ministra Dadone ha prima osservato il “mare in tempesta” scatenato dalla sua nomina all’Antidroga poi, quando le polemiche si sono placate, ha lanciato una provocazione. Se molti politici si dicono così scontenti della sua nomina, significa che dovrebbero essere ligi a quelle regole che tanto difendono in tema di sostanze stupefacenti: che venga allora fatto un test antidroga a tutti i parlamentari proibizionisti.

Test antidroga ai parlamentari, Dadone: “Non assumo sostanze stupefacenti, i miei detrattori possono dire lo stesso?”

Test antidroga ai parlamentari, Dadone: "Non assumo sostanze stupefacenti, i miei detrattori possono dire lo stesso?"

La Ministra Dadone mal tollera i facili moralismi acchiappavoti e sopporta ancor meno passare per drogata soltanto per avere un’opinione liberale sul tema cannabis, che, a quanto pare, è un punto di vista ancora troppo progressista nel panorama politico italiano. Di fronte agli attacchi senza riserve arrivati dalla destra dopo la sua nomina all’Antidroga, la Ministra pentastellata ha lanciato un appello: che si faccia il test antidroga ai parlamentari proibizionisti. Ha detto:

Sono stata attaccata in maniera bieca per le mie posizioni anti-proibizioniste da molti esponenti di destra. Subdolamente qualcuno vuole farmi passare per drogata.

Offriamo allora messaggi di coerenza ai giovani: facciamo un bel test antidroga io e i parlamentari proibizionisti. Siamo qui per dare l’esempio.

Io sono incensurata, non assumo sostanze stupefacenti e affronto nel merito ogni questione politica. I miei detrattori possono dire lo stesso?

I giovani che ci guardano hanno il diritto di saperlo, di sapere chi sono le persone che pretendono di dir loro cos’è giusto o sbagliato.

Un appello significativo quello della Ministra Dadone, che fa luce anche su una preoccupate tendenza italiana: quella di considerare “drogato” chiunque sia aperto a posizioni anti-proibizioniste in tema di cannabis. Sarebbe necessaria una campagna di sensibilizzazione sul tema, che vada ad evidenziare tutti i pro e i contro della legalizzazione: solo così si potrà fare davvero informazione consapevole, evitando chiusure definitive alla marijuana in nome di disinformazione e ipocrisia. Intervistata dal Corriere, la Ministra Dadone ha aggiunto:

L’approccio proibizionista è tipico delle destre, che la mettono come droga sì o no, come fosse un pacchetto completo. Non possiamo non renderci conto che il panorama delle dipendenze è vasto e vario. Poi non c’è solo la droga, ci sono anche alcol e ludopatia.

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Test antidroga ai parlamentari, Dadone: “Nessun politico ha aderito alla mia proposta”

Test antidroga ai parlamentari, Dadone: "Nessun politico ha aderito alla mia proposta"

Il primo atto della Ministra Dadone dopo la nomina di Draghi è stato quello di convocare la conferenza sulla droga. Riguardo a ciò, sempre al Corriere, ha detto:

Mi hanno subito attaccato. Ma la conferenza non si riunisce dal 2009.

Oggi la Dadone non deve decidere niente: sul discorso cannabis il Parlamento è sovrano, non è una questione che riguarda il Governo.

La cosa più urgente per me è la cannabis terapeutica. Ho ricevuto chiamate di molte persone con sclerosi e distrofie che chiedono aiuto perché devono andare a trovare la marijuana in strada, commettendo reato.

Non mi sembra una cosa civile. Perché il Parlamento non può affrontare il tema e discuterlo?

Forse perché, verrebbe da dire, si è troppo impegnati a recitare la parte dei moralisti. Fabiana Dadone, tornando poi a parlare del test antidroga ai parlamentari, ha denunciato un dato di fatto piuttosto sorprendente: nessun politico ha risposto alla sua proposta. E, in merito a ciò, ha detto:

La destra ha voluto porre la questione sul piano dei modelli, allora facciamo tutti un bel test dei capelli. Non so se tutti ne uscirebbero immacolati: non ho avuto adesioni.

Si attendono dunque con impazienza i test antidroga dei membri di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Non solo dei leader di partito, ma di tutti i componenti. E chiunque risultasse positivo, per coerenza, dovrà essere scacciato con forza. Se davvero si vuole dare il buon esempio, che lo si faccia concretamente, non chiacchierando facili moralismi.

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Asia Buconi
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Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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