sabato, Aprile 17, 2021

Mattarella firma. La manovra è legge. Tutti i dettagli

Aldo Torchiaro
Aldo Torchiaro
Aldo Torchiaro, giornalista da quando si usavano le macchine da scrivere, si occupa oggi di innovazione digitale, nuovi media, e-democracy.

La gravità del momento in cui siamo precipitati tutti – tu che leggi, l’Italia, il mondo – è data dal superamento quotidiano dei record negativi. Quelli macroeconomici fanno tremare i polsi: precipita Piazza Affari e affonda Wall Street. Gli indici sono tutti inabissati. Tutti: per la prima volta azioni ed obbligazioni, valore immobiliare, petrolio e oro, convergono tutti verso il massimo ribasso. E come se la Terra avesse smesso di girare, l’esigenza di contenimento del contagio impone a centotrentatré nazioni il lockdown, la chiusura blindata, ermetica ciascuno nella propria casa. Il coronavirus devasta gli equilibri e la storia, non lasciando in piedi molto del mondo preesistente.

La fine del vecchio mondo

Schenghen non esiste più. Il trattato di libera circolazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea non è più in vigore, per comune decisione dei capi di Stato e di governo. Ai confini tornano i soldati, e qua e là tornano con le armi cariche. Ieri ha preso la parola il più europeista dei leader europei, Macron:

Tutti i viaggi tra i Paesi non europei ed europei saranno sospesi per 30 giorni.

Il Trattato di Schengen prevede la possibilità di deroghe in caso di emergenza o di minaccia e può essere sospeso fino a due mesi. Le deroghe sono state ampiamente utilizzate per l’emergenza terrorismo, ma il dilagare del Covid-19 sembra riportare il Continente ai tempi delle frontiere chiuse. La Commissione europea prova a mettere un freno e propone ai Paesi corsie preferenziali per garantire la circolazione di merci, a cominciare da cibo e materiale medico. Dopo che l’impegno assunto dagli Stati membri appena sei giorni fa di “coordinare” la risposta al Covid-19 non è stato rispettato. Finora otto paesi – Austria, Ungheria, Repubblica ceca, Danimarca, Polonia, Lituania, Estonia e Germania – hanno notificato alla Commissione l’introduzione di controlli alle frontiere. A questi si sono aggiunti Svizzera e Norvegia che, pur non essendo membri Ue, appartengono alla zona Schengen. Altri – come la Spagna e la Slovenia – non lo hanno ancora fatto. Le misure introdotte sono diverse: dai semplici controlli sanitari su chi entra, al divieto totale di ingresso per chi non é residente. Leggi anche: Dossier segreto: “Coronavirus, durerà un anno”

Uno scenario da incubo

Risultato, la Commissione inizia a registrare la formazione di continue code di camion ai valichi di frontiera. Le merci sono bloccate e questo aggrava l’impatto economico del Coronavirus. “Abbiamo prove di chilometri e chilometri di code in alcuni posti di frontiera. I camion non sono stati in grado di passare a causa dei controlli a quella frontiera o dell’effetto domino a causa di frontiere chiuse in un altro Paese”. A parlare è il portavoce della Commissione, Eric Mamer, spiegando le ragioni delle linee guida sui controlli alle frontiere presentate oggi. In un’economia altamente integrata come l’Ue, il rischio è che non arrivino più prodotti alimentari, medicinali, materiale medico, ma anche le componenti per la produzione nelle fabbriche degli Stati membri. Lo scenario nel medio periodo è da incubo. Mascherine e materiali protettivi potrebbero non arrivare negli ospedali. Gli impianti di produzione si ritroverebbero paralizzati. Sugli scaffali dei supermercati rischierebbero di scomparire i prodotti che arrivano da altri Paesi. Ha detto von der Leyen:

È vitale mantenere la continuità del trasporto delle merci nell’Ue. Per questo proponiamo delle corsie rapide, preferenziali, per il trasporto di medicinali ed equipaggiamenti medici, cibo e servizi essenziali.

Ha spiegato il portavoce della Commissione:

Cerchiamo di anticipare. Siamo in un’economia in cui il ‘just in time’ è un fattore chiave. Molte imprese operano con livelli di stock molto bassi e dipendono da un flusso continuo di componenti per continuare a operare.

La domanda è se i singoli governi ascolteranno la Commissione e salvaguarderanno un minimo il mercato interno, oppure se preferiranno continuare con misure alle frontiere che sono giudicate inefficaci ma che gli occhi delle opinioni pubbliche nazionali appaiono forti. La certezza è che il Coronavirus, molto più delle precedenti crisi del debito sovrano o dei migranti, sta facendo tremare le fondamenta dell’Ue. Leggi anche: Coronavirus, il dramma dei 40mila senzatetto che a casa non possono restare

Cura Italia, ecco la ricetta di Conte

Per uscire da questo scenario a tinte fosche, il governo italiano ha varato ieri una manovra finanziaria vera e propria, e di quelle pesanti. Il decreto interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali: finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio. Tali provvedimenti si aggiungono a quelli già adottati d’urgenza dal Governo per evitare che la crisi transitoria delle attività economiche indotta dall’epidemia di COVID-19 produca effetti permanenti, come la scomparsa definitiva di imprese nei settori maggiormente colpiti. In particolare, con i precedenti interventi, sono stati sospesi adempimenti tributari e pagamenti di contributi e mutui per gli abitanti della ex “zona rossa”, sono stati aperti gli ammortizzatori sociali a soggetti che in condizioni ordinarie non ne beneficiano, sono state potenziate le modalità di lavoro a distanza ed è stato garantito sostegno al settore del turismo.

Più risorse alla Sanità e alberghi requisiti

Misure per potenziare la capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria vengono individuate le coperture per le 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale; il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi; lo stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario viene incrementato di 150 milioni di euro per il 2020; il finanziamento dell’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive (anche in deroga ai limiti di spesa) mentre le strutture private devono mettere a disposizione il personale sanitario in servizio, i locali e le proprie apparecchiature (per un costo di 340 milioni); l’autorizzazione a Invitalia a erogare finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto alle imprese produttrici di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (50 milioni); la previsione che la Protezione civile possa disporre la requisizione da soggetti pubblici o privati di presidi sanitari e medico-chirurgici e di beni mobili necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria. I Prefetti potranno disporre la requisizione di alberghi o altri immobili aventi analoghe caratteristiche per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria (150 milioni); la possibilità di incrementare il personale medico e infermieristico militare con una ferma eccezionale di un anno, mentre vengono potenziati i servizi sanitari militari. L’Inail potrà assumere a tempo determinato 200 medici specialisti e 100 infermieri, mentre viene incrementato lo stanziamento a favore dell’Istituto Superiore di Sanità per far fronte alle esigenze di sorveglianza epidemiologica (il totale di questi interventi assomma a 64 milioni); la possibilità, ove non sia possibile reclutare nuovo personale, di trattenere in servizio il personale del Sistema Sanitario Nazionale che avrebbe i requisiti per la pensione; una deroga alle norme di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie, per consentire l’esercizio temporaneo sul territorio nazionale a chi ha conseguito una professione sanitaria all’estero, regolata da specifiche direttive dell’Unione Europea; disposizioni sull’abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo, con la previsione che il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, abiliti all’esercizio della professione di medico chirurgo previo giudizio di idoneità sui risultati relativi alle competenze dimostrate nel corso del tirocinio pratico-valutativo svolto all’interno del corso di studi; l’introduzione di disposizioni in merito all’anticipazione del prezzo nei contratti pubblici, volte a velocizzare le procedure d’acquisto e di pagamento di materiali e strumentazioni sanitari. Leggi anche: Coronavirus, dall’Olanda il farmaco per sconfiggerlo

Sostegno concreto per lavoratori ed aziende

Sostegno ai lavoratori e alle aziende, con l’obiettivo che nessuno perda il posto di lavoro a causa dell’emergenza la cassa integrazione in deroga viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti, di tutti i settori produttivi. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria; la possibilità di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19” è esteso anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti; è riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli; è istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini; misure di sostegno per i magistrati onorari in servizio: riconoscimento di un contributo economico mensile pari a 600 euro per un massimo di tre mesi e parametrato al periodo effettivo di sospensione dell’attività.

Permessi e bonus-baby sitter

Si prevede l’equiparazione alla malattia del periodo trascorso in quarantena o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva per Covid-19, per il settore privato (per il settore pubblico l’equiparazione era già stata inserita nel DL del 9 marzo 2020); a sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione del servizio scolastico, è prevista la possibilità di usufruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni o con disabilità in situazione di gravità accertata, del congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo. In alternativa, è prevista l’assegnazione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite di 600 euro, aumentato a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario nazionale e le Forze dell’ordine; il numero di giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in caso di handicap grave è incrementato di ulteriori complessive dodici giornate; misure per il trasporto aereo, come il riconoscimento di compensazioni per i danni subiti dalle imprese titolari di licenza di trasporto di passeggeri che esercitano oneri di servizio pubblico, l’incremento del fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e per la riconversione e riqualificazione del personale del settore, nonché la previsione della costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, in considerazione della situazione determinata dall’emergenza sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.a. e di Alitalia Cityliner S.p.a. entrambe in amministrazione straordinaria; l’incremento della dotazione dei contratti di sviluppo, per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese. Misure in favore del settore agricolo e della pesca, come la possibilità di aumentare dal 50 al 70% la percentuale degli anticipi spettanti alle imprese che hanno diritto di accedere ai contributi PAC e la costituzione di un fondo presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, per la copertura degli interessi passivi su finanziamenti bancari e dei costi sostenuti per interessi maturati sui mutui, nonché per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca. Leggi anche: Coronavirus, non esploderà al Sud se i cittadini rispettano le regole

Sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese

Per evitare a imprese e nuclei familiari la carenza di liquidità sono stati previsti numerosi interventi, anche attraverso la collaborazione con il sistema bancario. Una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese (che riguarda mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza); Potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti. Le modifiche riguardano nel dettaglio: la gratuità della garanzia del fondo, con la sospensione dell’obbligo di versamento delle previste commissioni per l’accesso al fondo stesso; l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito, per consentire di venire incontro a prevedibili, immediate esigenze di liquidità di imprese ritenute affidabili dal sistema bancario; l’allungamento automatico della garanzia nell’ipotesi di moratoria o sospensione del finanziamento correlata all’emergenza coronavirus; la previsione, per le operazioni di importo fino a 100.000 euro, di procedure di valutazione per l’accesso al fondo ristrette ai soli profili economico-finanziari al fine di ammettere alla garanzia anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia; eliminazione della commissione di mancato perfezionamento per tutte le operazioni non perfezionate; la possibilità di cumulare la garanzia del fondo con altre forme di garanzia acquisite per operazioni di importo e durata rilevanti nel settore turistico alberghiero e delle attività immobiliari.

Il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti

Il Decreto prevede la possibilità di accrescere lo spessore della tranche junior garantita dal Fondo a fronte di portafogli destinati ad imprese/settori/filiere maggiormente danneggiati dall’epidemia; la possibilità di istituire sezioni speciali del fondo per sostenere l’accesso al credito di determinati settori economici o filiere di imprese, su iniziativa delle Amministrazioni di settore anche unitamente alle associazioni ed enti di riferimento la sospensione dei termini operativi del fondo; estensione del limite per la concessione della garanzia da 2,5 milioni a 5 milioni di finanziamento; estensione a soggetti privati della facoltà di contribuire a incrementare la dotazione del fondo p.m.i. (oggi riconosciuta a banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, con l’intervento di Cassa depositi e prestiti e di Sace). Facilitazione per l’erogazione di garanzie per finanziamenti a lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali; estensione dell’impiego delle risorse del Fondo; rafforzamento dei Confidi per le microimprese, attraverso misure di semplificazione; estensione ai lavoratori autonomi e semplificazione dell’utilizzo del fondo per mutui prima casa; misure per l’incremento dell’indennità dei collaboratori sportivi; la costituzione presso il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un Fondo per la promozione integrata, finalizzato a sostenere l’internazionalizzazione del sistema Paese. Immediata entrata in vigore del “volatility adjustment” per le assicurazioni; possibilità di corrispondere agli azionisti e agli obbligazionisti danneggiati dalle banche un anticipo pari al 40 per cento dell’importo dell’indennizzo spettante a valere sul Fondo indennizzo risparmiatori (FIR); introduzione di un meccanismo di controgaranzia per le banche, da parte di Cassa depositi e prestiti, con cui consentire l’espansione del credito anche alle imprese medio-grandi impattate dalla crisi. L’obiettivo è di liberare così circa 10 miliardi di ulteriori investimenti. Leggi anche: Coronavirus: perché non si fanno tamponi a tutti? di Aldo Torchiaro

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Aldo Torchiaro, giornalista da quando si usavano le macchine da scrivere, si occupa oggi di innovazione digitale, nuovi media, e-democracy.

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